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La mezza è roba d’Africa Korgut e Yayeh volano

Il keniano toglie il record della competizione a Boumussa, secondo al traguardo Alla padovana Giovanna Ricotta non riesce il bis, l’etiope ha fatto gara in solitaria

VITTORIO VENETO. Record di partecipazione (999 classificati su 1010 partiti) e di prestazioni per la quinta edizione della Maratonina della Vittoria, quest’anno griffata “Eroica 15-18 Half Marathon”. Ad imporsi, manco a dirlo, due atleti africani: il keniano Gideon Kiplagat Kurgat e l’etiope Gedamnesh Yayeh, che hanno chiuso rispettivamente in 1h06’44” (16” meno del primato di Bamoussa) e in 1h16’00”, quasi tre minuti meglio del record di Valentina Bernasconi. Alle loro spalle due vecchie co ...

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VITTORIO VENETO. Record di partecipazione (999 classificati su 1010 partiti) e di prestazioni per la quinta edizione della Maratonina della Vittoria, quest’anno griffata “Eroica 15-18 Half Marathon”. Ad imporsi, manco a dirlo, due atleti africani: il keniano Gideon Kiplagat Kurgat e l’etiope Gedamnesh Yayeh, che hanno chiuso rispettivamente in 1h06’44” (16” meno del primato di Bamoussa) e in 1h16’00”, quasi tre minuti meglio del record di Valentina Bernasconi. Alle loro spalle due vecchie conoscenze della maratonina vittoriese: Abdoullah Bamoussa, 31enne azzurro di origine marocchina, già vincitore nel 2015, cresciuto sportivamente nella Nuova Atletica San Giacomo oggi confluita in Vittorio Atletica, e la padovana 46enne Giovanna Ricotta, vincitrice lo scorso anno.

Hanno vissuto due gare simili: entrambi hanno lasciato andare i due battistrada, troppo veloci per provare a star loro dietro, ed hanno fatto gara al proprio ritmo. «Sono un po’ indietro nella preparazione – commenta Bamoussa al traguardo – ma ci tenevo ad essere qui: ho visto la lista dei concorrenti, molto tosti, ma ieri ho confermato che ci sarei stato, pronto a combattere fino alla fine. Kiplagat non era irraggiungibile, ma mi mancava il ritmo giusto, a causa di uno stop di 25 giorni per un problema al nervo sciatico. Kiplagat è partito subito da solo, mentre io sono rimasto con Giacobazzi, perché quello è il mio ritmo per ora e non volevo soffrire: conosco infatti bene questo tracciato, dove mi alleno con Fabio (Bernardi, ndr) e so le sue insidie. All’ottavo km ho visto che Giacobazzi calava e al km 13 l’ho staccato quando ho cominciato ad andare a 3’05- 3’06”. Ma è giovane, ha un grande futuro davanti, perché si vede che ha proprio la corsa del maratoneta».

L’azzurrino nel cross Giacobazzi, tra i favoriti della vigilia dopo il personale sulla distanza ottenuto poche settimane fa a Barcellona, si è dovuto quindi accontentare del terzo posto. Al settimo posto assoluto il vittoriese Martino De Nardi, 22enne azzurro della corsa in montagna, al debutto sulla distanza. «Ho voluto tanto esserci anche per il significato di questa manifestazione. Ho dovuto correre da solo ma sono contento: per essere la mia prima esperienza sulla distanza è sicuramente positiva, ho cercato di interpretarla al meglio, non avendo nessun riferimento: per i primi 15 km è stato difficile gestirmi, poi ho dato tutto. Preparandomi bene, sicuramente almeno un minuto posso limarlo, ma è presto per diventare maratoneta».

«L’etiope era irraggiungibile – ammette Giovanna Ricotta -: io ho fatto la mia gara, ce l’ho messa tutta e sono contenta della mia gara, considerato che ho ripreso a gennaio dopo sei mesi di stop». Meno contenta la terza, Maurizia Cunico: «Ero qui perché sto preparando una maratona e volevo migliorare il tempo della mezza di domenica scorsa, dove ho gareggiato 5’ sopra il mio personale. Ma ho ripetuto quel tempo: devo cercare di recuperare ancora». (a.t.)