Treviso respinge l’ultimo assalto del Real

Calcio. Ennesimo no di Michielan a Diquigiovanni: «Abbiamo un progetto sul Tenni e con gli altri quattro team della città»

TREVISO. Ma insomma, la possibilità di vedere il Real Treviso al Tenni è chiusa o no? Sì, no, forse. La notizia è che Lino Diquigiovanni, dopo aver respinto le proposte di Mantova e Pavia, l’altro giorno è tornato all’assalto con Ca’ Sugana chiamando l’assessore Ofelio Michielan: «Sei proprio sicuro? Guarda che il mio è un progetto serio: ti dispiacerebbe che ti portassi qualche migliaio di spettatori con dei derby veneti di Lega Pro?».

Michielan è rimasto della sua opinione: no. Al che Diquigiovanni ha preso atto, si pensa una volta per tutte: la conseguenza è che il Real Vicenza, in mancanza dell’unica alternativa vera, Treviso, verrà chiuso. E lo stesso imprenditore vicentino, che era pronto ad investire due milioni su Treviso, ha smentito qualsiasi contatto con società minori trevigiane per entrare al Tenni con altre strade. Da parte sua Michielan ieri confermava tutto: «Io ho dato la mia parola che vale più di un contratto e da quella non mi muovo, la nostra scelta l’abbiamo fatta e resta inalterata: a parte le sorti della prima squadra puntiamo a portare 1.200 famiglie allo stadio».

Orbene, per portare 1200 famiglie allo stadio in un campionato di Eccellenza bisogna avere le basi, che significa un organizzato ed efficiente settore giovanile. Il quale, stando alle dichiarazioni fatte giovedì scorso in occasione della presentazione a Palazzo Rinaldi, sarebbe già bello e pronto e sistemato. Non è così, non ancora quantomeno. Il progetto com’è noto prevede il coinvolgimento di quattro società periferiche, Academy, Condor Canizzano, Indomita Monigo e Santa Bona, che dirotterebbero i loro settori giovanili all’Acd Treviso per costruire assieme una collaborazione a 360 gradi. Ma questo accordo non è stato ancora ratificato ufficialmente, anzi a tutt’oggi il lavoro da fare sarebbe ancora parecchio. E Michielan non lo nega: «In effetti non c’era bisogno di fare già quell’annuncio, un progetto del genere ha bisogno di compiere dei passaggi graduali per poi arrivare a mettere nero su bianco. E se questo progetto piace occorre fare strategia con ogni società, tutti devo avere interessi a livello di formazione e di entusiasmo. La nostra mission, però, è di sistemare al Tenni 1.200 famiglie, di qui non si scappa». Ma che ne pensano le quattro società? Una di loro non l’ha presa bene, e sembra che pure Indomita e Santa Bona la pensino alla stessa maniera: e questo spiega l’assenza dei loro rappresentanti alla presentazione (c’era solo Silvano Colusso dell’Academy, anche per lui l’accordo era ancora di là da venire). Dice il vice presidente del Canizzano, Dario Pizziolo, che già nel 2010 al Quinto aveva visto sfumare la fusione con l’Asd di Corvezzo: «Non ci è piaciuto affatto quell’annuncio, anche perché certe nostre richieste non sono state ascoltate. Il nostro vivaio è di quasi 500 ragazzi, che giocano anche sui campi di S. Antonino, S. Angelo e Fiera: per noi è un grosso investimento. Ed allora perché dovrei portare il mio settore giovanile all’Acd Treviso quando loro hanno dimostrato di volerci snobbare?» Ognuno dei protagonisti a questo punto ci permetterà la domanda che sorge spontanea in ogni tifoso: che fine hanno fatto quella chiarezza e quella trasparenza che tutti quest’anno ci eravamo auspicati riguardo le vicende calcistiche del capoluogo?

Silvano Focarelli

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