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Maserada, Michele in bicicletta dal Papa per un bimbo malato

In bici sulla via Francigena, recapitando un messaggio di speranza. Un pellegrinaggio di amore e affetto quello di Michele Celotto, 47enne poliziotto di Maserada sul Piave

MASERADA SUL PIAVE. In bici sulla via Francigena, recapitando un messaggio di speranza. Un pellegrinaggio di amore e affetto. Michele Celotto, 47enne poliziotto di Maserada sul Piave, ha lasciato le avventure cicloturistiche per quelle solidali. Solo un anno fa s’era divertito ad esplorare la Sardegna in lungo e in largo. Solo pochi mesi fa, aveva pedalato per 1.186 km dalla Laguna al Tavoliere delle Puglie.

Ora la meta è Roma, ma cambia anzitutto l’intento: c’è da consegnare a Papa Francesco ...

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MASERADA SUL PIAVE. In bici sulla via Francigena, recapitando un messaggio di speranza. Un pellegrinaggio di amore e affetto. Michele Celotto, 47enne poliziotto di Maserada sul Piave, ha lasciato le avventure cicloturistiche per quelle solidali. Solo un anno fa s’era divertito ad esplorare la Sardegna in lungo e in largo. Solo pochi mesi fa, aveva pedalato per 1.186 km dalla Laguna al Tavoliere delle Puglie.

Ora la meta è Roma, ma cambia anzitutto l’intento: c’è da consegnare a Papa Francesco la letterina di un bimbo malato, il pordenonese Pietro.

L’idea è di Loris De Bortoli, pasticcere di Fiume Veneto. Stamane la partenza dal Pordenonese, con De Bortoli che raggiungerà Celotto a Maserada: alle 14, in piazza dei Signori, avrà luogo il gemellaggio fra la Fiab (gli amici della bicicletta) di Pordenone e i cugini di Treviso. «Un viaggio decisamente più serio rispetto al passato, farà riflettere. Sono contento d’essere stato coinvolto», racconta Celotto.

Pietro ha quattro anni e mezzo, è di Cordenons e sta combattendo con un brutto male. Una storia che ha colpito De Bortoli, la cui missione è patrocinata dalla Fondazione Maruzza, Onlus friulana che s’impegna per le cure palliative e l’assistenza a domicilio dei malati oncologici.

«Io faccio però solo da spalla, il merito è di De Bortoli. Ho saputo dell’iniziativa e ho cercato subito di farne parte. Viaggiare per un bimbo come Pietro, ti dà una carica speciale», rimarca Celotto. Intanto è già nota la data dell’udienza dal Pontefice: mercoledì 25 aprile. Il pellegrinaggio in bicicletta misura 800 km, percorrere infatti la via Francigena significa prenderla un po’ larga. Nonché fare i conti con tanto sterrato, antiche mulattiere.

La componente “avventura” sarà parte integrante della spedizione. Celotto ha definito otto tappe, si dormirà in tenda o negli ostelli collocati lungo il cammino.

La prima frazione si concluderà nel Padovano, a Compodoro. Poi si andrà a Castelmassa, all’incrocio fra Veneto, Lombardia ed Emilia. Quindi si virerà su Fornovo di Taro, in provincia di Parma.

La letterina raggiungerà Pontremoli, ma l’attraversamento della Toscana prevede pure gli approdi a Lucca e Siena. Poi la bussola sarà orientata su Acquapendente, nel Viterbese.

Deviazione infine a Capranica, da cui partirà l’ultimo segmento con conclusione nella città eterna. «Benché abbia affrontato per quattro volte il Cammino di Santiago, si tratta del mio primo viaggio sulla Francigena», osserva, «Dovremmo arrivare il 22, s'aggregheranno amici della Fiab».

La bici come mezzo di preghiera e speranza. Scontato che quest’avventura non la dimenticherà facilmente. (m.t.)