Olimpiadi, Ganna pronto a ripartire dalla pista: dovrà trascinare il quartetto azzurro

Iniziano lunedì le qualificazioni dell’inseguimento a squadre

Nemmeno il tempo di archiviare la cronometro sul circuito del Fuji, che Filippo Ganna si è subito spostato a Izu, sessanta chilometri più a Sud del Giappone, dove domani (lunedì) cominceranno le qualifiche dell’inseguimento a squadre in pista. Cinque anni fa gli azzurri erano arrivati alle Olimpiadi di Rio de Janeiro in fretta e furia, richiamati a sorpresa dopo l’esclusione della Russia (e avevano chiuso sesti), stavolta invece arrivano preparati per puntare, mercoledì, a una medaglia.

Ganna è l’uomo più veloce al mondo sui 4 chilometri di un velodromo: detiene il record mondiale di 4’01” 934 ed è quattro volte iridato nell’inseguimento individuale. La specialità singola purtroppo non fa più parte del programma olimpico, così per centrare un’impresa dovrà contare anche sul supporto dei compagni azzurri Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan.

Le qualifiche partono domani alle 10, 02 (fino alle 11, 06, orari italiani da programma): per competere per la medaglia d’oro è fondamentale restare nei primi quattro tempi, diversamente si può correre solo al massimo per il bronzo. Le prime otto classificate delle qualifiche vanno al primo round che si disputa martedì dalle 9, 22 alle 9,50: la squadra col miglior tempo sfida la quarta, la seconda affronta la terza (e poi sesta-settima, quinta-ottava). Le vincitrici delle prime due sfide si contenderanno la vittoria mercoledì alle 10,06. Tutti gli altri sei tempi saranno messi in ordine e le prime due in classifica faranno, sempre mercoledì alle 10,59, la finale per il bronzo.

Il quartetto italiano è cresciuto esponenzialmente da quando l’Italia ha scoperto Ganna, trionfatore a sorpresa al Mondiale di Londra 2016: allora non aveva compiuto nemmeno 20 anni ed era un corridore dilettante del Team Colpack. È stata la prima grande soddisfazione del ct Marco Villa, che ha sempre investito e creduto nei giovani della pista. Dal 2016 a oggi gli azzurri hanno fatto passi da gigante: il 3’55”724 fatto segnare sui 4 chilometri del velodromo delle Olimpiadi di Rio de Janeiro, è diventato un 3’46” 513 ai Mondiali 2020. Si è abbassato di quasi dieci secondi, un’enormità, che tradotto in medaglie parla di tre bronzi iridati, un oro europeo nel 2018 e 4 argenti continentali. Questo non deve ingannare poiché come i progressi li ha fatti l’Italia, sono avanzate altre nazioni (basti pensare che il record olimpico è a 3’50” 265 e quello mondiale dei danesi è 3’44” 672): sulla carta il quartetto da battere è la Danimarca, attenzione a Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Australia.

Video del giorno

Calcio, prima categoria Piemonte: allenatore rifila un pugno all'arbitro in campo

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi