Leucemia: per Francesca. Chi sostiene la ricerca può vincere la maglia di Lorenzo Pellegrini

Nana Onlus propone una maglietta firmata del capitano della Roma. Sarà estratta a sorte tra chi ha donato in favore della ricerca
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UNA RAGAZZA radiosa, brillante, solare. Una malattia che non lascia scampo. E due genitori che decidono di reagire a un dolore inimmaginabile, lottando per evitare che altre famiglie si trovino ad affrontare in futuro la stessa tragedia. È così che nasce Nana Onlus, un’associazione fondata per commemorare la memoria di Francesca Martini, morta a soli 14 anni a causa di una forma fulminante di leucemia mieloide acuta adolescenziale, supportando la ricerca delle cause, e della cura, di questa e altre gravi malattie oncoematologiche. Nei giorni in cui si celebra la Giornata Nazionale contro le leucemie, linfomi e mieloma, l’associazione ha lanciato una raccolta fondi per finanziare una borsa di dottorato che permetterà a un giovane laureato di perfezionarsi nel campo dell’oncoematologia, e collaborare alle ricerche che un giorno potrebbero rendere curabili anche le forme più gravi di leucemia mieloide acuta. Per farlo, è partita l’iniziativa “una maglia per Francesca”, che premierà un fortunato sostenitore della Onlus con la maglia originale, autografata, del capitano della Roma Lorenzo Pellegrini. 
 

La malattia

Il contributo di chi decide di donare per la ricerca contro le leucemie pediatriche, d’altronde, è fondamentale. Si tratta infatti di malattie estremamente rare, che faticano ad attirare l’attenzione delle case farmaceutiche e ad attrarre finanziamenti per la ricerca. “La leucemia mieloide acuta adolescenziale è una patologia rara, che quando compare lascia poco tempo per iniziare con successo le terapie, e che può causare complicanze fatali anche quando i farmaci si dimostrano efficaci”, spiega Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma. “Nel caso di Francesca, ad esempio, la malattia era stata diagnosticata tempestivamente e la terapia aveva iniziato a dare segni di efficacia, ma la patologia si è dimostrata talmente aggressiva da non lasciarle scampo, causando un’emorragia fatale del tronco encefalico”.

Le cause della leucemia mieloide acuta non sono ancora del tutto chiare. Le forme giovanili rappresentano circa il 5 percento del totale, con una media di 70 casi l’anno nel nostro paese, e si presentano con caratteristiche molto differenti da quelle, più studiate, dell’età adulta. Negli adulti può comparire in seguito a trattamenti chemioterapici di lunga durata, ma nei bambini e negli adolescenti è in gioco probabilmente un mix di cause ambientali e genetiche, ancora tutte da studiare. Le terapie esistono, e si rivelano efficaci quasi nel 70% dei casi. Ma è proprio per questo che ora è importante studiare le forme più aggressive, come quella che ha colpito Francesca, per capire cosa le rende così rapide e letali, e identificare nuovi marcatori genetici e target per farmaci di precisione.

“Per molti tumori oggi le terapie a bersaglio molecolare stanno diventando lo standard di cura, ma la leucemia mieloide acuta, soprattutto in età giovanile, è estremamente rara, e la ricerca in questo campo è ancora agli inizi”, sottolinea Ciliberto. “Le mutazioni genetiche coinvolte sono poco studiate, e presentano caratteristiche che le rendono difficili da aggredire con i farmaci. Nel caso del tumore che ha colpito Francesca abbiamo identificato ad esempio la presenza di due mutazioni già descritte in letteratura, ma mai osservate in combinazione. Quello che stiamo facendo ora è proprio studiare quale sia l’effetto di queste due mutazioni sull’attività delle cellule tumorali, per comprendere se sia la loro presenza a rendere la malattia più aggressiva, ed eventualmente gettare le basi per la ricerca di possibili target terapeutici per contrastarla più efficacemente”.

Aiutiamo la ricerca

Proprio per finanziare le ricerche che il gruppo di Ciliberto porta avanti in stretta collaborazione con il gruppo di Maria Teresa Voso, direttrice del Laboratorio di Oncoematologia avanzata “Francesco LoCoco” del Policlinico di Tor Vergata, nasce l’iniziativa “una maglia per Francesca”. Lo scopo è quello di raccogliere 25mila euro e finanziare così una borsa di dottorato in oncoematologia del costo di 25.000/anno per 3 anni, che permetterà a un giovane ricercatore di studiare le cellule prelevate dal tumore di Francesca, e farsi le ossa per continuare la ricerca nel campo dei tumori del sangue. “Francesca era una ragazza eccezionale: parlava quattro lingue, era vivace, sana e sportiva, e questa malattia ce l’ha portata via in quattro giorni”, ricorda Donatella Capone, madre di Francesca e presidente di Nana Onlus. “L’obbiettivo che ci siamo dati con Peppe, mio marito, è di evitare ad altre famiglie un dolore simile, puntando sulla ricerca. Quando è morta Francesca abbiamo avuto la lucidità di chiedere che venissero conservati i campioni cellulari prelevati dal suo tumore, e ora con l’associazione sosteniamo il lavoro di alcuni gruppi di ricerca che stanno studiando queste cellule. La mia speranza è che in futuro le conoscenze che si accumuleranno grazie a questi studi permetteranno di identificare la malattia molto precocemente, magari anche alla nascita, quando potrebbe bastare un semplice trapianto di midollo per curarla”.

Come dicevamo, chi deciderà di sostenere Nana Onlus in questo viaggio riceverà anche una gradita sorpresa. Il prossimo 29 giugno si terrà infatti un’estrazione tra tutti coloro che avranno donato almeno 5 euro all’associazione tra l’11 e il 25 giugno di quest’anno, e il vincitore riceverà la maglia autografata di Lorenzo Pellegrini. Non è tutto: nei prossimi mesi l’iniziativa verrà ripetuta periodicamente, con le maglie del Chievo Verona, dell’Hellas Verona, la maglia celebrativa del Napoli in ricordo di Diego Armando Maradona, tutte firmate dall’intera rosa delle squadre, e una maglia autografata da Sfera Ebbasta. Per partecipare all’iniziativa, e fare la propria donazione, basta recarsi sulla pagina facebook o sul sito dell’associazione.