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Volete conoscervi meglio? Fate un bel viaggio (o almeno progettatelo)

Volete conoscervi meglio? Fate un bel viaggio (o almeno progettatelo)
Si chiama Travel therapy, ed è un modello psicologico che punta sul viaggio come esperienza di crescita e di raggiungimento di equilibrio e consapevolezza di sé
2 minuti di lettura

Ogni viaggio è un'esperienza multisensoriale. Un richiamo di sensazioni, emozioni, abilità e pensieri, ogni strada che percorriamo è già un cambiamento. Allontanarci dalla nostra routine serve a dare una nuova prospettiva, ci togliamo i vestiti della quotidianità, usciamo dalla nostra comfort zone. Chiudiamo gli occhi, cambiamo il passo, siamo già altro. Altro che può essere utilizzato per quella che si definisce terapia di viaggio. 

Marzia Parmigiani, psicologa clinica ed autrice del libro La psicologia e l'arte di migliorarsi in viaggio, curato dalla psicologa Elina Sindoni, è fondatrice del progetto Traveltherapists.  Un percorso che ha portato le due blogger psicologhe anche al progetto parallelo "Il Mio Viaggio in Giappone".

Allontanarsi dalla propria vita

Partendo proprio dalla definizione di viaggio, che può diventare un'esperienza altamente formativa di self empowerment -un processo di riconquista della consapevolezza di sé- capace di mostrarci un panorama di scenari nuovi in grado di rivelare parti di noi che non conoscevamo, allontanarsi dalla propria vita per affinare la consapevolezza sul mondo e dunque la coscienza su noi stessi. Non  deve essere necessariamente un viaggio lungo o in un luogo remoto ma deve allontanarci dalle nostre abitudini e a volte da quella mancanza di serenità che nasconde l'incapacità di sapersi ascoltare. La fuga si trasforma in quel viaggio interiore che ci permette di entrare maggiormente in profondità, di ascoltare le nostre esigenze facendoci trovare l'armonia con il nostro benessere psicofisico, oltre a liberarci dallo stress e spesso dai pregiudizi, avvicinandoci all'anima di un popolo.

Cogliere tutte le sensazioni

La Travel Therapy si configura come un modello psicologico che rende il viaggio un'esperienza fondamentale per la crescita personale. Emerge l'importanza di cogliere ogni sensazione dinanzi ad un nuovo paesaggio, organizzando alcuni aspetti del viaggio ma lasciando spazio anche all'improvvisazione o Serendipity- fare scoperte per puro caso- come perdersi tra i vicoli di un paese, parlare con la gente del posto o anche trovarsi davanti ad un imprevisto che ci apre però ad una nuova lettura della realtà e di noi stessi.

La sindrome di Wanderlust (se non si viaggia)

Non viaggiare può dare malessere: è la sindrome di Wanderlust- malessere fisico o psicologico causato dall'assenza di viaggio o movimento. Mentre grazie alla Mindfulness si può riuscire a focalizzarsi sul viaggio, trattenendo l'energia accumulata in grado di farci poi affrontare la quotidianità. Un modo per farlo, si sostiene nel libro, è progettare un nuovo viaggio poiché le fantasie 'anticipatorie' attivano processi neuropsicologici in grado di apportare benessere alla nostra mente.

Il viaggio come parte del percorso terapeutico

Spesso non si parte per un senso del dovere o per problemi economici che esistono e sono un deterrente reale però a volte si tratta di un meccanismo di difesa, della paura di trovarsi davanti qualcosa di ignoto e che non si può controllare. In un momento di disagio e confusione il viaggio può rientrare in un percorso terapeutico, in un ambito di intervento più strutturato. Uno dei pionieri della terapia di viaggio è Enrique Crow, psicologo e filosofo che ha viaggiato per anni, sperimentando la "Dream Travel Therapy", la terapia del viaggio da sogno. Stabilitosi in Cina, ha messo su un team di psicologi che lavorano su questa visione innovativa a sostegno di varie forme di disagio. Si parte dall'idea che il viaggio è ciò che ti immette in una dimensione accelerata dell'esistenza, in cui l'animo si predispone a percorsi nuovi in una dimensione atemporale, in quest'ottica la Travel Therapy affonda le sue radici nella struttura psicoanalitica in cui il viaggio è direttamente relazionato con i pensieri latenti dei sogni e non ai contenuti espliciti.

Chi è il travel therapist

Il Travel Therapist dunque è una figura professionale in fase di definizione, che può riferirsi al lavoro fatto da uno psicologo professionista nell'accogliere la sofferenza e le esigenze altrui in collaborazione con una figura che abbia esperienza nell'organizzazione dei viaggi e/o che magari abbia reso il viaggio una parte importante della sua vita ma può anche essere qualcuno che racchiuda in sé entrambi gli aspetti. L'obiettivo del viaggio come terapia è costruire il senso di aver realizzato qualcosa di concreto aprendo le porte a ciò che vive sotto la superficie perché viaggiare verso il mondo è in realtà farlo verso il "Sé", per questo l'essere umano deve poter viaggiare.