C’è il nero su bianco Nardin cede a Vissoli il Treviso e il Tenni

Firmato l’accordo: «Interveniamo per rinforzare la squadra» Alla cordata dei ferraresi anche la gestione dello stadio

TREVISO. È fatta. Il Calcio Treviso ha cambiato proprietà, passando dalla gestione trevigiana dell’imprenditore Tiziano Nardin, che a sua volta l’aveva presa in estate da Paolo Pini, a quella ferrarese di Massimiliano Vissoli. Oggi alle 12 a Palazzo Rinaldi la presentazione nei dettagli della nuova società, che a giugno si trasformerà in srl. Trattativa iniziata un paio di mesi fa e che ebbe la svolta decisiva con la firma, a settembre, di un contratto preliminare, quando cioè si ebbe la certezza che Nardin, nonostante le ripetute affermazioni di non voler cedere, fosse invece favorevole a passare definitivamente la mano.

D’altra parte anche il titolare della Sun Trades si era convinto del fatto che continuare da solo sarebbe stato un azzardo: con stipendi (anche se ufficialmente si chiamano rimborsi spese) che arrivano a 3500 euro al mese, la gestione di una stagione dell’Eccellenza si aggira sui 400 mila. «Cifra assolutamente esorbitante: faremo degli incontri con i giocatori perché questi costi ci sembrano davvero eccessivi - promette Luciano Masieri, portavoce del gruppo - vedremo insomma di venirci incontro, anche perché tramite il nostro procuratore Marcelo Segundo abbiamo la possibilità di procurarci elementi, a mio avviso, di maggior valore a prezzi inferiori: il Treviso ha bisogno di rinforzi e a dicembre interverremo sul mercato».

Nelle prossime ore l’assessore Ofelio Michielan consegnerà le chiavi del Tenni al nuovo presidente biancoceleste, l’avvocato ferrarese Massimiliano Vissoli, e le operazioni di pulizia inizieranno immediatamente, in modo da poter presentare domenica, in occasione della gara con il Saonara Villatora, uno stadio in condizioni più decenti delle attuali. «Il nostro interesse per il Treviso è nato dalla convinzione che questa è una piazza dalle grandi potenzialità imprenditoriali- continua Masieri - un club che non merita di restare fra i dilettanti, categoria che assolutamente non gli appartiene. E crediamo di essere in grado di riportare la squadra dove merita».

E' così terminata una vicenda, ma forse sarebbe meglio chiamarla telenovela, che i tifosi sperano sia l’inizio della risalita: tutta la Marca ha bisogno di una squadra di calcio degna di un passato tutt’altro che remoto. E che per farlo sia necessario affidarsi ad imprenditori di fuori regione dovrebbe far fare a chi di dovere delle (inevitabili) riflessioni piuttosto profonde.

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