Popolarissima: 100 volte in città

Il passaggio sotto Porta San Tomaso in una foto d'epoca della Popolarissima

Le origini e i campioni, storia di una corsa. Unieuro Trevigiani taglia il prestigioso traguardo: via in piazza dei Signori. Ecco tutti i divieti per domenica

TREVISO. Correva l’anno 1919. Nasceva Giulio Andreotti e l’Italia entrava nel biennio rosso. Benito Mussolini costituiva i Fasci di combattimento, don Luigi Sturzo teneva a battesimo il primo congresso del Partito popolare. Gabriele D’Annunzio occupava Fiume. Il ciclismo viveva un’epoca pionieristica, il Veneto metteva alle spalle la Grande Guerra. Sei anni prima, un gruppo di ardimentosi, riecheggiando il linguaggio del tempo, aveva partecipato alla ciclocampestre di Castelfranco, dichiarando di provenire da Treviso. Maglia color nero, i giudici iscrissero Bortoletto, Garatti e Zanchetta come appartenenti alla “Trevigiani”: era il 1913 e cominciò la storia secolare della Trevigiani. Da un’intuizione del suo direttore tecnico Gino Fregonese sbocciò invece la Popolarissima.

Era il 1919 e si celebrò in due atti: Antonino Dalle Fusine, del Vc Belluno, e Giovanni Cimetta, dell’Uc Vittorio Veneto, furono i primi vincitori. Diventerà la classica di primavera, la corsa simbolo di Treviso. La Sanremo dei dilettanti. Popolarissima, perché il ciclismo era lo sport più popolare. Popolarissima, perché radunava le folle ed entrava nelle case. Popolarissima, perché forse con un nome così semplice (e alla portata della gente) sarebbe stata ricordata da tutti. Popolarissima, perché la tradizione si è rinnovata di anno in anno, arrivando ai giorni nostri: domenica taglierà il traguardo della 100ª edizione.

Una foto d'epoca della Popolarissima

Perché così presto? I primi quattro anni si gareggiò sia in primavera sia in autunno. Poi, dal 1923, si trasformò in gara unica ed ebbe la responsabilità di aprire la stagione. Un filo glorioso che si spezzò solo nel 1944, quando Treviso venne piegata dalle bombe e lo sport finì nel dimenticatoio. La corsa ha sempre avuto il capoluogo come punto di riferimento, la società di Porta San Tomaso come bussola. E i velocisti come favoriti d’obbligo. Che in viale Vittorio Veneto, Della Repubblica o D’Alviano se le sono date, metaforicamente, di santa ragione. Treviso-Postioma-Castrette-Treviso era l’itinerario degli anni ruggenti, nel 1953 il successo del vittoriese Antonio Uliana coincise con il nuovo circuito allargato a Silea e Casale. Dal 1996, si decise di sparigliare le carte, inserendo le insidie del Montello, in previsione del mondiale.

L'arrivo negli anni ottanta

Dal 2014, si è tornati alle origini, tagliando gli strappi e dando vita a una kermesse per sprinter puri. Una kermesse che ha conservato prestigio e, verrebbe da dire, popolarità. Una corsa legata a doppio filo alla Trevigiani (ora presieduta da Ettore Renato Barzi: e la gara è intitolata per il terzo al padre Gino ed è il battesimo del Gran Premio Veneto Banca, ndr), ma che i trevigiani hanno onorato ben poco. Un tabù, nemo propheta in patria. La miseria di 20 vittorie in 99 edizioni. Pioniere fu Giovanni Cimetta nell’autunno 1919, l’ultimo Luca D’Osvaldi nel 2005. Un’astinenza che dura da 10 anni e difficilmente domenica troverà fine. Nell’albo d’oro, spicca Nani Pinarello, stoccatore nel 1942: sarà la prima Popolarissima dopo la sua morte. Non sfuggono Pietro Zoppas e Desiderio Voltarel, altri trionfatori in maglia Trevigiani, che esultò per la prima volta nel 1928 con Pietro Torres. Perché anche la squadra di casa sembra soffrire la sua corsa. Quasi un complesso: 10 successi e l’ultimo firmato Roberto Ferrari nel 2006. Si scoprono velocisti di razza come Marino Basso (1966) o Nicola Minali (1992), mentre il primo straniero fece sventolare la bandiera messicana: Miguel Angel Meza Flores, della Record Caneva. In tempi più recenti, Elia Viviani (Marchiol) si assicurò la doppietta, buggerando nel 2010 Giacomo Nizzolo (Trevigiani), troppo lesto nell’alzare le braccia. Un anno fa gioì la Zalf con Nicolas Marini, due lustri dopo l’ultima impresa di Geremia. E domenica?

Ecco intanto i divieti alla viabilità

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