Spagna, oggi si vota nella regione di Madrid. Ma è un test per Sanchez e Iglesias

Un seggio elettorale a Madrid

Favorita la presidente uscente Isabel Diaz Ayuso, popolare. Ma ci sono polemiche per il possibile sostegno del partito di destra Vox

MADRID. Hanno aperto alle 9 i 7.265 seggi nella regione di Madrid, in Spagna, per le elezioni amministrative e da subito si sono create lunghe code di elettori, oltre cinque milioni quelli chiamati alle urne. Si tratta di un voto in condizioni speciali, come scrive El Paìs, sottolineando che oggi è un giorno lavorativo, è in corso una pandemia globale e la precedente chiamata alle urne è avvenuta solo due anni fa. Secondo El Mundo si tratta di un test che potrebbe «mettere a dura prova Pedro Sanchez e Pablo Iglesia». Favorita la presidente regionale uscente, la candidata del Partito popolare Isabel Diaz Ayuso, che ha condotto una campagna elettorale basata sul dilemma tra «comunismo e libertà». Per Iglesias, tra «democrazia e fascismo». La sinistra ha infatti contestato il possibile sostegno del partito di destra Vox ai popolari per la formazione di un governo, parlando di voto in cui è in gioco «il fascismo e la democrazia». Un gruppo di quattro attiviste di Femen a torso nudo ha protestato questa mattina nel seggio dove vota la candidata di Vox, Rocio Monasterio, affermando che «questo è fascismo e non patriottismo». 

«Saremo decisivi», ha sostenuto in campagna la candidata di Vox, Rocío Monasterio, leader regionale che ha abituato a dichiarazioni forti in particolare contro avversari politici e immigrati. Ayuso non ha mai escluso l'ipotesi di una coalizione, anche se il suo obiettivo dichiarato è di sbancare la concorrenza da sola (le serviranno 69 deputati regionali). «Voglio la maggioranza assoluta», aveva detto a marzo, poco dopo aver annunciato a sorpresa la rottura della coalizione con i liberali di Ciudadanos — un partito sprofondato in una grossa crisi interna — e convocare elezioni anticipate. Da allora, è partita una campagna dai toni sempre più esasperati,segnata quasi subito dall'irruzione di Pablo Iglesias, il leader di Podemos che ha abbandonato il posto di vicepremier per caricarsi sulle spalle le sorti regionali del suo partito, dato a un passo dal tracollo elettorale. 

Negli ultimi giorni — in particolare dopo che Iglesias ha ricevuto per posta minacce di morte, stessa cosa successa ad Ayuso e ad altre personalità politiche — il socialista Ángel Gabilondo e Mónica García di Más Madrid, data in crescita nei sondaggi, hanno mostrato unità d'intenti con il leader di Podemos per provare a sovvertire i pronostici, chiamando a votare in massa contro la destra. Per Edmundo Bal di Ciudadanos, il candidato dai toni più moderati, c'è invece il forte rischio di non superare il 5% necessario per entrare nell'Assemblea regionale e di vedere i suoi potenziali elettori virare verso altri opzioni. 

Alla chiusura dei seggi, alle 20, inizierà il conteggio dei voti. In totale sono 5.112.658 le persone chiamate a votare, 53.406 in più rispetto a quelle convocate alle elezioni regionali del 2019, secondo il censimento elettorale. Un totale di 119.664 giovani potranno esercitare il loro diritto di voto per la prima volta. Il voto per corrispondenza è aumentato del 41 per cento rispetto alle precedenti elezioni. El Paìs riferisce che le postazioni elettorali vengono igienizzate nel rispetto del protocollo anti Covid e viene sollecitato il rispetto del distanziamento sociale. Rafforzata la presenza della sicurezza con 9.100 uomini, tra cui 4.500 poliziotti nazionali, 2.200 guardie civili e 1.400 poliziotti municipali di Madrid.

La regione di Madrid è il principale motore economico della Spagna e l'hub di trasporto più trafficato del paese. Ospita il 14% dei 47 milioni di abitanti, ma ha registrato quasi un quinto dei 3,5 milioni di casi di virus confermati nel paese e delle vittime che a livello nazionale sono oltre 78mila. 

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