Enrico Tonon, l’uomo che vola sulle onde

Il vittoriese ha conquistato il bronzo ai mondiali di kitesurf, disclipina dimostrativa a Rio 2016 ed effettiva a Tokyo 2020

VITTORIO VENETO. Dalle nostre parti il kitesurf non è certo uno sport molto conosciuto, anche se i suoi praticanti anche stranieri considerano il lago di Santa Croce uno dei luoghi più adatti alla sua pratica.

Sicuramente molti in più lo conosceranno dalle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro, quando sarà disciplina dimostrativa, in attesa di diventare effettiva da Tokyo 2020.

Tra i massimi esponenti mondiali di questo sport, una sorta di windsurf trainati da una specie di parapendio anzichè dalla vela sul surf, c’è un 47enne vittoriese: Enrico Tonon.

E quella 2013 è stata per lui la stagione più memorabile, culminata con la medaglia di bronzo master ai mondiali di fine novembre in Cina.

«Erano ammessi solo i primi 120 atleti nel ranking mondiale, per alzare il livello tecnico ed evitare gli intrecci delle vele per l’affollamento» racconta Tonon, «Mi sono piazzato a metà classifica assoluta, ma appunto terzo tra i master. Un risultato che sinceramente non mi aspettavo».

Dopo qualche anno di pratica a buon livello, quest’anno Tonon ha fatto un vero salto di qualità.

«A motivarmi è stata la prova di Coppa del Mondo in Egitto, a Pasqua: in una settimana di vento fortissimo ho dato il meglio, facendo leva sul mio peso e sulla forza delle gambe: ho vinto l’oro tra i master, piazzandomi 34° assoluto. Lì ho deciso di allenarmi con particolare impegno: uno, anche due allenamenti al giorno, tra palestra, colline e un po’ d’acqua (a Santa Croce). Ma fondamentale è stato un accorgimento tecnico, suggeritomi da mio padre (il professor Guido, stimato professore di educazione fisica e fondatore della Scuola di maratona Vittorio Veneto, ndr): col suo “occhio clinico”, vedendo me in allenamento e alcuni campioni in video, mi ha aggiustato la postura per contenere l’acido lattico che ti distrugge nel finale delle gare».

Ai campionati europei di Gizeria (in Calabria), una specie di test premondiale, Tonon si è piazzato terzo, agli italiani di Ostia quarto, e poi il bronzo iridato. «Ci sono nazioni che investono nei giovani in questo sport: per eccellere o sei finanziato dalle federazioni o devi poterti permettere di viaggiare per allenarti: io invece mi alleno a casa quando il lavoro (ha uno studio dentistico, ndr) me lo permette e un paio di volte all’anno vado a fare le gare principali. E meno male che Mirco Cerantola mi aiuta fornendomi le sue vele! Ma in verità anni fa i primi non li vedevo nemmeno, ora sono lì, a 100 metri».

A Rio de Janeiro nel 2016 non ci sarà: «Purtroppo ci va uno solo per nazione e in Italia non sono il primo. Peccato, perché altre nazioni molto più indietro di noi porteranno atleti che non conoscono nemmeno il kitesurf... Ma non importa: il mio scopo è divertirmi in questo sport nel quale avversari di tutto il mondo si complimentano con te dopo che li hai battuti. Questo è lo sport vero che mi piace».

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