Cimeli del calcio, una vetrina mondiale

A Vittorio Veneto l’anteprima della mostra: dal primo pallone, alle scarpe usate da Messi e le maglie di Maradona e Pelè

VITTORIO VENETO. Si è preso il centro della scena: in mezzo al prato della prima sala espositiva, circondato da decine di maglie di campioni di ieri e di oggi che sembrano fissarlo in adorazione, c’è lui, Sua Maestà il pallone. E che pallone: uno dei primissimi mai realizzati, una palla in cuoio imbottita di stracci datata tra il 1863 e il 1880. Ci giocavano in Scozia, e se pioveva la palla – già pesante di suo – diventava un mattone che sconsigliava i colpi di testa, a meno di non finire la partita con la maglietta insanguinata. Di storie come questa, di splendori e miserie del gioco del calcio, di cimeli e di coppe, è piena la mostra organizzata dalla vittoriese Abs Group Srl, azienda di stampe su tessuti per allestimenti che con “Goal! The football experience” farà parlare di sé in tutto il mondo. Ieri l’azienda di Vittorio Veneto, gestita da Giorgio Grando, Luisa Buffoni, Leonardo e Francesca Posocco, ha aperto le porte del suo capannone per un’anteprima della mostra che sarà inaugurata il 28 giugno a Mosca. Mostra itinerante che Istanbul, San Paolo del Brasile, Abu Dhabi, Londra e Lisbona hanno già prenotato, mentre l’Italia di questi tempi arriva un po’ dopo anche nel calcio. Un peccato non avere ancora una data italiana, visto che i tesori della mostra sono così tanti da far girare la testa, specie agli appassionati. L’inizio della mostra è un video: sullo schermo gol, gol e ancora gol, da tutte le posizioni, in tutti i modi. Tanto per entrare un po’ nell’atmosfera. Quindi, al visitatore viene consegnato un tablet, sul quale può caricare il proprio profilo Facebook e giocare mentre visita la mostra. Sceglie il nome della squadra, i colori delle maglie, i giocatori: «Vogliamo che sia un’esperienza interattiva» spiega Marco Brega, che ha curato il concept della mostra «durante la visita si sfidano gli altri visitatori, e si ha accesso a numerose altre informazioni». La prima sala è un prato di erba sintetica, con al centro della scena il pallone scozzese, e attorno decine e decine di maglie. Colorate, nuove, vecchie, strane, autografate, ma tutte indossate dai calciatori di cui portano il nome sulla schiena. «Le più preziose, però, non sono qui» anticipa Stefano Peron, collezionista. I pezzi da novanta, infatti, saranno alla fine del percorso: le maglie di due numeri 10 leggendari, Maradona e Pelè. Le successive tre sale sono dedicate, rispettivamente, a portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti. Si va dai guanti di Buffon alla mitica maglia del Ragno Nero Lev Yashin, unico portiere della storia ad aver vinto il Pallone d’Oro. Ci sono gli scarpini di Messi, la fascia di capitano indossata da Zanetti nel mondiale per club del 2010, la maglia di Nesta rossonero. L’estasi arriva con le coppe. La Champions League, con incisi i nomi dei vincitori fino al 2012. La Coppa Intercontinentale, prima dell’avvento del mondiale per club. La replica della Coppa Rimet, perché l’originale è stata trafugata, e la Coppa del Mondo di oggi, blindatissima. Abs Group è stata il capitano di una squadra che ha lavorato a lungo per allestire questo piccolo capolavoro. L’azienda vittoriese ha curato l’articolato e complesso allestimento, che si sviluppa su una superficie di oltre duemila metri quadrati e il cui valore aggiunto sono proprio i tessuti, punti di forza di Abs. Tra i suoi compagni di squadra che hanno fornito gli assist migliori, ci sono Stefano Peron (collezionista di World Football Collection, esperto di cimeli calcistici), Marco Brega e Giogio Donà (DontStop architettura), Giorgio Castagnera (Barley Arts International). Ora, tocca ai buyer italiani farci un pensierino.

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