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Bilancio veneto, c’è il via libera. L’opposizione: «È inadeguato»

Zaia in aula: «Investiamo senza introdurre nuove tasse». Possamai: «Non c’è visione e nemmeno ambizione»

Laura Berlinghieri
2 minuti di lettura

VENEZIA. Un bilancio previsionale da 17 miliardi e 178 milioni di euro, nel quale la pandemia ha inciso in maniera determinante, con 1 miliardo e 300 mila euro di spese straordinarie. Un bilancio “tax free” – come ieri ha ribadito ripetutamente Luca Zaia, in sede di Consiglio regionale –, che non è di preludio all’introduzione di nuove imposte. E un bilancio che vede il rincorrersi di voci che sempre il presidente veneto ritiene siano temi da Regione a statuto speciale, pur ancora a regime ordinario. È stato approvato ieri, con 38 voti favorevoli e 10 contrari, il Documento di economia e finanza regionale 2022-2024, alla base della manovra di bilancio della Regione.

IL DEFR 2022-2024

È prima di tutto una questione di priorità. Lo ha ricordato Luciano Sandonà (Lega), incaricato della presentazione del documento. All’interno del Defr, ad assumere i ruoli principali sono «la sanità e la pandemia, le sfide poste dalle riforme da attuare, il federalismo fiscale, l’autonomia differenziata, lo sviluppo sostenibile e il Pnrr. Sono le nostre sfide, che saranno declinate negli obiettivi strategici del Defr e che si rapporteranno con il bilancio regionale: dalla lettura abbinata di questi documenti se ne ricava “cosa si farà” e “quanto” verrà messo a disposizione».

UN BILANCIO TAX FREE

A entrare nelle pieghe del documento è lo stesso presidente Zaia. «Il bilancio di previsione della Regione del Veneto vale 17 miliardi e 178 milioni di euro e intende confermare la strategia che fino ad oggi ci ha consentito di non pesare sui cittadini e sulle imprese venete» ha sottolineato Zaia. «In Veneto la pressione fiscale è dell’1%, significa che ci sono 1 miliardo e 146 milioni di tasse che potremmo applicare e che invece lasciamo nelle tasche dei veneti. Con questo documento non introduciamo nuove imposte, mentre finanziamo investimenti che ci permettono di guardare al futuro e alla ripartenza economica, mettendo al centro della “politica del fare” i grandi temi dell’attualità. Penso al Pnrr, che per noi vale oltre 15 miliardi». Prosegue ancora Zaia, elencando i progetti in cantiere: «C’è la partita olimpica Milano-Cortina, che ci aiuterà a valorizzare il territorio. Penso all’intervento da 300 milioni, totalmente finanziato, per la variante di Cortina, o a quello da 270 milioni per la variante di Longarone. Sono due progetti di cui vado orgoglioso, insieme alla realizzazione di quello che vorremmo diventasse il carosello sciistico più grande del mondo, tra Cortina, Arabba e la Val Zolanda. C’è poi la Pedemontana, che sarà completata nel 2023. E i 300 milioni per l’ospedale di Padova». Investimenti per spingere la ripartenza: «Dovremmo chiudere il 2021 con un aumento del Pil del 6,4% e anche i dati previsionali per il 2022 sono incoraggianti: +3,9%» dice Zaia. E poi c’è la partita dell’autonomia: «Con Fontana e Bonaccini, sto lavorando a una legge quadro da portare in Parlamento. Collegata alla finanziaria, aprirebbe all’autonomia. Uno dei temi che ci stanno più a cuore è quello della fiscalità, con una compartecipazione sulle tasse a favore delle Regioni del Sud».

L’OPPOSIZIONE

La discussione del bilancio proseguirà nei prossimi giorni, ma il dibattito con l’opposizione è già caldo. La correlatrice Vanessa Camani (Pd) denuncia «l’inadeguatezza di questo Defr, privo di quella spinta al cambiamento che sarebbe fondamentale nella fase storica cruciale che stiamo vivendo, in piena pandemia, che non ci vede più soli. L’impianto del documento è lo stesso pre Covid. In un anno e mezzo è cambiato tutto, tranne il programma di Zaia». Elencando poi i temi sui quali il documento è a suo dire carente: «Gli investimenti per la medicina territoriale, la latitanza nella riforma delle Ipab, il tema della disoccupazione». Polemico anche Arturo Lorenzoni, portavoce dell’opposizione in Consiglio: «Il documento è deludente proprio quando si passa alla fase attuativa». Accuse alle quali ha replicato l’assessore al bilancio Francesco Calzavara: «Il Defr rappresenta un momento di transizione: al 30 giugno, quando è stato approvato, e al 30 settembre, quando è stata approvata la sua nota di aggiornamento, non era possibile mettere in relazione questi documenti programmatici con il Pnrr. Ci sarebbe piaciuto avere idee più chiare sulle risorse disponibili, ma credo che da qui al 2022 queste si potranno concretizzare nelle varie missioni». «È un Veneto che rinuncia ad essere ambizioso, non sceglie le priorità e si limita a gestire l’esistente» ha concluso il capogruppo Pd Giacomo Possamai. —

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