Allarme miopia, soprattutto per i bambini. Gli oculisti: in estate niente dispositivi

Diciotto milioni gli italiani miopi, e la didattica a distanza e lo smart-working hanno peggiorato la situazione. Dal congresso Soi: "Anche gli occhi vadano in vacanza"
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Dopo mesi di didattica a distanza, smart-working e vita al chiuso o con la mascherina, anche gli occhi hanno bisogno di andare in vacanza, soprattutto quelli dei bambini perché la miopia in età pediatrica è in aumento e potrebbe raddoppiare nei prossimi anni. Prendersi una pausa dai dispositivi elettronici è necessario, ma non dai controlli medici o dagli interventi programmati perché proprio ora che l’Italia sta tornando alla normalità bisogna recuperare il tempo perso durante la pandemia. E’ il duplice invito che arriva dal 18° congresso della Società oftalmologica italiana (Soi) in corso a Roma dall’8 all’11 luglio con una nuova formula sia in presenza ma anche con innovative piattaforme digitali per consentire la partecipazione a distanza.

L’aumento della miopia

Le patologie oculari sono in aumento nelle varie fasce d’età: “Attualmente in Italia abbiamo 18 milioni di persone miopi, 3 milioni con ipermetropia e 3 milioni con astigmatismo”, spiega Matteo Piovella, presidente della Soi. Ma a destare maggiore preoccupazione è la miopia, il difetto visivo più comune in tutto il mondo e la principale causa di problemi della vista nei bambini, in rapido aumento. Ad oggi il 28% della popolazione mondiale ha un difetto superiore allo 0,50 di miopia e nel 2050 si stima che questo problema riguarderà circa 5 miliardi di persone, metà della popolazione globale. “Questo disturbo della vista - prosegue Piovella - è in forte aumento in Asia dove la prevalenza tra i bambini è dell’80% e in alcuni paesi come la Corea del Sud si arriva a sfiorare il 100% a causa della predisposizione genetica”.

Il rischio di una pandemia miopica

Un aumento che riguarda anche l’Europa: “Nei paesi occidentali - aggiunge Luigi Mele, consigliere Soi e medico chirurgo oculista presso l’Università degli Studi Luigi Vanvitelli di Napoli - c’è una prevalenza tra il 20-30%, ma questi dati si riferiscono a qualche anno fa, mentre sappiamo che le cifre sono molto più alte. Questo significa che tra qualche anno il 50% della popolazione mondiale potrebbe essere affetto da miopia, il che vuol dire che potremmo trovarci a vivere una pandemia miopica”.

Perché è in aumento la miopia

Al di là della predisposizione genetica, perché questo difetto visivo è in aumento?  “I fattori predisponenti sono tanti, a cominciare dall’utilizzo dei computer per tante ore al giorno anche a causa della didattica a distanza”, risponde Mele. “Una volta si parlava di ‘miopia da studio’ che insorgeva al liceo o all’università quando le ore di studio sui libri aumentavano. Oggi, invece, è tutto anticipato: a 8-9 anni già si sviluppa miopia perché i bambini iniziano molto prima a stare a contatto con dispositivi elettronici e poi ci sono i social network e le playstation”.

L’impatto del lockdown e della Dad

In effetti, sembrerebbe che le tante ore trascorse al chiuso e davanti ad un computer possano avere un impatto sull’insorgenza della miopia nei bambini e nei ragazzi. Uno studio recentemente pubblicato su Jama Oftalmology, che ha analizzato 120.000 bambini cinesi di 10 scuole diverse tra i 6 e i 16 anni, ha registrato nel 2020 un aumento della miopia 3 volte superiore rispetto agli anni precedenti soprattutto nei bambini più piccoli. Un’escalation ancora più forte nei bambini e ragazzi con miopia elevata, cioè quella sopra le 6 diottrie, che nel 2050 interesserà il 10% della popolazione, ovvero un miliardo di persone. “Come Società scientifica - aggiunge Piovella - diamo l’indicazione che ogni mezz’ora i bambini devono fermarsi per un minuto e guardare all’infinito per far riposare l’occhio. E poi è fondamentale che stiano all’aperto per stimolare lo sviluppo della vitamina D che è un fattore di protezione per la miopia”.

