Ansia, come gestire la ripartenza dopo le ferie e i timori di un nuovo lockdown

Valorizzare le nostre capacità di riorganizzazione, già mostrate durante la pandemia, non fissarsi su ciò che non sappiamo e pianificare delle alternative qualora i nostri progetti siano momentaneamente irrealizzabili. Come non farsi spaventare dall'incognita
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Quest'anno il rientro dalle ferie è accompagnato da un'incognita in più: la pandemia e l'eventualità di nuove restrizioni. E oggi, dopo aver vissuto un autunno 2020 complesso, siamo maggiormente consapevoli di questi rischi, fermo restando che la vaccinazione sta già fornendo un'arma di difesa importante. Per questo il ritorno alla routine è vissuto da molti con maggiore ansia e stati d'animo negativi.

I dati parlano chiaro: uno studio dell'Università di Genova ha rivelato che più del 40% degli italiani ha riportato un peggioramento dei sintomi di ansia e di depressione durante il primo lockdown del 2020. Ed è ragionevole pensare che anche qualche strascico possa permanere anche successivamente.

Al contrario, forti delle esperienze e delle difficoltà già vissute, potremmo andare incontro al prossimo autunno con maggiore sicurezza e fiducia nella nostra resilienza. Ecco come.

Rientro, come tornare alla routine

In primo luogo, cerchiamo di adattarci subito al meglio ai cambiamenti indotti dalla fine delle vacanze. "Da un lato è bene mantenere uno spazio per sé e attività del tempo libero", commenta Paola Medde, psicologa e psicoterapeuta, Consigliera dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, "ad esempio organizzare nei week end delle gite fuori porta, in modo da spezzare l'anno lavorativo e scolastico".

Se avere delle pause e concedersi alcune gratificazioni è importante, non bisogna però ritardare il ritorno alla normalità. "È inutile, se non dannoso, continuare a mantenere gli orari e le abitudini acquisite durante le ferie, illudendosi che così si è ancora in vacanza", continua Medde. "Sia per gli adulti sia per i bambini e i ragazzi è centrale riorganizzare quanto prima la nuova giornata, uno strumento essenziale che favorisce il cambiamento e il rientro nella routine quotidiana".

L'esperienza paga

Ma quest'anno c'è un ingrediente in più: la pandemia, ancora non conclusa. Molti temono la comparsa nuovi focolai ed eventuali nuove restrizioni. Tutto ciò che è incerto, ovvero la mancanza di informazioni, può causare stress e sintomi di ansia", aggiunge Medde, "questo anche perché spesso non accettiamo che le cose possano cambiare o sfuggire alla nostra gestione".

Al contrario, è bene accogliere l'idea che non possiamo prevedere come evolverà la situazione, ricordando che abbiamo più armi nella lotta al coronavirus. "Inoltre ormai l'esperienza delle misure restrittive l'abbiamo fatta e questo deve infonderci sicurezza", rimarca l'esperta. "Abbiamo superato e gestito molti problemi e imprevisti dall'inizio della pandemia a oggi: restrizioni, lockdown e in alcuni casi malattie nostre o dei nostri cari". Questa capacità di gestione e di riorganizzazione deve essere un punto a nostro favore, da non dimenticare. "Cerchiamo di essere consapevoli di queste abilità - prosegue Medde - della resilienza dimostrata, e questo ci aiuterà anche ad affrontare l'autunno e il nuovo anno".

Non anticipare

Molti ragazzi e genitori provano stress e ansia legata all'incertezza dell'organizzazione dell'anno scolastico e delle lezioni. "Si tratta di un'ansia anticipatoria che possiamo mettere a tacere", sottolinea la psicoterapeuta. "Al momento non è utile concentrarsi su ciò che non si sa e prefigurare ciò che accadrà, magari immaginandosi difficoltà e ostacoli. Sappiamo che necessariamente nei prossimi giorni le autorità forniranno le indicazioni e parte dei dubbi sulle misure inizieranno a sciogliersi". Insomma, prendiamo le cose come vengono, cercando di mantenere sempre uno sguardo positivo e fiducioso.

Riorganizzarsi per tempo

Lo stesso vale anche per altri progetti durante l'anno. Non possiamo essere certi che le attività sportive, ludiche e sociali partiranno con gli stessi tempi e spazi di due anni fa. "Anche in questo caso si tratta di elementi che non sono sotto il nostro controllo", continua Medde, "quello che è invece in nostro potere è immaginare e costruirsi delle alternative nel caso in cui la nostra prima scelta non sia percorribile.

Se ad esempio non riusciremo a seguire un corso di nuoto, possiamo definire già ora a una seconda attività all'aperto". E ancora, possiamo cominciare a cercare corsi e eventi online di nostro interesse, qualora quelli dal vivo non si terranno in alcuni periodi. Ricordando che la pandemia non è infinita e che non sarà sempre così.