Comuni ricicloni 2020, il dossier completo di Legambiente Veneto con i dati di ogni singola municipalità

Tra Veronese e Vicentino le pecore nere della raccolta differenziata. Tra i capoluoghi di provincia in vetta Treviso, in coda Verona, Padova e Venezia. Scoprite com'è la situazione dove vivete

La quinta edizione di Ecoforum veneto consentirà di fare il punto sul tema della gestione dei rifiuti nel Veneto a partire dai dati raccolti da ARPAV ed elaborati da Legambiente.

Attraverso tavoli tematici, presentazioni di esempi virtuosi e buone pratiche, si discuterà su come arrivare a raggiungere l’obiettivo di far diventare il Veneto “rifiuti free” entro il 2030, ma la strada è ancora lunga.

«Per essere definito un Comune “rifiuti free” vanno considerati due parametri: la raccolta differenziata deve raggiungere almeno il 65% del totale e la produzione di rifiuto secco deve essere inferiore a 75 kg all’anno per abitante. Oggi circa un terzo dei Comuni veneti ha raggiunto queste soglie. Serve uno sforzo collettivo per far raggiungere a tutti obiettivo, facendo collaborare le eccellenze più avanzate con chi è rimasto indietro e dimostrarsi così una regione capace di far decollare l’economia circolare, attrarre investimenti e creare occupazione, sempre più green» spiega il presidente di Legambiente veneto Luigi Lazzaro.

L’evento sarà trasmesso lunedì 30 novembre dalle 9.30 alle 12.30 in diretta streaming sulle pagine social di Legambiente e dei media partner dell’evento.

Sessioni tematiche ed approfondimenti tra pubblica amministrazione, consigli di bacino, consorzi, aziende virtuose ed operatori del settore, per per ragionare sulle necessità del ciclo dei rifiuti e stimolare la stesura di una road map per la buona gestione dei rifiuti urbani, che metta al centro riduzione, riutilizzo, riciclo e uso della materia prima seconda, innovazione tecnologica ed efficienza impiantistica. Una road map che possa stimolare la definizione di obiettivi per il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, in accordo con le politiche comunitarie, nazionali e regionali.

Uno sguardo sul futuro della gestione dei rifiuti che non può prescindere dall’analisi dei risultati ottenuti dalle amministrazioni nel corso 2019. Risultati, buona pratiche e classifiche dei Comuni virtuosi, che presenteremo attraverso il nostro annuale dossier “Comuni Ricicloni Veneto” realizzato grazie alla collaborazione e ai dati forniti da Arpav,  che fotografa il presente dei territori e delle comunità della nostra regione.

La classifica dei comuni ricicloni

Per la redazione delle classifiche dei Comuni ricicloni Veneto 2020 sono stati utilizzati i dati certificati forniti dall’Osservatorio Rifiuti di ARPAV per l’anno 2019. All’Osservatorio ogni anno arrivano i dati forniti dai Comuni come quantitativi suddivisi per CER (Codice Europeo dei Rifiuti) che individua in maniera univoca le tipologie di rifiuto in base alla origine del processo che li ha prodotti. Il database ARPAV individua sia la produzione complessiva di rifiuto, che le frazioni raccolte e destinate a recupero (operazione “R”) e quelle a smaltimento (operazione “D”); in particolare vengono individuati i quantitativi per Comune di rifiuto “da spazzamento” (CER 200303) e “ingombranti” (CER 200307) avviati a recupero o a smaltimento.

Le presenze turistiche, indicate sempre per comune, aiutano infine a “pesare” la pressione del turismo sulla
produzione di rifiuti, peso che viene tradotto in termini di “abitanti equivalenti”. Ai fini del calcolo della produzione pro capite, viene utilizzato il dato “abitanti equivalenti” al posto di “abitanti”, in modo da ridistribuire la produzione di rifiuti (sia totali che residui a smaltimento) su una base più ampia per quei Comuni che presentano un flusso turistico.

La classifica Comuni Ricicloni premia i “Comuni rifiuti free” ovvero quelli che nel corso dell’anno hanno prodotto meno di 75 kg di rifiuto per abitante equivalente; questo per valorizzare le comunità che hanno puntato sulla minimizzazione del rifiuto destinato a smaltimento in discarica o incenerimento/ recupero energetico. Nel conteggio dei quantitativi di rifiuto avviato a smaltimento, Comuni Ricicloni Veneto ha inserito sia il secco non differenziabile raccolto dalle utenze domestiche (CER 200301) che quello prodotto su scala comunale, ovvero i “rifiuti da parchi e cimiteriali” (CER 200203), i rifiuti ingombranti (CER 200307) -avviati direttamente a smaltimento (D) compreso uno scarto del 20% di quelli avviati a recupero (R)- e i rifiuti da spazzamento strade (CER 200303) -avviati direttamente a smaltimento (operazione D) compreso uno scarto del 70% di quelli avviati a recupero (R)-.

Il dato rifiuto residuo si differenzia quindi leggermente da quello del Rapporto rifiuti urbani di ARPAV; quest’ultimo infatti contempla solo il secco domestico + rifiuti da parchi e cimiteriali (CER 200301+200203). Al residuo secco non è stato aggiunto il dato sugli scarti derivanti dalla selezione del materiale avviato a recupero (CER 191212 scarti da selezione meccanica) in quanto non riconducibile ai singoli Comuni, ma come dato complessivo in uscita all’impianto di recupero.

In merito ai dati sulla % di Raccolta Differenziata è stato utilizzato quello fornito dall’Osservatorio rifiuti di ARPA Veneto basato sul metodo individuato dalla DGR 288/14. I dati di percentuale di Raccolta Differenziata, riportati
nelle tabelle delle classifiche risultano quindi più cautelativi rispetto ai dati ISPRA e dei Gestori del servizio, che sono al lordo degli scarti da selezione. Vengono anche menzionati i Comuni che non raggiungono il 50% di raccolta differenziata, ai quali viene assegnato il “bidone nero”.


 

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