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Da Paris Bordon a Kapoor, sarà un 2022 di arte: grande attesa per la primavera veneziana

Leonora Carrington che sarà alla Guggenheim e che ispira il tema della Biennale

Le principali mostre dell’anno in Veneto e in Italia, si parte a fine mese da Padova con i Romantici dalla Fondazione Reinhart. Tanti anche gli eventi in programma per il bicentenario della morte di Canova

VENEZIA. Tra Biennale e bicentenari, un anno fatto di grandi mostre, in Italia e nel Veneto.

Si annuncia così il 2022 – Covid naturalmente permettendo – e la “regina” sarà naturalmente in primavera la Mostra internazionale d’Arte della Biennale, a Venezia.

Ma cade quest’anno anche il bicentenario della morte di Antonio Canova e numerose saranno le esposizioni che nel nostro Paese celebreranno il grande scultore neoclassico. C’è chi ha già cominciato, come il Mart di Rovereto, con la mostra (fino al 18 aprile)” Canova tra innocenza e peccato”, che mette in relazione 14 gessi canoviani della Gipsoteca di Possagno con opere di artisti e scultori contemporanei. Tra i progetti che invece apriranno i prossimi mesi, quello del Museo Bailo di Treviso, dal 25 marzo ospiterà “L’Ottocento svelato. Da Canova al Romanticismo storico”, che esporrà il gesso di “Amore e psiche stanti”, accanto al bozzetto delle “Tre Grazie” e all’edizione integrale di tutte le incisioni dello scultore. A chiudere la celebrazioni, in autunno, a Bassano, la mostra “Canova e l’Europa”.

Padova sarà protagonista già a fine gennaio (dal 29 al 5 giugno), con l’esposizione “Dai romantici a Segantini. Storie di lune e poi di sguardi e montagne. Capolavori dalla Fondazione Oskar Reinhart”, curata da Marco Goldin, che guarda alla grande pittura di natura e paesaggio dalla fine del Settecento fino a Segantini, con sezioni monografiche dedicate a Caspar David Friedric, Böcklin e Hodler, fino all’impressionismo tedesco.

La primavera espositiva sarà veneziana, prima e durante la Biennale, tradizionale catalizzatrice di eventi. Palazzo Grassi (dal 27 marzo all’8 gennaio 2023), aprirà i suoi spazi a una mostra antologica della grande pittrice sudafricana Marlene Dumas dalla figurazione sfocata, liquida, non interessata ai dettagli, che non cerca di catturare lo spirito delle persone che dipinge, ma solo l’essenza percepita dall’artista.

Ecco Marlene Dumas

La Collezione Guggenheim invece presenterà “Surrealismo e magia. La modernità incantata” (9 aprile – 26 settembre), la prima grande mostra interamente dedicata all’interesse nutrito dai surrealisti per la magia, la mitologia e l’esoterismo. Sarà una mostra antologica – sempre in laguna – anche quella del grande scultore angloindiano Anish Kapoor – il “signore” del nero assoluto, grazie alla nanotecnologia al carbonio di cui ha l’esclusiva – che a Venezia ha preso anche casa e vuole aprire un polo di arte contemporanea nel restaurando Palazzo Manfrin. L’antologica (dal 20 aprile al 9 ottobre) avrà due sedi espositive.

Un'opera di Anish Kapoor

Le Gallerie dell’Accademia, che si aprono ancora al contemporaneo. E, appunto, Palazzo Manfrin. LaFondazione Cini parteciperà al “banchetto” espositivo primaverile con altre due mostre. Quella dedicata al grande artista concettuale tedesco Joseph Beuys, a Palazzo Cini, curata da Luca Massimo Barbero (dal 19 aprile al 31 luglio). E “Homo Faber” (10 aprile – 1 maggio), la grande manifestazione espositiva dedicata all’artigianato d’eccellenza, che si allargherà anche ai laboratori veneziani.

