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Una festa alla russa Il Muro dice Vlasov

A Valdobbiadene sorride Dainese, a Ca’ del Poggio Stannard 

SAN PIETRO DI FELETTO. Dovevate vederlo Davide Cassani, felice come un bimbo dietro il podio che a Ca’ del Poggio ha incoronato Alexader Vlasov maglia rosa del 41° Giro Under 23.

L’ex pro’ romagnolo era in brodo di giuggiole per l’effetto-spettacolo garantito dall’esperimento “Real Time”, la crono finale sul Muro di via dei Pascoli disegnata dallo stesso Cassani con il metodo-Gudersen del biathlon e sci di fondo, una prima volta assoluta nel ciclismo: i primi 15 della generale partiti in base ...

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SAN PIETRO DI FELETTO. Dovevate vederlo Davide Cassani, felice come un bimbo dietro il podio che a Ca’ del Poggio ha incoronato Alexader Vlasov maglia rosa del 41° Giro Under 23.

L’ex pro’ romagnolo era in brodo di giuggiole per l’effetto-spettacolo garantito dall’esperimento “Real Time”, la crono finale sul Muro di via dei Pascoli disegnata dallo stesso Cassani con il metodo-Gudersen del biathlon e sci di fondo, una prima volta assoluta nel ciclismo: i primi 15 della generale partiti in base al reale distacco in classifica, la scia consentita negli ultimi due chilometri. «Mi sono divertito», le parole del coordinatore delle Nazionali, deus ex machina della corsa rosa baby, «Il bello del ciclismo è il testa a testa, che nella crono tradizionale manca. E qui invece il confronto s’è visto». Tanto che il podio della generale, Vlasov a parte, è stato stravolto rispetto alla semitappa del mattino a Valdobbiadene, centrata dallo zalfino Alberto Dainese. Un rimescolamento reso ancora più evidente dall’inedito format a inseguimento, su cui più di qualche addetto ai lavori aveva storto il naso, ma che alla verifica pratica ha permesso a Ca’ del Poggio di meritarsi un posto nella storia della due ruote, se già non bastavano gemellaggi passati e futuri con Grammont e Mûr de Bretagne: sul secondo gradino è balzato il portoghese Joao Almeida (ex Trevigiani, ora alla statunitense Hagens Berman Axeon), che poche ore prima era 6° a 1’48” e ha terminato a 46” dalla rosa, e sul terzo l’australiano Robert Stannard, che da 7° a 2’05” s’è ritrovato a 52” dal sogno. Il canguro della Mitchelton-BikeExchange, suo peraltro il secondo segmento trevigiano, è ormai vecchia conoscenza delle nostre strade: a Pasquetta s’era esaltato al Belvedere. «Mi portate fortuna», ha riso con quei capelli da rockstar. Nella Marca era già stato applaudito anche il nazionale russo classe ’96 Vlasov, stoccatore nel 2017 al Gp Arcade con le insegne della Viris Vigevano. Quest'anno s’è esibito con i pro’ alla Gazprom, correndo Tirreno, Sanremo e Tour of the Alps.

L’esperienza non si compra al mercato. «Già sabato sera pensavo di farcela, ma la crono a inseguimento metteva paura», ha riflettuto, «Ora punto all’Europeo e Tour de l’Avenir». L’edizione 2018 ha proposto ogni giorno colpi di scena, repentini cambi di leadership. Nella Conegliano-Valdobbiadene, sulla carta passerella per velocisti, era successo l’imprevedibile ai meno 5 km: classica ammucchiata che aveva privato della volata (e della maglia rossa) Giovanni Lonardi, spedendo pure a terra la maglia rosa Alejandro Osorio, giunto in lacrime in piazza Marconi a oltre un minuto. Capitolo italiani: rispetto al 2017, si sono registrati due successi di tappa in più e l’unica nostra squadra a festeggiare è stata la Zalf. All’acuto di Edoardo Affini (Seg) nel prologo hanno fatto seguito gli squilli di Lonardi a Forlì e sabato del compagno Dainese, che ha giustiziato in volata Di Felice della Gallina e il belga Mertens della Lotto Soudal. Siamo stati però ai margini nel discorso classifica, complice la défaillance dello zalfino Battistella, messo ko dal mal di gola e costretto al ritiro. Un parziale sorriso l’ha garantito Alessandro Covi della Colpack-Marchiol, ottavo a 6’28” e tre posizioni guadagnate con una buona crono.

La chiosa a Marino Amadori, cittì degli Under 23: «Dopo 10 giorni, vedo il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Ci sono le tre vittorie di tappa e la maglia verde Faresin, ma abbiamo un po’ sofferto nella generale, anche se Battistella s’è ritirato per la febbre: alla Corsa della Pace (successo di tappa e secondo nella generale, ndr) aveva dimostrato di saperci fare con l'alto livello, ci investirò per il Mondiale».

Mattia Toffoletto