Medicina diagnostica: il 70% delle scelte mediche si basa su informazioni di laboratorio

Laura Sciacovelli, presidente della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica, spiega come è cambiata la medicina di laboratorio e il suo ruolo strategico sia in ambito oncologico che per Covid-19
3 minuti di lettura

Non solo prelievi di sangue o - nell'ultimo anno e mezzo - tamponi Covid. La medicina di laboratorio è molto di più. Due dati aiutano ad inquadrare meglio il raggio d'azione di questa disciplina: il 70% delle decisioni cliniche si basa sulle informazioni di laboratorio, a fronte di un'incidenza sul budget sanitario che si aggira intorno al 3%. Insomma, il ruolo della medicina di laboratorio è ritenersi cruciale e lo sarà sempre più nei prossimi anni. A Frontiere ne parliamo con Laura Sciacovelli, presidente della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (Sibioc).

Il ruolo della medicina di laboratorio

Nell'immaginario collettivo il medico di laboratorio si occupa dei prelievi di sangue che i pazienti effettuano di routine per i controlli medici. Ma c'è molto di più: qual è il ruolo e il compito di chi svolge questa professione? "Pensare che il ruolo del professionista di laboratorio sia così marginale e sia limitato all'esecuzione di prelievi di sangue è sicuramente sbagliato. La Medicina di Laboratorio è una disciplina composita che applica tutte le moderne metodologie scientifiche per dare il suo contributo alla prevenzione, alla diagnosi, alla terapia e alla gestione delle malattie", spiega la presidente di Sibioc.

Una 'squadra' al lavoro

Sbagliato pensare che le figure professionali che operano in laboratorio siano solo medici. La Medicina di Laboratorio è una disciplina che richiede il contributo di professionalità e competenze diverse. "In laboratorio operano medici, ma anche biologi, chimici, biotecnologici, tecnici di laboratorio, infermieri, ognuno con compiti e responsabilità ben definiti", prosegue Sciacovelli. La convivenza di professionalità e competenze diverse permette di avere una visione allargata delle situazioni e consente una valutazione delle stesse nella loro complessità nei vari ambiti in cui si opera".

L'evoluzione della medicina di laboratorio

Come è accaduto per molte delle professioni sanitarie, anche la medicina di laboratorio si è evoluta ed oggi è cambiato anche il suo ruolo all'interno del Sistema Sanitario Nazionale. Esami che 70 anni fa erano eseguiti in piccoli laboratori mediante procedure manuali sono stati completamente automatizzati, per cui oggi è possibile eseguire milioni di esami all'anno.

"Si è assistito ad un travolgente progresso scientifico ed innovazione tecnologica ed i ruoli e le competenze dello specialista di laboratorio hanno dovuto soddisfare le esigenze di questa trasformazione ed evoluzione che è continua", sottolinea Sciacovelli che aggiunge: "Pensate, per esempio, alle sfide che oggi la nostra disciplina deve affrontare: è pienamente coinvolta nell'assicurare un affidabile uso dei Big Data al fine di trarre informazioni utili in ambito sanitario, così come nel garantire un corretto utilizzo dell'intelligenza artificiale ed ancora, come il contesto da pandemia da Covid-19 ci ha insegnato come implementare nuovi strumenti di gestione per essere più pronti ad affrontare le  situazioni di emergenza".

La medicina di laboratorio durante Covid-19

A portare all'attenzione dell'opinione pubblica la medicina di laboratorio è stato Covid-19 visto che l'individuazione dei soggetti postivi o negativi alla malattia è stata possibile proprio grazie agli esami di laboratorio, in particolare il tampone molecolare. "Questo è stato rilevante soprattutto per individuare i soggetti asintomatici", sottolinea la presidente di Sibioc. "Inoltre, importantissimo è stato il ruolo del laboratorio nella sorveglianza epidemiologica e nella valutazione dell'immunizzazione, mediante la ricerca degli anticorpi anti Sars-CoV-2, e lo sarà sempre più ora nel monitoraggio della risposta immunitaria indotta dalla vaccinazione. Il laboratorio ha avuto un ruolo molto importante anche nella diagnostica differenziale e nella prognosi mediante la determinazione di biomarcatori, come  i parametri ematologici, i fattori della coagulazione o i marcatori di infiammazione, comunemente richiesti ed eseguiti nei nostri laboratori".

Gli esami-bussola per l'oncologia

La medicina di laboratorio è diventata via via sempre più preziosa anche in ambito oncologico e non soltanto per i vari esami di laboratorio che possono suggerire la presenza di un tumore e quindi indicare la necessità di approfondimenti in proposito. "Oggi è disponibile un innovativo ed importante approccio, noto come biopsia liquida che permette l'identificazione del Dna tumorale isolato dal sangue dei pazienti. La biopsia liquida ha enormi potenzialità in oncologia ed una delle applicazioni è la possibilità di monitorare l'evoluzione molecolare della neoplasia. E' una forte spinta per la medicina di precisione", spiega Sciacovelli.

Le prossime 'frontiere' della professione

Come un po' tutta la sanità, l'orientamento anche per questa disciplina è quello di una medicina di laboratorio sempre più personalizzata e di precisione, ma anche integrata nei vari team clinici. "La nostra è una disciplina che dovrà coinvolgere sempre più nuovi interlocutori, gli esperti di Health Techology Assessment, dei Big Data e dell'Intelligenza Artificiale al fine di rendere il referto di laboratorio sempre più affidabile ed informativo e che risponda a criteri di qualità, tracciabilità, coerenza ed efficacia di alto livello", conclude l'esperta aggiungendo: "Anche la digitalizzazione riguarda sicuramente la medicina di laboratorio e lo sarà sempre più in futuro se pensiamo agli obiettivi di sviluppo della medicina sul territorio. Grande impegno in questo caso sarà richiesto agli specialisti di laboratorio in termini di governance per garantire la qualità del risultato ovunque questo sia eseguito".