Basket, ore d’ansia ma l’ultima risposta spetta a Verde Sport

Il “comitato salvezza” ha ricevuto 119 bonifici per una cifra totale di 21 mila euro. Vazzoler: «Vedo tanta demagogia»

Fino a ieri mattina il Comitato di salvezza Io ci sono, da quanto è iniziata la sottoscrizione, cioè venerdì, aveva ricevuto 119 versamenti per un totale di 21 mila euro. Per chi desidera partecipare la modalità resta un bonifico da minimo 100 euro (il massimo è... ad libitum) all’iban IT 70B05035618 20050570496011 intestato a “Comitato Treviso Io Ci Sono”. Chiaro che l’obiettivo è non tanto o non solo incrementare il budget già esistente, quanto confermare che attorno a questa squadra e questa società che rischia di scomparire l’affetto e la solidarietà della gente restano grandi. Nel week end la raccolta di Universo Treviso (budget + personaggi) sarà presentata a Verde Sport, che darà il responso. Se sarà positivo, ci sarà il passaggio gratuito dei diritti sportivi, quindi si pagheranno i 150 mila dell’iscrizione (con tutti gli adempimenti si arriva però quasi a 350 mila). Per far quadrare i conti ci sarà tempo fino all’11 luglio, poi il 14 il Consiglio Federale sentenzierà.

Parallela alla corsa per la sopravvivenza, ne è nata un’altra, purtroppo immancabile: la corsa alla demagogia. Ci sono benpensanti in servizio permanente che continuano a indignarsi nel vedere tanta gente che offre soldi per salvare un club sportivo e sbottano: «Ma che li diano piuttosto a chi più ha bisogno, pensionati, disoccupati, eccettera...». Ugualmente Paolo Vazzoler, che del Comitato è una delle anime, non ha potuto trattenersi ed ha postato una lunga lettera nella quale si legge: «Sono nauseato da chi ora dà lezioni di comportamento sociale, da chi si attacca alla situazione per motivare sue scelte personali che nulla hanno a che fare, da chi pontifica e censura le parole degli altri senza nemmeno leggere quanto gli altri scrivono o ascoltare quanto gli altri dicono. Nessuno di noi dimentica la situazione sociale nella quale ci troviamo. Sappiamo benissimo, l'abbiamo detto e scritto che ciò che cerchiamo di costruire non è un’alternativa a quanto la famiglia Benetton ha saputo costruire. E' impensabile, improponibile, immorale chiedere questo alla piazza e a qualsiasi imprenditore; ciò che stiamo cercando di fare è di non gettare, di non cancellare, di non annullare quanto è stato fatto. Vogliono parlar male di noi, seminare illazioni? Lo facciano pure, non curiamoci di loro, andiamo dritti per la nostra strada. Se qualcuno non si è mosso correttamente, se qualcuno è stato sleale, non temete, si verrà a sapere e allora diverso potrà essere il giudizio. A chi come noi ci crede, chiedo di lasciar stare offese o accuse a chicchessia e tenere le energie per provarci fino in fondo. A chi non ci crede o ha altri interessi, chiedo di fare un passo indietro e lasciarci provare fino in fondo a vincere questa partita».

Silvano Focarelli

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