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Il tenore con Sla ha perso la voce ma ora scrive poesie: lo spettacolo al Teatro La Fenice di Venezia

Dario Meneghetti è malato dal 2013. I colleghi hanno organizzato un concerto e una raccolta di fondi: «Lo aiutiamo, altrimenti sarà costretto a vedere la casa»

Enrico Ferro
1 minuto di lettura

Dario Meneghetti

 

Era la voce dell’orchestra, ora ne è l’anima. Continueranno a volare le parole di Dario Meneghetti, sospinte dalle note degli archi dell’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. Il timbro del tenore è stato sostituito dall’intensità del pensiero, perché Dario Meneghetti di voce non ne ha più. Malato di Sla dal 2013, ormai da quattro anni ha perso l’uso della parola. Per questo i colleghi del Coro e dell’Orchestra del Teatro La Fenice hanno deciso di mandare in scena le sue poesie con uno spettacolo che propone la lettura di alcuni versi e la messa in musica di altri.

“Steso come un panno al sole sta

Il tenore a rotelle”

scrive lui dal letto in cui è immobilizzato ormai da tempo, con la sola vista come strumento buono per comunicare con il mondo.

“Abbiamo organizzato una serata per stringerci intorno al nostro ex tenore, malato da 9 anni e oggi bisognoso di assistenza h24”, scrivono i colleghi del coro, che domani sera (30 novembre) porteranno nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice lo spettacolo “Prestami una poesia” (inizio ore 20, ingresso a offerta libera). “Dario Meneghetti ha bisogno di assistenza h24. Ha usufruito di un pensionamento per motivi di salute, ma in quanto proprietario di una casa a Venezia non riceve l’accompagnamento di cui ha bisogno. Da anni si appella alle istituzioni perché lo sostengano, altrimenti l’unica alternativa sarebbe vendere l’immobile”.

Per questo motivo il Teatro La Fenice si è mobilitato, includendo i suoi libri di poesie nel bookshop e invitando i colleghi a proporre questo spettacolo in teatro per raccogliere fondi. Oggi Dario Meneghetti comunica attraverso un puntatore ottico che gli consente di scrivere poesie e restare in contatto con il mondo:

“Ora ha smesso di cantare

Di bere e di fumare

Adesso ha altro da fare”,

scrive ironico.

"Nel 2018 ha perso quasi completamente l’uso della parola e abbiamo così avuto l’idea di dare voce ai suoi versi" spiega Manuela Marchetto, ex corista del teatro che cura il coordinamento artistico della serata. "Così abbiamo messo in piedi questo reading con letture, musica e immagini”. E c'è anche una raccolta di fondi, avviata su Gofundme. "La sua pensione e l'accompagnatoria d'invalidità non sono sufficienti a coprire le spese mediche e assistenziali, per far fronte alle quali si è dovuto indebitare pesantemente", scrivono i colleghi. In poco tempo sono già stati raccolti oltre 20 mila euro. Il tutto mentre lui continua a esprimere la sua arte:

"Sono una persona seria

Che si beve morendo

L'ultima ora d'aria".

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