Tokyo 2020, storico bronzo nel tiro con l’arco femminile. Lucilla Boari: “Ringrazio la mia ragazza”

La 24enne aveva già partecipato ai Giochi di Rio chiudendo in quarta posizione la gara a squadra. Per l’Italia è la ventesima medaglia, la prima individuale in questa specialità

DALL’INVIATO A TOKYO. Un’altra medaglia di bronzo per l’Italia. L’ha conquistata Lucilla Boari nel tiro con l’arco, superando nella finale per il terzo posto l’americana Mackenzie Brown. L’atleta azzurra ha raggiunto la semifinale dopo aver superato negli ottavi la bielorussa Hanna Marusava (6-5) e nei quarti la cinese Wu Jaxin (6-2). In semifinale è arrivata la sconfitta 6-0 contro la russa Elena Osipova, che poi ha perso in finale 6-5 contro la coreana San An.

«È una medaglia storica per il tiro con l’arco italiano, la prima nella gara individuale femminile. E per me è un sogno che si realizza. Non ci credo ancora, magari tra un’ora realizzo che cosa ho fatto e ne riparliamo». Questo il primo commento dell’arciera azzurra. Quanto pesa questo bronzo per le donne di questo movimento? «Significa tantissimo, perché sono le più forti. Dedico la medaglia all’Italia".

Nel pomeriggio,  Lucilla Boari ha chiacchierato in videoconferenza dal villaggio olimpico a Casa Italia. E lì, dopo le domande della conferenza stampa, è arrivato il videomessaggio in inglese di una ragazza: «Sono molto orgogliosa di te, aspetto che torni per darti il più grande abbraccio possibile». Lucilla ha rivelato: «È Sanne, la mia ragazza». Arciera anche lei nella nazionale olandese.

Il coming out di Lucilla Boari, bronzo nel tiro con l'arco: "Sanne è la mia ragazza". E si commuove

Quella di Boari è la ventesima medaglia italiana ai Giochi olimpici di Tokyo 2020 e la prima in assoluto nell'individuale femminile. Lucilla Boari, 24 anni, aveva già partecipato ai Giochi di Rio 2016, dove aveva chiuso al quarto posto la gara a squadre. In quell’occasione era stata definita “cicciottella” in un infelice titolo di giornale. “Non è stato un bell’aggettivo. Ora mi aspetto un bel titolo: scrivete che ho fatto la storia, che tra l’altro era una materia che a scuola non mi piaceva, anche se mia madre professoressa la insegnava”.

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