Antibiotico Zitromax: a cosa serve e perché non va prescritto contro Covid

L'azitromicina non serve contro il Coronavirus, eppure con l'aumento dei contagi l'antibiotico è sparito dalle farmacie. Cricelli, presidente Simg: "Che possa essere utile nelle terapie domiciliari è solo superstizione"
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Lo zitromax - molecola azitromicina - è ormai introvabile. Da giorni questo antibiotico e le sue versioni generiche sono scomparse dalle farmacie italiane. Sui motivi per ora regna il mistero: speculazione? Corsa all'approvvigionamento? E da parte di chi? Un misto delle due? Quel che è certo è che la richiesta è aumentata esponenzialmente nelle ultime settimane, in concomitanza con il picco di contagi da Sars-Cov-2 portato dalla variante Omicron. Il farmaco, evidentemente, è ancora prescritto e utilizzato per la profilassi e la terapia domiciliare di Covid 19, nonostante sia stato chiarito da più di un anno che la prescrizione routinaria di antibiotici nei pazienti positivi al virus è non solo inutile, ma anche dannosa.

"Nelle primissime fasi della pandemia si era diffusa la convinzione che l'azitromicina potesse essere indicata per il trattamento dei pazienti con malattia da Covid 19, ma la sua efficacia in questo senso è stata smentita quasi subito", spiega Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simmg). "Evidentemente c'è ancora la diffusa convinzione, o meglio superstizione, che questo farmaco possa avere una qualche utilità nella terapia domiciliare di Covid 19. Ma si tratta di utilizzo assolutamente ingiustificato e contrario alle linee guida ministeriali".

L'azitromicina è infatti un antibiotico, una molecola che ha la capacità di contrastare le infezioni batteriche, ma che non può nulla contro un virus come Sars-Cov-2. Inizialmente la sua potenziale utilità era stata ipotizzata perché il farmaco sembra capace di modulare la risposta immunitaria, contrastare l'infiammazione e la produzione di citochine proinfiammatorie, che rappresentano i pericoli maggiori nelle forme più gravi di Covid 19. Ma gli studi effettuati hanno smentito quasi subito ogni efficacia clinica.

Non va prescritta ai positivi

L'azitromicina non andrebbe dunque prescritta in pazienti positivi a Sars-Cov-2, se non in caso di sospetta sovrainfezione batterica. Ma visto che è ormai introvabile nelle farmacie qualcosa non deve aver funzionato a dovere. Trattandosi di un farmaco che può essere acquistato solo con prescrizione medica,  le alternative sono due: o ci sono ancora troppi medici che lo prescrivono in barba alle linee guida ministeriali e alle evidenze scientifiche, o troppi farmacisti disposti a venderlo senza prescrizione, magari perché non lo considerano un medicinale "rischioso".

Un favore alla selezione di batteri più forti

"Si tratta di un farmaco e come tale ha degli effetti collaterali: disturbi gastrointestinali, cefalea, sensazione di stanchezza, reazioni allergiche e tossicità epatica", ricorda invece Cricelli. "Ma soprattutto, è un antibiotico, e ogni volta che assumiamo un antibiotico i batteri presenti nel nostro organismo possono imparare ad eluderlo, e aumenta il rischio di selezionare batteri resistenti, contro cui i farmaci che abbiamo oggi a disposizione non risulteranno più efficaci".