Tokyo chiama, il Veneto risponde: i nostri campioni ai Giochi olimpici

Parlano i presidenti delle federazioni e delle società che appoggiano il nostro progetto: «I protagonisti sono spesso quelli che si impegnano silenziosamente e mettono tutto per realizzare un sogno»

PADOVA. Articoli, testimonianze in prima persona, profili di atleti e allenatori, descrizione dei luoghi dove si “fabbrica” il sogno dei Giochi; video, foto, social. E una mappa delle città di residenza e di allenamento.

È il racconto della road map emozionale che porta una persona a un’Olimpiade, il coronamento di una vita, tra palestre scalcinate e giornate ventose. E anche il ritorno a casa, dopo un risultato _ qualsiasi risultato, dal trionfo alla delusione _ e un’esperienza che segna la tua vita e il tuo contesto ampio di riferimento.

Questo il nostro progetto per Tokyo 2020. Un’operazione che ci consentirà di raccontare come il Veneto stia “chiamando” Tokyo: gli atleti, le loro famiglie, i loro entourage, i club di appartenenza, i dirigenti che li hanno aiutati e assistiti, i bambini che si allenano sognando di diventare come loro, un giorno.

Un grande prodotto complessivo e integrato, un progetto condiviso innanzitutto dal CONI Veneto, ma anche dalle altre Federazioni e Società che vedete qui rappresentate. Grazie di cuore, da parte nostra ma anche da parte dello Sport olimpico e dei suoi valori.

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Dino Ponchio, presidente del CONI Veneto

“Le olimpiadi sono un fatto abnorme rispetto a tutto il resto dello sport – dice Dino Ponchio, presidente del CONI Veneto - Le olimpiadi sono un’altra cosa rispetto ad una grande competizione internazionale perché travalicano lo sport e tutti i valori tradizionali: sono le uniche gare in cui i pronostici non sempre vengono rispettati ed emergono tanti outsider. I Giochi hanno qualcosa di speciale, è il mondo intero che si ritrova a gareggiare contro ma uniti sotto la bandiera delle olimpiadi”.

La sportività, per Ponchio, è il mezzo per lasciarsi alle spalle il COVID-19: “Sport vuol dire fiducia. L’uscita dal tunnel della pandemia è stata anticipata dallo sport negli ultimi mesi del 2020 ed è stato lo starter della ripresa di tutte le attività”.

Infine, non può mancare un commento generale sui risultati e le aspettative degli atleti italiani e in particolari di quelli veneti.

“Mi aspetto che l’Italia vada molto bene per numero di medaglie e soprattutto prestazioni per dimostrare che cosa siamo nel mondo. Mi aspetto che il Veneto si comporti altrettanto bene: abbiamo 36 atleti, equamente distribuiti tutte le province, e sono la punta di diamante di un movimento regionale che conta oltre 600 mila tesserati in tutte le federazioni sportive, oltre 200 mila addetti ai lavori, 13.800 società affiliate al CONI, un CONI che in Veneto c’è e che ha un profondo significato nel territorio.”

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Carla Campese, presidente della Federazione Italiana Sport Equestri del Veneto

“Le olimpiadi solo il culmine di investimenti, tempo ed energie e l’apice della verifica di una disciplina sportiva - così definisce lo spirito olimpico Carla Campese, presidente della Federazione Italiana Sport Equestri del Veneto - Le olimpiadi rappresentano un momento di emulazione e sono un’iniezione di entusiasmo volto a migliorare le proprie prestazioni”.

Secondo la presidente, dopo la pandemia di COVID-19, la sportività non ha mutato di molto il suo significato: “Lo sport deve essere al centro della gestione della propria vita, non solo del tempo libero. Lo sport è un viatico per uno stile di vita sano, verso un corpo e una mente sani. Lo sport vuol dire socialità e inclusività. Faccio un esempio: ho visitato degli educamp, i centri estivi del CONI, e mi hanno riferito di come i genitori siano contenti di mandare lì i figli ogni giorno perché li hanno rivisti sorridere e gioire dopo un lungo periodo di restrizioni.”

Invece, sulle prestazioni degli sport equestri alle olimpiadi, Campese auspica in un futuro roseo: “Ad oggi non abbiamo avuto grossi risultati. La disciplina del completo è ancora in corso e vedremo come andrà, nel salto ostacoli non avevamo una rappresentativa di squadra ma solo individuali. Non abbiamo un’ampia rappresentativa degli sport equestri, siamo rimasti un po’ defilato e questo è un motivo in più per lavorare meglio verso le prossime olimpiadi”.

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Dario Martello, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia del Veneto

“Le olimpiadi sono una “guerra pacifica”: in passato si misuravano le capacità fisiche, oggi contano i valori nazionali e il patriottismo.” Questo è il significato che Dario Martello, presidente della Federazione Ginnastica d’Italia del Veneto attribuisce ai Giochi.

“Lo sport è sana competizione, ma vuol dire anche salute – continua Martello - Poi ci sono persone che si manifestano più brave di altre e chi merita deve andare alle olimpiadi. Inoltre, lo sport è socialità: lo sport di squadra crea un vero e proprio connubio, ma anche quelli individuali in realtà vengono svolti in compagnia e con spirito di condivisione della propria passione”.

