Imoco compra il Parma Conegliano può rinascere

Volley donne: Garbellotto e Maschio ufficializzano l’A/1 e chiedono l’Arena

CONEGLIANO. Dalle parole ai fatti. Ad appena dieci giorni dalla fine della stagione, che ha incoronato Busto Arsizio regina in Italia e in Europa, a Conegliano si può ritornare a parlare di serie A/1. L'Imoco Volley ha mantenuto la promessa e il passo del progetto annunciato due mesi fa, e si è garantita il diritto sportivo per giocare con una propria squadra nella massima serie della pallavolo in rosa. Nella sera del 24 aprile, a Ferrara, il presidente del neo nato club coneglianese, Piero Garbellotto, ha raggiunto l'accordo con Parma che, dopo una sola stagione in A/1, ha deciso di ridimensionarsi per disputare probabilmente un campionato di serie minore.

«La trattativa con Parma è stata avviata circa un mese fa, quando abbiamo saputo che la società di Parma non era più intenzionata a giocare in A/1», spiega Garbellotto, «L'intesa è stata definita in tempi ragionevoli e sarà comunicata alla Lega Volley secondo i tempi e i modi previsti dal regolamento. Il budget che l'Imoco ha previsto per la sua prima stagione supera il milione di euro, crediamo sia una somma sostenibile per entrare in questo mondo. Abbiamo voglia di affacciarci nel volley con l'umiltà necessaria. Io e il vicepresidente Pietro Maschio non vogliamo bruciare le tappe, abbiamo l'entusiasmo dei nostri trent'anni, ma anche l'esperienza delle nostre aziende, i passi vanno fatti decisi, ma con oculatezza».

L'idea della squadra è giá tracciata, anche se per il momento l'Imoco non svela nomi o orientamenti di mercato. Troppo presto, in effetti, e nel momento delicato del volley italiano l'errore più grande che puó fare un club, storico o meno che sia, è proprio promettere qualcosa che non puó mantenere. Tuttavia, qualche nome di tecnico associato al Conegliano c'è giá: Radogna, nell'ultima stagione coach proprio a Parma, e Gaspari, il giovane allenatore della Spes fino al ritiro e poi andato nell'Eldorado sportivo chiamato Baku. «Da Parma per ora è arrivato solo il titolo», prosegue Garbellotto, «Abbiamo giá avviato qualche tavolo di discussione con alcuni tecnici e la scelta potrà avvenire entro un paio di settimane e sarà una decisione logica con il nostro progetto. La rosa dell'Imoco Volley Conegliano la deciderà l'allenatore».

L'altro tavolo avviato è con l'amministrazione comunale, tema: disponibilità di giocare all'Arena. «E' stato detto che il primo che porta il titolo di A/1 in città potrà giocare all'Arena. Bene. Sappiamo che il momento politico di Conegliano impegna l'attuale amministrazione e i candidati sindaci nella tornata elettorale. Da tutti abbiamo avuto conferma che l'utilizzo dell'Arena è un punto visto con la massima attenzione e sensibilità. Abbiamo ora l'esigenza di sapere se la squadra potrà giocare in quell'impianto che tutta Italia invidia».

Titolo acquisito, impianto vicino, staff in via di definizione. E la maglia? «Sarà prevalentemente gialla e blù, ma anche di questo parleremo a tempo debito», dice sornione Garbellotto. «La mia famiglia e quella di Maschio lavorano da secoli su questo territorio e hanno ricevuto tanto. Pietro ed io abbiamo pensato che sia arrivato il momento di restituire qualcosa al territorio e alla città. Sono contento del riscontro che sento tra i tifosi. Condividiamo la passione per uno sport bellissimo e siamo orfani di una squadra che regalava emozioni. L'Imoco Volley sarà costruita da squadra, staff, società e dai tifosi. È l'unione di queste componenti che rende la pallavolo un mondo entusiasmante.Il presidente dellaLega Volley, Mauro Fabris, ha accolto l'iniziativa dell'Imoco con soddisfazione, perchè era davvero difficile immaginare un nordest senza una realtà pallavolistica femminile di rilievo».

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