Si attende anche che la Fondazione Musei Civici Veneziani annunci ufficialmente le due mostre del periodo biennalesco. Una mostra a Palazzo Ducale dedicata a Anselm Kiefer, con opere concepite espressamente dal grande pittore tedesco. E la retrospettiva dedicata ad Afro Basaldella, uno dei massimi interpreti dell’informale italiano, alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro. Da segnalare anche a Palazzo Franchetti, sempre nel periodo della Biennale, una mostra che si annuncia molto interessante sulla scultura nel Veneto da Donatello ad Alessandro Vittoria.

Un capolavoro di Paris Bordon

Allargando lo sguardo al resto del Veneto, grande attesa per l’ormai vicina mostra dedicata a Paris Bordon (dal 27 febbraio-26 giugno), al museo di Santa Caterina di Treviso, la più grande esposizione mai dedicata all’allievo di Tiziano. Ma anche per quella ormai imminente dedicata a Vasilji Kandinsky a Rovigo, a Palazzo Roverella (26 febbraio-26 giugno). A Verona si annuncia di grande rilievo l’antologica dedicata a uno degli artisti di spicco del cinquecento scaligero come Giovan Francesco Caroto al Palazzo della Gran Guardia (dal 12 maggio al 2 ottobre). E c’è curiosità per la “trasferta” a fine anno a Vicenza del direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco nella Basilica Palladiana per curare la mostra “Tebe nel Nuovo Regno”.

Allargando lo sguardo all’Italia, Palazzo Strozzi a Firenze dal 19 marzo al 31 luglio presenta “Donatello, il Rinascimento”, una mostra che pone a confronto opere dello scultore, con capolavori di artisti come Brunelleschi, Masaccio, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Raffaello e Michelangelo. A Roma si celebrerà il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini con la mostra “Tutto è santo” che coinvolgerà Palazzo delle Esposizioni, Museo Maxxi e Palazzo Barberini per raccontare vita e opere del grande scrittore e regista (dal 17 ottobre al 12 marzo 2023). Due appuntamenti i di rilievo a Palazzo Reale a Milano:“Tiziano e l’immagine della donna” (dal 23 febbraio al 5 giugno 2022). E la retrospettiva “Hyeronimus Bosch e l’Europa meridionale” (dal 9 novembre al 12 marzo 2023). Ma sono solo “assaggi” di un menù espositivo che nel Veneto come nel resto d’Italia si annuncia molto più ampio. —

Cecilia Alemani, curatrice di Biennale Arte

Qual è la natura di “Il latte dei sogni”? Si chiamerà così la nuova edizione – attesissima – della Mostra Internazionale di Arti Visive della Biennale che sarà presentata ai primi di febbraio, in programma a Venezia dal 23 aprile al 27 novembre (dopo lo slittamento di un anno per l’emergenza sanitaria) e affidata per la prima volta a una curatrice italiana, Cecilia Alemani.

Il titolo viene da un libro di Leonora Carrington in cui, come ha già spiegato Alemani, «l’artista surrealista descrive un mondo magico nel quale la vita è costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi, diventare altri da sé. La mostra propone un viaggio immaginario attraverso le metamorfosi dei corpi e delle definizioni dell’umano».

Un’esposizione che non potrà non essere segnata dalle conseguenze del Covid – non ancora superate anche sulla creatività artistica, e che sarà fatta anche di domande e risposte sul futuro dell’umanità visto dal lato degli artisti dopo i fatti epocali in corso.

I Paesi stranieri hanno già scelto gli artisti che li rappresenteranno alla Biennale. Per gli Stati Uniti ad esempio ci sarà la scultrice nera Simone Leigh, prima artista di colore a rappresentare il suo Paese a Venezia, come lo saranno l’afrocaraibica Sonia Boyce per la Gran Bretagna e l’algerina Zineb Sedira per la Francia.

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