«Vorrei un libro». «Io occhiali da sole». Desideri di nonni in casa di riposo

Villa Tomasi di Spresiano ha deciso di raccogliere le letterine di Natale dei propri ospiti. I loro sogni messi on line perché qualcuno li esaudisca. «Idea contro l’isolamento del virus»

SPRESIANO. Paolo vorrebbe un libro sui treni che gli ricordi quando era capotreno a Treviso. Filippo un cappello da militare, simile a quello che indossava da maresciallo dell’esercito. Angelo invece va matto per i succhi di frutta, «se potessi li berrei ogni giorno», ne vorrebbe avere tanti alla pera, alla pesca e all’albicocca. Silvano non usciva mai la mattina per andare al lavoro in banca senza spruzzarsi del dopobarba, «ma costavano tanto all’epoca, perciò mi accontentavo di quello che acquistava mia moglie. Mi piacerebbe riceverne uno per Natale, sono sicuro che farebbe piacere anche a mia moglie vedermi mentre me lo spruzzo».
 

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Celestina invece desidera un paio di occhiali da sole «di quelli da vip, anche se son vecchia, per farli vedere alle mie amiche durante le passeggiate in corridoio». Paolo, Filippo, Angelo, Silvano, Celestina hanno 96, 93, 88, 91 e 87 anni. Sono tutti ospiti della casa di riposo Villa Tomasi a Spresiano, che ha deciso di raccogliere le loro letterine di Natale e metterle online perché qualcuno esaudisca questi semplici desiideri.
 
L'idea
 
Possono essere i loro nipoti o sconosciuti che vogliono donare qualche minuto di felicità ai vecchietti di Villa Tomasi. Da marzo quando il Covid ha cambiato la vita di tutto il mondo, lo ha fatto anche all’interno delle case di riposo. Solo che per gli ospiti delle Rsa un anno di limitazioni, un anno di abbracci persi, un anno di sorrisi mancati dei propri figli valgono tanto. Valgono più di altri sacrifici perché di tempo a loro ne è rimasto poco. Ogni sacrificio rischia di essere per sempre.
 
Ed ecco che la corsa a vestire idealmente i panni di Babbo Natale ha riscosso subito un grande successo. Sul sito nipotidibabbonatale.it sono stati già pubblicati una cinquantina di desideri espressi dai 71 ospiti di Villa Tomasi, tutti già esauditi. Ma per chi volesse fare un regalo agli ospiti c’è ancora tempo, a breve saranno pubblicati gli ultimi diciassette desideri. È sufficiente dare la propria disponibilità sul sito per essere contattati dalla casa di riposo ed organizzare la consegna del pacchetto. Per rispettare le norme anticontagio, il regalo resta in sosta per un po’, e viene igienizzato prima di essere consegnato al destinatario. 
 
L’isolamento
 
«L’isolamento a cui sono costretti i nostri ospiti ormai da tanti mesi fa sentire le sue conseguenze, e il pensiero che anche il Natale debba trascorrere lontano dai propri cari diventa quasi insopportabile», dice l’amministratore delegato del Gruppo Prealpina che gestisce Villa “Tomasi”, Giuseppe Franceschetto.
 
«Però, ci ricordiamo bene lo stupore e la gratitudine con cui lo scorso anno i nostri nonni hanno accolto doni e biglietti di auguri da parte di persone conosciute ma anche di perfetti sconosciuti, qualcuno venuto di persona a consegnare il suo regalo, qualcun altro che ha spedito un pacco da lontanissimo grazie al miracolo della tecnologia che ci ha fatti conoscere su un sito.
 
Gli ospiti non sapevano spiegarsi una gentilezza così grande da parte di persone che non avevano mai visto, e noi stessi siamo rimasti a bocca aperta quando i desideri sono stati tutti esauditi nel giro di poche ore. Villa Tomasi è attualmente Covid-free e stiamo lavorando per poter riaprire le visite in piena sicurezza nel minor tempo possibile». Non ci sono più grandi sogni, irrealizzabili, tra i desideri degli ospiti delle Rsa, ma più spesso oggetti che riconducono alla giovinezza, a un momento della vita in cui si guardava avanti più che voltarsi indietro. 
 
Gli ospiti
 
E allora ecco che moltissimi uomini hanno chiesto kit da barba, per mettersi in ordine sperando nelle visite di Natale; anche tra le donne foulard, e accessori vanno forte. Fernanda, 91 anni, ama «gli orecchini appariscenti, quelli con la clip». Mentre Giuliana è più una da festa, vorrebbe una radiolina per cantare insieme alla campagna di stanza. Silvano e Ottorino è meglio che nella stessa stanza non ci stiano: uno vorrebbe un gadget dell’Inter, l’altro del Milan. Ma poco importa, per tutti loro l’attesa per Babbo Natale ha regalato di nuovo un motivo per fremere per il giorno che verrà.— 
 
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