Olimpiadi, martedì alle 9.36 Milan e il quartetto corrono per la finale

Secondi nelle qualificazioni, se battono la Nuova Zelanda lottano per l’oro. Capitan Ganna sul friulano: “E’ il più giovane eppure ci ha portati a spasso”.

TOKYO. Mezza missione compiuta. Il quartetto azzurro dell’inseguimento su pista è a metà dell’opera e martedì può disegnare una Gioconda. Arrivare tra le prime quattro il Frecciarossa di Top Ganna doveva e il quartetto con l’esordiente olimpico, il Millennial di Buja, Jonathan Milan così ha fatto mandando in estasi un paese intero in Friuli.

L’Italia nelle eliminatorie ha staccato il secondo tempo, un 3’45’895 di tutto rispetto, nuovo record italiano, che per pochi minuti è valso pure il primato olimpico, ma perfettibile perché nell’ultimo dei quattro chilometri di gara, quando come previsto uno dei quattro vagoni del trenino, lo starter Francesco Lamon, si è staccato, il convoglio si è disunito perdendo armonia, potenza e quindi velocità. Ganna si è trovato avanti, Consonni è stato lesto a chiudere “il buco”.

Nell’inseguimento a squadre il tempo finale viene preso sul terzo arrivato, il primo comandamento è non disunirsi. Insomma l’Italia può fare meglio. E sentite capitan Ganna a fine gara: «È stata dura, meno male che c’era Jonny, è il più giovane, ma ci ha portati a spasso».

Un dato, tanto per rendere l’idea di quanto tra i quartetti al mondo la concorrenza sia incredibile, anche sul fronte della ricerca tecnologica su biciclette (ieri si favoleggiava di una nuova catena superperformante sulla bici della Gran Bretagna), accessori e abbigliamento: l’Italia con Milan nel motore si è migliorata di 10 secondi rispetto alla prova di Rio 2016, quando il quartetto col giovane Ganna finì proprio sotto il podio.

Per ora davanti agli azzurri c’è solo la Danimarca, lo si sapeva, avversario tostissimo, campione del mondo 2020 a Berlino, quando Milan&Co furono terzi, e detentrice del record del mondo. Ieri i danesi, trainati dal fenomenale Lasse Norman Hansen, hanno piazzato un 3’45”014, record olimpico a 63,966 di media, anch’essi dopo una gara non impeccabile, e oggi sfideranno i terzi classificati, la Gran Bretagna, quelli della catena magica.

Gli azzurri se la vedranno invece martedì, alle 9.36 ora italiana (meglio collegarsi prima alla tv Rai o Eurosport fare voi) contro la Nuova Zelanda piombata, un po’ a sorpresa, solo 84 millesimi dietro agli azzurri 3’46”079 e quindi pericolosissima. L’obiettivo per i ragazzi del ct Marco Villa è manco a dirlo uno solo: andare forte, fortissimo, fortissimamente forte. Per almeno tre motivi. Noi ve ne spieghiamo due. Primo: rispetto alle qualificazioni si insegue per davvero, due team in pista, vanno battuti i neozelandesi e sarà finale, domani all’ora di pranzo, visti i tempi staccati nel primo round presumibilmente con i danesi. Secondo: i tempi delle battute delle semifinali e quelli delle quattro squadre lunedì classificate tra la quinta e l’ottava posizione, che a loro volta si sfideranno, formeranno una classifica.

Le prime due squadre si contenderanno il bronzo.
Il terzo motivo lo spiega il ct Marco Villa e si chiama chiusura del cerchio: «Siamo arrivati in sofferenza nel finale, ma non siamo distanti dai danesi. Sono orgoglioso dei miei ragazzi e, come ho detto loro prima della gara, non dovevano dimostrare nulla a me né al mondo intero, ma solo dare il massimo per far fruttare tutto il lavoro di questi anni. Si meritano un gran risultato».

Ganna è un “animale” da pista, ha vinto 4 mondiali individuali, Jonathan Milan non ha pagato lo scotto dell’esordio, anzi, a volte va anche troppo forte. Forza ragazzi. L’olimpionico Elia Viviani, pronto a giocarsi le carte in Omnium e Madison (con Consonni), a bordo pista è stato eloquente: «Quartetti azzurri al top».

Si perché ci sono anche le ragazze. Barbieri, Paternoster, Balsamo e Guazzini, quarte, martedì dalle 8.50 si giocano una durissima semifinale e già oggi una medaglia contro la Germania, che lunedì ha fatto il record del mondo.

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