Epilessia, un nuovo farmaco per le forme resistenti

Epilessia, un nuovo farmaco per le forme resistenti
Un trattamento indicato contro le crisi negli adulti con farmaco-resistenza. Un problema che può arrivare a colpire fino al 30% dei pazienti
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E' una delle malattie neurologiche più comuni al mondo e la conosciamo da millenni ormai, ma non riusciamo ancora a curarla, non in tutti i pazienti almeno, non come vorremmo e potremmo. L'Organizzazione mondiale della sanità stima infatti che circa il 70% dei pazienti potrebbe vivere senza crisi se opportunamente diagnosticato e trattato. Ma accanto al problema dei trattamenti che non arrivano a tutti, c'è anche il problema della farmaco-resistenza: non tutti pazienti rispondono ai trattamenti. Per loro oggi in Italia è disponibile un nuovo trattamento: il cenobamato, indicato contro le crisi a esordio focale negli adulti con epilessia farmaco-resistente. Un problema che si stima possa riguardare circa il 30% delle persone con epilessia.

Il 30% dei pazienti

"Nella terapia delle epilessie, ad oggi, esiste una quota di pazienti che è ancora farmacoresistente. Ciò significa che le crisi epilettiche non sono controllate dalla terapia e, di conseguenza, la qualità di vita di queste persone è gravemente condizionata dalla patologia", ha commentato Laura Tassi, Presidente di LICE, Lega Italiana contro l'Epilessia. Ma la stessa Lice spiega come la condizione di farmacoresitenza - di cui si parla quando le crisi continuano pur avendo provato due diversi farmaci - non vada considerata sempre definitiva. Nuovi farmaci, nuove combinazioni - oltre alla possibilità, per alcuni pazienti, di sottoporsi a interventi chirurgici e terapie alternative, come tecniche di neurostimolazione - infatti potrebbero consentire di tenere a freno le crisi. "Avere a disposizione un nuovo farmaco come cenobamato significa offrire ai pazienti un'ulteriore opzione di trattamento che, attraverso il controllo delle crisi, migliori significativamente la qualità di vita permettendo loro di tenere sotto controllo la sintomatologia e di avere così un'attività sociale adeguata, che include, per esempio, poter guidare l'automobile", prosegue Tassi.

Movimenti involontari e perdita di coscienza

L'epilessia è una malattia dovuta all'anomala attività elettrica di neuroni nel cervello che si accompagna a movimenti involontari e può determinare perdita di coscienza. Quando si parla di epilessia a esordio focale (o parziale) ci si riferisce al tipo di malattia in cui l'attività elettrica anomala riguarda solo una parte del cervello (a differenza delle forme generalizzate, in cui le anomalie si osservano in più parti in entrambi gli emisferi), ed è la forma più comune di malattia.

Un aiuto ai neuroni

Dal momento che la malattia altera l'attività elettrica dei neuroni, i trattamenti farmacologici cercano di modularla, e il cenobamato lo fa in due diversi modi, come ha spiegato Oriano Mecarelli, Past President di LICE, Lega Italiana contro l'Epilessia: "Il cenobamato è un nuovo principio attivo anticrisi che ha un meccanismo d'azione unico perché è duplice e complementare: da un lato modula i recettori GABA non benzodiazepinici, dall'altro aumenta lo stato inattivato dei canali al sodio voltaggio-dipendenti riducendo così la neurotrasmissione eccitatoria attraverso i canali sodio dipendenti".