Mogliano nella storia: è finale scudetto

Rugby. Decide un calcio di Fadalti: Viadana fuori per differenza punti. Tre gialli nei primi 40’: grandissimi difesa e carattere

Mai sconiftta è stata più dolce. Quando il drop di Apperley, al 6’ di recupero, esce, quindici eroi in biancoblù fanno festa: il Marchiol è in finale scudetto. Decide la differenza punti, ma il XV di Casellato e Properzi, pur senza segnare mete, compie un capolavoro: difesa super, grandissimo carattere. E un cuore enorme: resiste in 13 contro 15 nel primo tempo, subendo solo una meta. Rimedia tre gialli nei primi 40’, ma tiene il campo e dice la sua: uno spirito indomabile.

Il Viadana supponente e presuntuoso, che rinuncia ai piazzati sin dall’avvio, è punito dagli dei del rugby, che premiano invece la tenacia del Marchiol, capace di ottenere un calcio fondamentale dal veterano Meggetto nel momento peggiore (cartellino a Costa Repetto dopo quello a Candiago, squadra in 13).E pensare che Mogliano, prima di subire l’assalto del pack giallonero (mezz’ora senza un passaggio!), e di subire la meta, aveva avuto in avvio due opportunità per rompere il ghoiaccio, ma prima Nathan e poi Fadalti falliscono due penalty.

Poi comincia l’inferno per la mischia, messa sotto dalle maul viadanesi: falli ripetuti, Pennè sventola il cartellino prima a Candiago e poi a Costa repetto. Viadana impone il peso del pack, vede un meta annullata per un in avanti sul penultimo passaggio, e sfonda solo al 32’ con Padrò, il migliore dei suoi. E Fenner trasforma: 7-0.

Mogliano reagisce, porta Nathan in piazzola, ma prima del riposo Fenner ristabilisce i 7 punti : 10-3.

Mogliano, con questo punteggio, è in finale. Ma restano 40 minuti di sofferenza. Casellato ordina ai suoi di giocare per uscire dalla trappola del pack di casa, e cercare varchi al largo: ma i gialloneri di Phillips stringono bene le maglie non concedendo spazi a Rodriigues e compagni.

Così Viadana ritrova l’abbrivio per rigettarsi nella metà campo avversaria senza però riuscire ad aumentare il punteggio. Sugli scudi la difesa moglianese: le terze, ma anche Ceccato e Lucchese, splendidi pure quando esplorano spazi in attacco. Fadalti ha sui piedi il penalty del - 4, ma lo sbaglia.

Miglior sorte per Fenner che centra l’«H» (48’) e issa i suo sul 13-3. Dieci punti come all’andata, Mogliano rischia perché si va al computo mete, e non ha segnato mete nei due match, a differenza di Viadana (2 tra l’andata e quella di Padrò).

La partita vive di spunti e di fiammate improvvise: Fadalti aggiusta la mira sul più facile dei piazzati, punendo un fallo su splendida azione Ceccato -Fadalti, con sostegno chiave interno di Swanepoel: 13-6, mancanon 11 minuti.

Ma c’è ancora da soffirire: in attacco, Rodriguez sfrutta unì’incertezza di Cowan: attacco infninito, poi calcetto dell’apertura dietro i pali, il neozelandese viene ostacolato: meta tecnica? No, Pennè dice che era fuorigioco. Il pack riconquista palla, a 2 dalla fine, sembra fatta: ma la liberazione al piede di Galon, per meno di un metro, è troppo lunga. Mischia in attacco per Viadana e calcio contro, fortunatamente fallito da Fenner.

Il tempo non finisce mai. Viadana riparte con il pack, nei 30 metri di Mogliano: percussioni continue, l’onda giallonera si avvicina alla meta. Viadana sceglie il drop, e forse non la fa con lucidità: la piattaforma per il calcio di Apperley non è la migliore. Pallone fuori, Mogliano in Paradiso. Con qualche scintilla di troppo fra coach Casellato e alcuni giocatori mantovani. Dai, è ora di far festa con i tifosi scatenati.

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