Tokyo 2020: la dottoressa del remo Alessandra Patelli più forte delle avversità

Alessandra Patelli con Chiara Oldolini

Dopo la batosta di Lucerna, si è qualificata con il doppio. La stella del cannottaggio veneto ha una parola con cui meglio si riconosce: resilienza. Una passione scoperta a 18 anni e l’incoraggiamento del padre: «Provaci, finché puoi»

CONEGLIANO. Chissà se, in questi giorni pre-olimpici, avrà pensato a come tutto è cominciato. E a come ha preso forma la seconda avventura a cinque cerchi, fra l’anno sabbatico che pareva preludere a un addio e la delusione per la mancata qualifica al Preolimpico di Lucerna.

Alessandra Patelli, che a Tokyo si cimenterà nel doppio con Chiara Ondoli, romperà il ghiaccio già nella notte italiana del 23, a poche ore dalla cerimonia d’apertura. E, più di tante parole, c’è un episodio che tratteggia alla perfezione l’avvicinamento ai Giochi: «Fallito il Preolimpico, a fine maggio papà mi ha vista una sera piangere in camera. “Non ce la farò”, singhiozzavo. E lui: “Non è detto nulla, provaci finché puoi”. Sapevo di non essere da meno, mai dire mai nella vita».

Tokyo 2020, Alessandra Patelli: sarà un'Olimpiade speciale, tifate per noi da casa

Mai dire mai, puntare sempre in alto. E ora che la seconda avventura olimpica è cosa fatta la testa diventa un cocktail di pensieri. Perché Patelli aveva iniziato con la ginnastica e galeotta fu una vacanza-studio estiva negli Stati Uniti: a 18 anni scopre il canottaggio e, in un amen, prende confidenza con un mondo nuovo. L’azzurra di Conegliano partecipa al primo Mondiale assoluto nel 2011, a distanza di 10 anni s’accinge a vivere la seconda Olimpiade. Una continuità ad alto livello che non l’ha distolta dagli studi: laurea in Medicina, Scuola di Specialità in Medicina dello Sport.

LA SUA CARRIERA

Gli esordi sono alla Sile, poi il percorso accademico le suggerisce il trasloco alla Canottieri Padova. Ai Mondiali Under 23 coglie l’argento. La carriera svolta dall’incrocio con Sara Bertolasi: Patelli inizia a remare di punta e con l’amica acciuffa il pass per Rio nel due senza. Maggio 2016: il sogno dell’Olimpiade diventa realtà. Ai Giochi brasiliani “spreme” una finale B, ma già far parte del microcosmo olimpico è emozione da pelle d’oca. Poi decide di tirare una linea.

Si dedica a tempo pieno ai libri, si laurea con il massimo dei voti. E si concede un anno sabbatico, fa intendere che il sipario della carriera è dietro l’angolo. Ma la vita regala traiettorie inaspettate, nel segreto del cuore ci sono altre sfide da inseguire. A due mesi dalla laurea, Patelli rivede Bertolasi a una festa prenatalizia, organizzata dal circolo dell’amica varesina.

La compagna di barca di Rio aveva già annunciato il ritiro, ma quella sera decidono di riprovarci: obiettivo Tokyo. Il due senza torna in acqua, si fa valere nelle regate di selezione, centra la medaglia agli Europei di Glasgow, sfiora il podio ai Mondiali. Ma poi la competizione interna si fa dura, spuntano le rampanti Rocek e Tontodonati. Così Patelli deve reinventarsi: vira sul quattro senza, ma agli Europei 2019 non va oltre il nono posto. Sono anni tosti per l’azzurra di Conegliano: ritiri e competizioni con la Nazionale vanno conciliati con la Scuola di Specialità in Medicina dello Sport.

OBIETTIVO TOKYO

Frequenta a Palermo e all’Acquacetosa. Fra un libro e l’altro, fra una visita e l’altra, c’è però un altro sogno da provare a inseguire. La seconda Olimpiade, il motivo vero per cui Alessandra è tornata a battagliare dopo l’anno di pausa post-Rio. Ma una batosta si materializza nella primavera 2020: scoppia la pandemia da Covid, i Giochi slittano di un anno. Nella sua testa, frulla un interrogativo: «Avevo deciso di chiudere la carriera dopo l’estate. Come dividermi fra vita da medico e canottaggio per un altro anno?».

Ma i tormenti si risolvono in un battito di ciglia. Al lockdown risponde con la palestra attrezzata in giardino e l’esperienza al distretto di Pieve di Soligo: traccia i contatti stretti dei positivi al Covid. Ma il cuore batte sempre forte per lo sport del remo. E, in autunno, il canottaggio è fra le prime discipline a riabbracciare una kermesse internazionale.

Agli Europei di Poznan, “spreme” un argento, primo podio nel quattro senza. La barca s’è assicurata competitività, ora bisogna qualificarla a Tokyo. Bertolasi appende intanto i remi al chiodo, Patelli s’affida ad altre compagne di viaggio. A gennaio è la prima atleta veneta d’alto livello a vaccinarsi, peccato che poi il Covid (che colpisce una compagna di barca) le condizioni l’avvicinamento all’appuntamento più atteso, il Preolimpico di Lucerna. Dove il quattro senza non arriva con test adeguati, tanto che la qualificazione sfugge: tutto finito?

«Ero terrorizzata dall’idea di chiudere la carriera con una delusione», confida.

CHE CARATTERE

Alessandra, però, ha carattere da vendere. La parola con cui meglio si riconosce è resilienza. Così si cimenta con la vogata di coppia, si catapulta in un nuovo armo: il doppio con Chiara Ondoli. In Coppa del Mondo, a Sabaudia, si merita il bronzo (e la fiducia del direttore tecnico Cattaneo). Il tutto con una manciata di giorni di test. Un miracolo sportivo. Patelli si prende la seconda Olimpiade, la nominano “capitana” della squadra femminile. Ora di obiettivi non vuol sentir parlare, c’è da godersi la trasferta il più possibile. Pensando a quella vacanza estiva all’origine di tutto, pensando che Tokyo sarà l’ultimo capitolo di una carriera da campionessa della porta accanto. Che ai sogni non ha mai abdicato. Anzi, fra medicina e remi, li ha fatti viaggiare in parallelo.

***

LA SCHEDA

Nata il 17 novembre 1991 a Conegliano, Alessandra Patelli è azzurra del canottaggio e medico specializzando in Medicina dello Sport. Ai Giochi di Tokyo, seconda Olimpiade della carriera dopo l’11° posto nel due senza a Rio 2016, gareggerà nel doppio con la varesina Chiara Ondoli. Nominata per i Giochi capitana del settore remiero femminile, non è la meno giovane della squadra: Veronica Lisi ne ha 33. Fidanzata con il canottiere triestino Simone Martini, è cresciuta a Treviso alla Sile, per poi passare alla Canottieri Padova. Il primo podio di rilievo è stato l’argento ai Mondiali Under 23 del 2011 nel quattro di coppia. A livello seniores, il migliore risultato in una competizione iridata è il quarto posto di Plovdiv 2018 nel due senza. Tre le medaglie agli Europei: argento nell’otto a Varese 2012, bronzo nel due senza a Glasgow 2018 e argento a Poznan 2020 nel quattro senza. Tre i podi in Coppa del Mondo: il più recente è il terzo gradino ottenuto con il doppio a Sabaudia, in precedenza doppio argento nel due senza (2016 e 2018). 

Video del giorno

Tokyo 2020, Federica Pellegrini scatenata su Instagram: ecco il suo balletto con Martina Carraro

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi