SCHEDA/ Il Giro tra Vittorio e il Grappa

La Marca riabbraccia la carovana rosa. Mercoledì il Giro approderà a Vittorio Veneto, venerdì invece tocca al Grappa.

La Marca riabbraccia il Giro. L'appuntamento con la corsa più amata si rinnova: una dolce attesa a cadenza annuale. Mercoledì la carovana approderà a Vittorio Veneto, venerdì andrà in scena la cronoscalata del Grappa, breve e temuto segmento che potrebbe definire la classifica del Giro numero 97.

Due tappe che rievocano la Grande Guerra. Superate le fatiche del cosiddetto “giro della morte”, l'arcigna frazione con Gavia, Stelvio e Val Martello, la corsa rosa raggiungerà la “Città della Vittoria”, anticipando le celebrazioni per i 100 anni dal conflitto mondiale. L'attentato di Sarajevo, l'uccisione dell'arciduca d'Asburgo Francesco Ferdinando per mano dello studente Gavrilo Princip, miccia che innescò la prima guerra mondiale, avvenne in verità il 28 giugno 1914, ovvero un secolo fa. Anche se l'ingresso dell'Italia si verificò l'anno successivo, il Giro, fortemente legato alla storia del nostro Paese, omaggerà già in quest'edizione due luoghi della memoria. Dopo tre arrivi in salita consecutivi, intervallati dal terzo giorno di riposo, la Sarnonico-Vittorio Veneto sarà un giorno di relativo relax per gli uomini in lotta per la generale.

La città della Vittoria tornerà sede d'arrivo dopo 26 anni: l'ultima volta fu per il gran finale del Giro 1988, passerella di Andrew Hampsten, primo statunitense in rosa. Il conto alla rovescia, a Vittorio e dintorni, è già scattato: vetrine e bici rosa, gimkane e mongolfiere, ma anche la tradizionale pedalata della vigilia. Secondo alcune interpretazioni, la 17ª frazione dovrebbe strizzare l'occhio ai velocisti, penultima occasione prima dell'epilogo di Trieste. Ma la particolare collocazione della tappa, unitamente alle caratteristiche del percorso, suggerisce colpi di mano e attacchi a lunga gittata. La volata non è scontata, anche se gli sprinter faranno di tutto per riscattare l'errore di Rivarolo Canavese, quando la fuga (vittoria dell'ex zalfino Canola) è andata a buon fine per una manciata di secondi. I “girini” partiranno dalla Val di Non, in Trentino, attraversando poi quella del fiume Adige e la Valsugana.

La scheda. Le Scale di Primolano, Gpm di quarta categoria come gli altri previsti in giornata, costituiranno la prima asperità di giornata. Due i gran premi della montagna, in territorio trevigiano: Santo Stefano e Ca' del Poggio. Quest'ultimo lo strappo più impegnativo, un muro ormai noto agli appassionati di ciclismo: 1,2 km al 12,2% di pendenza media. Il dente di San Pietro di Feletto potrebbe aiutare i fuggitivi o, viceversa, favorire il ricongiungimento del gruppo. Ma la cima dista 20 km dal traguardo di viale della Vittoria: i giochi potrebbero essere ancora aperti. Favorito di giornata potrebbe risultare invece Enrico Battaglin, già stoccatore a Oropa, nel caso ritentasse l'avventura da lontano. Se si arriverà in volata, molto dipenderà dalle energie rimaste dopo il tappone dello Stelvio: Elia Viviani, cresciuto alla Marchiol, o Giacomo Nizzolo, lanciato dalla Trevigiani, andranno tenuti d'occhio.

La seconda frazione trevigiana è in calendario venerdì 30 maggio: la 19ª tappa è una cronoscalata di 26,8 km, partenza da Bassano e conclusione ai 1712 metri di Cima Grappa, nel Comune di Crespano. Il monte sacro alla patria nuovamente protagonista quattro anni dopo la tappa di Asolo vinta da Nibali: a contendersi il successo saranno i migliori della classifica. Numerosi cicloamatori l'hanno sfidato nel weekend, qualche striscione è già stato posizionato. Si prevede un bagno di folla. Dopo i primi 7 km pianeggianti, bisognerà affrontarne 19 di salita: 28 tornanti, 1538 metri di dislivello, pendenza media dell'8% e punte del 14% ai meno 4,8 km, il secondo tratto più duro del Giro dopo lo Zoncolan. L'erta verrà attaccata da Semonzetto, le difficoltà maggiori dopo Campo Croce. Sarà battaglia uomo contro uomo, impossibile bluffare.

Mattia Toffoletto

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