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Sanità e sociale a secco, sindacati in piazza. «La Regione Veneto stanzi più fondi a bilancio»

Protesta di Cgil, Cisl e Uil: urgono risorse per case di riposo, asili, scuole materne, centri residenziali e alloggi pubblici

l.b.
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Tiziana Basso (Cgil Veneto) 

La sanità e il sociale ancora al centro nelle richieste che si levano alla Regione Veneto. Due settimane fa era stata la volta dei lavoratori delle Ipab. Martedì a scendere i piazza saranno i dipendenti dell’intero mondo del sociale – case di riposo, ma anche asili nido, scuole materne, scuole di formazione professionale, centri residenziali e diurni, edilizia residenziale pubblica –, per una manifestazione indetta dai tre sindacati confederali.

«Strutture sotto pressione per lo stratosferico aumento dei costi dell’energia e di altre spese fisse, problemi a cui si aggiungono la carenza di personale e l’esiguità delle risorse, che non consente di valorizzare i lavoratori in maniera dignitosa» spiegano i tre segretari veneti Tiziana Basso (Cgil), Gianfranco Refosco (Cisl) e Roberto Toigo (Uil). «Senza sostegni adeguati, rischiano di non reggere o di dover scegliere tra l’aumento delle rette, peggiorando ulteriormente i bilanci delle famiglie, e la riduzione dei servizi e della qualità delle prestazioni».

Un’ipotesi che sta già diventando realtà nelle residenze per anziani, dove l’aumento medio delle rette è quantificato nell’ordine dei 400 euro al mese per ospite. «Ma già una famiglia su quattro non riesce a far fronte a spese di 800 euro mensili, per garantire a un proprio parente di essere accolto in una Rsa. La prospettiva attuale di aumenti di 5 euro al giorno, che corrispondono a oltre 1.800 euro l’anno, diventa palesemente insostenibile per una larghissima platea di famiglie» denunciano i consiglieri regionali dem Anna Maria Bigon, Francesca Zottis e Andrea Zanoni, chiedendo un intervento della Giunta.

Lo stesso che è chiesto dai segretari dei tre sindacati confederali: «È in discussione la legge di bilancio. Preveda un intervento urgente a salvaguardia della tenuta del sistema sociale» il loro appello. A cui si aggiunge una richiesta che è la stessa da oltre vent’anni: «Un impegno certo per la riforma delle Ipab, che vogliamo pubbliche e integrate nei sistemi sociosanitari territoriali. Ormai il Veneto è l'unica Regione in Italia a non averla approvata».

Sarà sicuramente uno dei tanti temi intorno ai quali ruoterà la manifestazione di martedì, in programma alle 9.30 a Venezia. Insieme al nodo degli organici, sempre più esegui. Aspetto che è strettamente legato alla questione della mancata riforma, dato che sono proprio i contratti più allettanti garantiti dalla sanità pubblica a spingere tanti operatori sanitari verso gli ospedali.

Per questo i sindacati chiedono più risorse per coprire e neutralizzare l’aumento delle rette, stabilizzazione e valorizzazione del personale, sostegno alle famiglie che si fanno carico della cura dei familiari disabili o non autosufficienti, e poi aiuti straordinari alle famiglie in difficoltà, incrementando il fondo per gli affitti e sostenendo le spese di riscaldamento ed elettricità.

Il corteo si ritroverà martedì mattina, a Venezia, alle 9.30, nel piazzale della stazione Santa Lucia di Venezia, per poi proseguire verso campo San Geremia, dove interverranno i delegati e i segretari generali dei tre sindacati.  

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