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Code ai seggi e affluenza rallentata per il tagliando anti-frode

Fino a un’ora di coda, per le attese causate dalla necessità di staccare il tagliando anti-frode

2 minuti di lettura

La lunga coda al seggio nella scuola Masaccio di Treviso

 

Il nuovo sistema anti-frode allunga i tempi del voto, crea code, non solo nelle ore di punta, e rallenta decisamente le operazioni in tutto il Veneto.

A PADOVA

A Padova si sono registrate code nelle ore di punta in alcuni seggi. In particolare il problema più grosso si è registrato alla scuola Ricci Curbastro della Guizza, alla sezione 155. Un presidente di seggio piuttosto scrupoloso, assieme alle difficoltà del tagliando anti-frode, e un alto numero di votanti iscritti alla sezione hanno creato una situazione di difficoltà che ha portato ad attese di oltre un'ora per poter votare. Non poche le proteste dei cittadini in fila.

A TREVISO

I problemi principali si sono registrati nella Marca trevigiana. In diverse sezioni del capoluogo e dei centri più grandi, all’ora di cena, c’erano fra i 45 minuti e l’ora di attesa preventiva per gli elettori in coda. Situazioni mai registrate in precedenza in queste dimensioni.

A Treviso e provincia, alle 19, l’affluenza sta registrando un calo di oltre il 7 per cento rispetto al 2018, anche se il dato non è ancora completo mancando alcuni comuni; la percentuale sfiora il 58%. Il capoluogo ha un dato migliore di quasi un punto (58.7%), ed è comunque sotto di 5 punti inferiore a 4 anni fa.

Tutto è legato al fatidico tagliando numerato, da staccare a cura del personale di seggio alla consegna della scheda da parte dei cittadini che hanno votato. L’elettore non colloca più la scheda nelle due urne, ma deve testimoniare che l’operazione venga svolta da presidenti e scrutatori. Diversi i sistemi con cui nei seggi presidenti e scrutatori hanno abbinato il nome del votante ai numeri delle schede.

C’è chi diceva il numero ad alta voce allo scrutatore, chi invece operava affiancato per le registrazioni. Al punto che qualcuno ha temuto per la privacy del voto: ma una volta staccato il tagliando, la scheda resta anonima nell’urna senza alcun elemento distintivo rispetto alle altre In questa situazione, non mancano i timori, sia di presidenti che degli scrutatori, per l’ultima ora di apertura dei seggi: in tanti, ieri, davanti alla code hanno deciso di tornare la sera. In questa tornata non previsto il secondo giorno di voti. E anche questo ha contribuito a concentrare il flusso ai seggi.

A VENEZIA

Lunghe code ai seggi anche nel Veneziano. Da una parte il desiderio di votare, ma soprattutto le inevitabili lungaggini legate alla gestione del nuovo bollino anti-frode. Alla scuola Morosini di San Giacomo dell’Orio a Venezia, in particolare, per una scheda finita nell’urna prima che fosse rimosso il bollino anti-frode è stato necessario l’intervento dei carabinieri.

Code non solo ai seggi, ma anche all’Ufficio elettorale del Comune di Venezia. Tantissimi gli elettori, molti più del previsto, che si sono presentati per richiedere una nuova tessera elettorale perché la precedente era stata persa o erano stati occupati tutti gli spazi a disposizione per il timbro.

Caso singolare a Spinea. Alla scuola Marco Polo del Villaggio dei Fiori, una coppia si è presentata al seggio ma non ha votato: i due si sono limitati a rilasciare una dichiarazione scritta al presidente che non si sentivano rappresentati e per questo rinunciavano al voto.

Tanti cittadini al voto a San Donà. Dalle 8 del mattino già in qualche seggio del centro si sono formate piccole code, ad esempio in viale della Libertà. Dove oltretutto si sono presentati con la scheda elettorale anche tanti cittadino di origine straniera. Molti del Bangladesh e poi dall’Europa dell’Est e persino orientali.

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