Dall’atletica un doppio sogno d’oro per l’Italia. Tamberi vola nel salto in alto. Jacobs, è un italiano il più veloce del mondo

Il velocista: «Era il mio sogno da bambino: ho corso più che potevo. Domani non vedo l’ora di sentire l’inno». Il saltatore: «E’ stato qualcosa di stratosferico: non dormirò mai più»

DALL’INVIATO A TOKYO. Una notte storica a Tokyo per lo sport italiano che, nel giro di pochi minuti, vince due medaglie d'oro da urlo nell'atletica leggera. Prima Gianmarco Tamberi è primo a pari merito con Barshim (Qatar) nel salto in alto, subito dopo Marcell Lamont Jacobs viene incoronato nuovo uomo-jet sui 100 metri. Il velocista azzurro vince con 9"80 (nuovo primato europeo) stracciando gli avversari e regalando all'Italia un'oro senza precedenti nella storia.

«Era il mio sogno da bambino: ho corso più che potevo – ha detto Jacobs ai microfoni di RaiSport – . Domani non vedo l’ora di sentire l’inno». 

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Gianmarco Tamberi è per pochi minuti il primo a vincere dei due italiani. Medaglia d'oro nel salto in alto ai Giochi di Tokyo in una gara fantastica. L'italiano incassa con cinque anni di ritardo quello che avrebbe potuto vincere a Rio de Janeiro e che soltanto un infortunio gli tolse poco prima delle Olimpiadi. Un epilogo da brividi per una gara che l'italiano ha condotto senza mai sbagliare dai 2,19, quota d'entrata, ai 2,37. Poi i tre errori a 2,39 così come il favorito della gara Mulaz Essa Barshim del Qatar. Sono pari e a quel punto devono decidere: tornare indietro risaltando tutte le misure che si sono già lasciati alle spalle, oppure accordarsi e vincere entrambi l'oro. I due si guardano, non dicono neanche una parola e scoppiano a piangere. Oro pari merito per Tamberi e Barshim, bronzo al bielorusso Maksim Nedasekau. Tutti con la misura di 2,37.

«Qualcosa di stratosferico: non dormirò mai più – ha detto Tamberi – . Dopo l'infortunio ho pianto tanto, ma poi mi sono detto che ci dovevo credere e ce l'ho fatta». 

Esplode incontenibile la gioia di Tamberi che con il tricolore addosso inizia a correre, abbraccia anche le ragazze del triplo che hanno appena finito la gara (con primato del mondo della venezuelana Rojas a 15,67), porta il gesso dell'infortunio in pista mentre il padre-allenatore Marco è in lacrime in tribuna.

Parte la finale dei 100 e l'incredibile epilogo è l'abbraccio subito dopo l'arrivo con Marcell Lamont Jacobs, l'italiano che ha appena firmato un'altra pagina di storia, battendo tutti. Piangono insieme coprendosi con un unico tricolore. Fratelli d'Italia, sono nella leggenda.

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