Bambini miopi, adulti più a rischio

Sbagliato pensare che basti mettere gli occhiali per dimenticarsi della miopia perché quando non trattata, può causare problemi alla vista. In particolare, i difetti sopra le 6 diottrie rappresentano fattori di rischio per altre patologie e complicanze anche serie. Ma se in passato si dava per scontato che la miopia fosse geneticamente determinata, e quindi non vi si potesse intervenire, oggi la ricerca scientifica ha fatto emergere l’importanza dei nuovi stili di vita e delle cause ambientali. “La miopia in sé - sottolinea Piovella - non è un problema grave quando è bassa, ma quando diventa elevata e supera le 5-6 diottrie. In questi casi può predisporre a problematiche cliniche che necessitano di diagnosi e terapia. Per questo è importante sottoporsi a visite oculistiche periodiche”.

Le nuove Linee guida per la miopia pediatrica

Inoltre, la ricerca scientifica degli ultimi anni ci dice che nei soggetti adulti con miopia medio elevata l’incidenza di gravi patologie oculari come, ad esempio, il distacco di retina, il glaucoma e la retinopatia miopica è decisamente superiore rispetto a coloro che non hanno altri tipi di difetti visivi. “La nostra preoccupazione - spiega il presidente della Soi - è quella di evitare che la miopia elevata a 50-60 anni faccia perdere la vista. Per questo stiamo provando a mettere a punto delle Linee guida per tutelare i bambini miopi”.

L’effetto dello smart-working

Negli adulti che hanno lavorato per tanto tempo in smart-working c’è un peggioramento della miopia? “Sicuramente - risponde Mele - lo smart-working ha fatto aumentare il numero di ore al videoterminale e questo provoca uno sforzo accomodativo che può far insorgere una condizione di pseudo-miopia che può essere gestita sia facendo una pausa di 20 minuti ogni due ore di lavoro sia utilizzando degli occhiali che hanno l’obiettivo di ridurre lo spasmo accomodativo, ma non c’è il rischio che lo smart-working possa provocare nell’adulto possa sviluppare miopia perché lo sviluppo dell’apparato visivo è completato”. Se si è già miopi, c’è il rischio di peggiorare?  ha un effetto di modifica dello stato refattivo dell’occhio per cui l’occhio miope può diventare più miope o un peggiornamento dell’ipermetropia”, chiarisce Mele.

Una vacanza per gli occhi

Altro aspetto importante che ha remato contro la salute degli occhi è il fatto che tutti abbiamo trascorso molte più ore al chiuso e anche questo predispone ad un aumento della miopia. Per questo gli oculisti della Soi lanciano un appello a tutti i genitori perché si impegnino a proporre nuove attività all’aperto per distrarre i propri figli dall’uso di dispositivi elettronici. “L’estate rappresenta un’occasione per stare in libertà all’aria aperta giocando in spiaggia o altrove si vada in vacanza”, spiega Mele. E’ importante cogliere l’occasione di staccare i bambini e gli adolescenti dai dispositivi per dargli una pausa ma ricordando sempre di proteggere gli occhi con occhiali da sole certificati perché il sole è dannoso per la vista”.

I ritardi del Covid

Il Congresso della Soi è anche l’occasione per fare il punto sugli effetti che la pandemia ha avuto in ambito oculistico. "Per noi il Covid è stato devastante”, sottolinea Piovella. “Ad esempio, gli ospedali durante la fase Covid non hanno più dato assistenza e i medici all'esterno del sistema sanitario hanno dovuto da soli far fronte alle emergenze. Abbiamo liste d'attesa incredibili con 400 mila cataratte non eseguite nel 2020, liste d'attesa che arrivano a 3 anni. Il 90 per cento delle persone affette da maculopatia che per una serie di ragioni che consideriamo burocratiche, quindi risolvibili a nostro avviso, non ha accesso alle migliori cure. Per noi è un cruccio incredibile ed una responsabilità di cui dobbiamo rendere conto davanti a tutti i pazienti".