I comitati: «Via i Pfas dalla Pedemontana dopo la galleria controllare tutti i cantieri»

I dati dimostrano che da Malo a Montebelluna il 76 per cento del traffico riguarda le auto dei pendolari, solo 1500 i tir al giorno

PADOVAPfas da eliminare dalla Pedemontana e volumi di traffico da aumentare con gli sconti ai residenti. Sono queste le priorità in agenda a palazzo Balbi, nella settimana in cui verrà licenziata la Zls di Venezia-Rovigo e si avvierà la procedura per designare la commissione che valuterà le offerte per l’autostrada Meolo-Jesolo, una bretella di 20 km per arrivare al mare in 30 minuti da Venezia e Treviso.

IL VOLUME DI TRAFFICO

Un “tir” ogni dieci auto sulla Spv: il traffico commerciale delle zone industriali di Malo, Schio, Thiene, Bassano, Rosà e Montebelluna continua a circolare sulla vecchia Gasparona, senza spendere 20 euro per percorrere 58 chilometri. I passaggi registrati a giugno 2021 confermano un dato inequivocabile: su 511.604 veicoli 391.357 sono auto e moto, pari al 76%.

Traffico privato di pendolari che si spostano lungo i distretti manifatturieri del Vicentino e Trevigiano, con le griffe della moda Diesel e dello sport system (Lotto, Diadora etc) come simboli di un modello che punta sull’innovazione per reggere il peso del biennio Covid. Ciò che invita a riflettere nella statistica è il rapporto tra traffico privato da auto che si riversa sulla Pedemontana, mentre quello commerciale dei “padroncini” con le partite Iva e le microimprese continua a circolare sulla vecchia rete locale senza pagare il pedaggio. I “tir” censiti a giugno 2021 sono 33.600 (classe 5) cui si sommano altri 18 mila veicoli di (classe 3 e 4). A palazzo Balbi sono moderatamente soddisfatti e confidano di consolidare i volumi con l’apertura del tratto da Castelgomberto a Montecchio. L’obiettivo è superare stabilmente quota 21-22 mila passaggi day, oggi siamo fermi a 17.055.

L’INCUBO DEI PFAS

Eliminare l’incubo dei Pfas dalla galleria di Malo e lungo tutta la Pedemontana nel tratto fra Montepulgo-Castelgomberto e Trissino fino al raccordo con la A4. Questa la richiesta del Covepa che ha suonato il campanello d’allarme dopo i controlli di Arpav. «Le notizie di queste ore sulla presenza di Pfba-Pfas a ridosso dei cantieri e della galleria di Malo sono inquietanti. Bene ha fatto Arpav a chiedere che siano controllate tutte le aree: per esempio nel caso di impiego della tecnica del cemento o del calcestruzzo spruzzato. Oppure in quei casi in cui si ricorre al consolidamento dei terreni con le iniezioni come nel caso delle Poscole, un’area di importanza comunitaria. A noi pare poco felice l’uscita dei sindaci di Castelgomberto e Malo, rispettivamente Davide Dorantani e Moreno Marsetti, che hanno cercato di minimizzare la gravità della situazione. Peccato che la contaminazione riguardi sia l’acqua di falda che di superficie. A Trissino e Castelgomberto, i predecessori degli attuali amministratori hanno chiuso due pozzi dell’acquedotto al centro della valle dell’Agno, a monte della Miteni, e a sud dei cantieri della SPV. Si trattava allora dei pozzi per realizzare le trincee tra il casello di Brogliano e l’accesso al tunnel lato Castelgomberto, con largo impiego di iniezioni nel sottosuolo. Va quindi fatta chiarezza subito», afferma Massimo Follesa del Covepa.

LA CORTE DEI CONTI

Tra le raccomandazioni della Corte dei conti, c’è l’invito alla Regione a chiedere il rimborso dell’Iva indebitamente versata al concessionario Sis Dogliani Sacyr: si tratta di 20.147.000 euro. Briciole rispetto ai 2,25 miliardi di costo finale. Procedura già conclusa, ma il monito dimostra che ai magistrati contabili non sfugge nulla.

Video del giorno

Italian Tech Week 2021, l'intervento di Elon Musk: dialogo con John Elkann e Maurizio Molinari

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi