«SONO SASHA, HO AMBIZIONI» Djordjevic, contratto annuale vuole una Benetton d'acciaio

ASSO. Sasha Djordjevic si presenta in Ghirada. A destra il vicepresidente Enzo Lefebre

 L'allenatore numero 21 dell'Ap Treviso in tempi moderni è il secondo serbo: il primo fu Zele Obradovic. Alexander «Sasha» Djordjevic parte proprio da lui, nel primo giorno ufficiale da coach Benetton: «In tre mi hanno insegnato tanto, anche da avversari: D'Antoni, Messina e Obradovic. Ma Zeljko per me è stato il più grande di tutti, a lui mi ispiro». Omaggio reverente dell'allievo al maestro e questo è un buon primo passo. Poi però aggiunge: «Sono qui per trasmettere qualcosa del mio carattere ad una società che sta vivendo un momento particolare, per portare la mia umiltà e le mie qualità».  «Sappiate però - aggiunge - che a me interessa solo una cosa: la vittoria. Per cui farò di tutto per trasmettere alla squadra competitività e voglia di vincere». Un vincente in campo che vuole esserlo anche fuori. Garantisce Claudio Coldebella: «Non c'è voluto molto per convincerlo, ha subito dimostrato grande entusiasmo: ed è venuto qui subito da Milano. Sasha lo conosco da avversario, da compagno di squadra e da assistente (a proposito, non confermata la voce di Pasquali vice, diretto interessato cade dalle nuvole ndr), pure in panchina è un grandissimo talento, vedrete». Il primo tassello, il coach adatto per una squadra di giovani, con quel coraggio che ha sempre caratterizzato la scuola serba. E poter giocare con l'Eurocup due volte la settimana è importante per tutti, anche per il coach.  Djordjevic, sarai un allenatore a termine?  «Il contatto c'è stato 10 giorni fa, ho accettato senza problemi ma le mie ambizioni vanno oltre la prossima stagione: sono qui per dimostrare che questa situazione non è un problema, è solo l'inizio di un futuro».  Non alleni da 4 anni...  «Mi è tornata la passione, amo il basket, non posso stare senza e il basket non può stare senza di me... Dai, scherzo. Comunque credo tanto nella gioventù: a un giovane non dirò mai di evitare di passare la palla dietro la schiena, anche se sbaglia gli andrà bene la prossima volta, i giovani vanno lasciati esprimere senza paura, lo posso dire io che sono cresciuto così».  Cosa prometti ai tifosi?  «Le promesse sono pericolose, dico solo che la mia Benetton farà di tutto per competere fino all'ultimo minuto. Ai tifosi dico che i miei ragazzi usciranno dal campo dopo aver dato sempre il massimo. Bulleri sarà il nostro capitano, ha tutto per esserlo, ripartiremo da Gentile e Motiejunas: Gentile ha 10 anni in più, è come suo padre, a 16 anni ne dimostrava 36... "Moti" è cresciuto tanto, merito del lavoro di Repesa, sarà obbligato ad avere responsabilità e, per il lock out, contiamo di averlo il più a lungo possibile. A me piace avere giocatori cresciuti in casa, De Nicolao ad esempio è play di buona visione di gioco. E penso anche a Cuccarolo, Wojciechowski e Sandri. Ma dipenderà anche dalla società...».

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