A Mansuè si presentano i carabinieri, non il Treviso calcio

I biancocelesti non si fanno vedere a Mansuè, 3-0 d’obbligo. L'ennesima vergogna ingiusta per la squadra biancoceleste causata dai guai della società

Alle 14:30 erano presenti solo i giocatori del PortoMansuè e, come era prevedibile, del Treviso nemmeno l’ombra. I giocatori di mister Groppello hanno quindi improvvisato un allenamento. Dopo un quarto d’ora, la squadra di casa si è spostata nel campo a fianco, per continuare il training.

Come da regolamento, l’arbitro Zago ha aspettato 45 minuti, e poi alle 15.15 in punto ha chiamato i dirigenti del PortoMansuè, un po’ seccati per la mancata disputa della partita e irritati poiché da Treviso non è arrivata nessuna chiamata, per compilare i documenti.Il giudice assegnerà a tavolino la vittoria al PortoMansuè per 3-0, mentre per il Treviso, oltre alla partita persa, sarà inflitto un punto di penalizzazione in classifica. Alla seconda partita non giocata si viene esclusi dal campionato e, visto che siamo già al girone di ritorno, le partite saranno assegnate a tavolino a chi avrebbe affrontato la squadra esclusa. Quindi, a Treviso si prospetta l’ennesima settimana che dovrebbe essere decisiva. Si spera che venga fatta chiarezza, anche per rispetto dei tifosi, della città e delle altre squadre del campionato, che non meritano tanto squallore.

L’allenatore del PortoMansuè Renzo Groppello è amareggiato: «Non è piacevole per il calcio, il campionato e noi. Avremmo preferito giocare e guadagnare i nostri punti sul campo». Gli allenamenti della settimana sono proceduti regolarmente: «Come sempre abbiamo preparato la partita con la solita concentrazione. D’altra parte ieri (l’altro ieri, ndr) non si sapeva ancora se avremmo giocato o meno». Il PortoMansuè ha già la testa al prossimo impegno, in casa del Nervesa: «Giocheremo contro un avversario importante. Purtroppo siamo penalizzati: oltre alla sosta natalizia non abbiamo giocato la scorsa domenica per maltempo e nemmeno oggi (ieri, ndr). Questo non ci aiuta a valutare la nostra condizione fisica». Un ultimo pensiero va al Treviso: «Questa situazione fa malissimo a tutti e sta falsando il campionato. Spero che si risolva presto, anche per il blasone della squadra».

A Treviso il presidente “in pectore” Dondi non ha intenzione di abbandonare la nave: «Non potrei lasciare in questo modo e in questo momento». Dondi oggi incontrerà i suoi avvocati: «Sto valutando di fare un’azione legale. Nardin non lo voglio più vedere. Martedì farò una conferenza stampa con l’assessore Michielan».

«Voglio dire ai tifosi che non mollerò» continua Dondi, «a Treviso ho trovato persone meravigliose, ovvero gli stessi tifosi, i collaboratori e i tecnici. Non voglio cancellare l’entusiasmo che ho trovato per questa nuova esperienza».

Andrea Dossi

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