Per il mondo della ginnastica italiana stanno arrivando grandi risultati da Tokyo, dove si sta distinguendo anche un’atleta veneta: “Noi abbiamo Daniela Mogurean che è nelle farfalle. In generale, nella ginnastica ritmica a livello statistico siamo dietro alla Russia e l’Italia punta alla medaglia. Dal punto di vista maschile non siamo riusciti a qualificare nessuno per le finali, nella ginnastica artistica maschile siamo arrivati in basso mentre in quella femminile abbiamo raggiunto uno storico quarto posto nella finale a squadre, mancando di pochissimo il bronzo. Ora vedremo Vanessa Ferrari che si è qualificata con il miglior punteggio per la finale del corpo libero e potrebbe essere candidata per un oro incredibile, incrociamo le dita”.

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Gianfranco Bardelle, presidente del Padova Nuoto

“Le olimpiadi stanno dimostrando due cose – esordisce Gianfranco Bardelle, presidente del Padova Nuoto e già a capo del CONI Veneto per 20 anni - Le medaglie vinte dall’Italia vengono da tante attività sportive: dal tiro con l’arco, dal judo, dal nuoto, dalla scherma, ecc. Da noi lo sport si è esteso molto. Inoltre, la seconda cosa che noto è che molte medaglie sono portate da donne, vuol dire che i settori femminili sono in crescita. Questo dà anche segnali ai nostri giovani che possono diventare uomini e donne attraverso tanti sport”.

Nel 2021, anche per Bardelle, la sportività ha assunto un ulteriore significato: “Il COVID ha influito, penalizzando tanti settori, ma dando anche dei segnali e spero che chi di dovere ne prenda atto. Lo sport per una nazione e per il futuro è indispensabile, i nostri giovani hanno bisogno di fare attività in ambienti sicuri come quelli sportivi”.

Infine, non si possono non spendere delle parole per le ennesime grandi performance dell’Italia del nuoto: “Abbiamo visto dei risultati di squadra – conclude Bardelle - Non abbiamo, come una volta, uno o due atleti che arrivavano alle medaglie, ma abbiamo tanti giovani che se non arrivano sul podio arrivano comunque in finale. Il nuoto è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi 20 anni, in Italia abbiamo tanti campioni, si aprono molte piscine e con questo sport le persone possono costruirsi un futuro”.

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Roberto Nardi, presidente della Federazioni Italiana Pallacanestro del Veneto

“Basta vedere la reazione e le emozioni degli atleti.” Così risponde Roberto Nardi, presidente della Federazioni Italiana Pallacanestro del Veneto, se gli viene chiesto perché si deve ancora credere nei valori delle Olimpiadi. Tokyo 2021 è un modo per riscoprire lo sport.

“Si è rafforzato il significato di sportività – continua Nardi - Si è percepita ancora di più l’importanza dello sport dopo le limitazioni delle attività fisiche, ora ci si rende conto che lo è una parte indispensabile di ogni persona, anche dal punto di vista sociale e della salute. Credo che lo sport dovrebbe entrare tra i principi della Costituzione perché da noi viene considerato un passatempo”.

In tutto l’ambiente si percepisce soddisfazione nel vedere, dopo tanti anni, cestisti azzurri competere nel basket: “Già essere alle olimpiadi è un grande risultato per la pallacanestro dopo 17 anni di assenza, la squadra è formata da “cagnacci” che vogliono giocarsela con tutti ma per scaramanzia non mi sbilancio – conclude il presidente della FIP Veneto - Abbiamo un veneto acquisito, Stefano Tonut, e c’era una veneta, Chiara Consolini, che ha gareggiato nel basket 3x3. Il movimento veneto conta più di 300 società, sui 3 mila tesserati e c’è voglia di pallacanestro. Voglio ringraziare i tecnici e dirigenti perché permettono di continuare l’attività e chissà che alla prossima olimpiade vedremo più cestisti veneti.”

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Roberto Cognonato presidente della Federnuoto del Veneto 

“Le Olimpiadi sono il punto di riferimento per la crescita dei giovani, come valori fondamentali dello sport” così definisce i Giochi il presidente della Federazione Italiana del Nuoto del Veneto Roberto Cognonato.

“Per gli atleti sono l’obiettivo della vita e sono la strada maestra fatto attraverso tanti sacrifici.” Dopo oltre un anno e mezzo di pandemia, a Tokyo 2021 si presenta una “sportività che ne esce rafforzata come significato – continua Cognonato – anche se poi spesso prendono il sopravvento il valore economico e strumentale in alcune discipline. Non è un caso che alle Olimpiadi emergano atleti di discipline minori o outsider, i protagonisti sono quelli che si impegnano silenziosamente e mettono tutto per realizzare un sogno. Alle Olimpiadi conta molto la testa, come testimoniano gli 800 metri di Paltrinieri che è arrivato all’argento quando tutti lo davano per spacciato”.

È grande la soddisfazione per le prestazioni dei nuotatori italiani e in particolari veneti: “I grandi nomi hanno rispettato le aspettative ma stanno emergendo altri atleti e questo testimonia come il nuoto in Italia e in Veneto abbia una mentalità elevata, c’è una crescita costante. C’è un substrato di giovani che stanno venendo fuori e che sono il punto di riferimento per i nostri ragazzi. Per noi veneti avere diversi sportivi sia nel nuoto sia nel nuoto sincronizzato è motivo di particolare soddisfazione”. 

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