Setten molla, ci sono Canuti e Santilli

Improvvisa svolta societaria per il Treviso calcio: arrivano i romani

Setten vende, il Treviso passa di mano. Acquistato da una cordata romana, rappresentata dall’avvocato Riccardo Canuti, che assume il ruolo di presidente, e il commercialista Stefano Santilli, suo vice, con Ivano Bonetti nuovo direttore sportivo. Della cordata si sa poco o nulla. I diretti interessati dicono di non poter ancora svelare i loro nomi. Dopo quasi sette anni, quindi, termina il regno di Ettore Setten, l’uomo che ha portato il Treviso dalla C/1 alla serie A, ma che poi ha fallito il tentativo di riconquistare la massima serie.

L’imprenditore di Basalghelle lascia la società di via Foscolo nel peggior momento possibile, con la squadra insabbiata nella bassa classifica e una società, ora, completamente da ristrutturare. Già firmato l’accordo preliminare di fronte al notaio, l’assemblea dei soci di mercoledì prossimo ratificherà il passaggio di consegne e l’incoronazione a presidente di Riccardo Canuti e del suo vice, Stefano Santilli. Il primo, 42 anni, avvocato, è stato team manager della Cremonese ai tempi di Nanu Galderisi prima che lo «storico» presidente Luzzara riprendesse in mano la società, mentre il secondo, 45 anni, ha esperienze con la Cisco Roma e con la Sambenedettese, quest’ultima non troppo felice, con i tifosi a contestare violentemente la società finita sull’orlo del fallimento.

I due liberi professionisti di Roma rappresentano una cordata di imprenditori. Due fratelli che hanno una catena di negozi di abbigliamento casual e che vogliono aprire dei punti vendita anche nel Veneto e a Treviso, un industriale nel settore dell’elettronica primaria e un gruppo che opera nei casalinghi, e che sponsorizzerebbe una squadra ciclistica nazionale (si è fatto il nome dell’Acqua & Sapone). Questo, almeno, secondo le indiscrezioni confermate dai nuovi massimi dirigenti, che al momento non rivelano altro. Non si conoscerebbero nemmeno tra loro. Il Treviso è stato valutato 2,5 milioni di euro, almeno per quanto concerne le quote societarie.

E’ stato Enrico Reina, ex amministratore delegato della società di via Foscolo e uomo di «fiducia» di Setten, a coordinare le trattative, fino al definitivo passaggio di consegne. Colloqui e incontri che si sono protratti negli ultimi mesi, con l’ad biancoceleste visto in compagnia dei soci romani anche lo scorso settembre in occasione di Rimini-Treviso, con Canuti e Santilli che erano diventati volti conosciuti anche al Tenni, e hanno seguito la squadra anche in altre trasferte. Un affare, quindi, che nasce mesi fa, accelerato bruscamente dopo la nomina di Setten ad amministratore unico, lo scorso dicembre. Saltano i ruoli principali in società - tra i quali quelli dei vicepresidenti Giangiuseppe Lucchese e Francesca Grigolin - che da anni non subiva un tale scossone. Setten non avrebbe avvertito nessun dipendente.

Dopo una cessione così tribolata rischiano ora di affiorare i conti in rosso, da ripianare al più presto. Mercoledì prossimo, 5 marzo, l’assemblea societaria ratificherà ufficialmente la cessione del Treviso, poi verrà formalizzato l’organigramma della nuova società. Che al suo interno annovera anche Ivano Bonetti, il nuovo direttore sportivo: l’ex giocatore di Juve, Brescia e Bologna ha un passato da dirigente in Scozia, nel Dundee United. Ed è propri lui a confermare che i conti non sono brillanti: «Faremo tutte le cose per bene, senza un bilancio in regola non si va avanti. I nuovi proprietari non sono degli sprovveduti, hanno le idee chiare. Il mio contratto? Ora c’è una stretta di mano, ma sarà pluriennale». Ma il denaro sonante da tirar fuori da qui a dicembre sarebbe pesante. Tra i sette e i nove milioni di euro, secondo indiscrezioni. Da appianare ci sono anche gli stipendi dei giocatori, che come ultima mensilità percepita sono rimasti a dicembre. Per la nuova proprietà, quindi, il lavoro è appena iniziato.
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