Stipendi più alti e proroga ai “contratti Covid”: i sindacati della scuola manifestano all’ufficio regionale

«Siamo qui in concomitanza con il tentativo di conciliazione che si sta svolgendo a livello nazionale. Protestiamo contro la totale mancanza di risorse destinate alla scuola, tanto nella legge di bilancio quanto nel Pnrr»

MESTRE. Il rinnovo del contratto collettivo nazionale, con un adeguamento delle retribuzioni rispetto al lavoro effettivamente prestato. La proroga al 30 giugno dell’anno prossimo dei contratti firmati per il cosiddetto “organico Covid”: docenti e operatori scolastici assunti fino al 31 dicembre, per far fronte alle carenze del personale. L’indizione del concorso per assistenti amministrativi facenti funzione di Dsga con tre anni di servizio alle spalle. E il superamento di ogni iniziativa di devoluzione delle competenze di materia di istruzione. Sono i punti che trovano concordi i sindacati della scuola Gilda, Cgil, Uil e Snals, i cui rappresentati regionali martedì mattina si sono trovati davanti alla sede mestrina dell’Ufficio scolastico regionale.

«Siamo qui in concomitanza con il tentativo di conciliazione che si sta svolgendo a livello nazionale. Protestiamo contro la totale mancanza di risorse destinate alla scuola, tanto nella legge di bilancio quanto nel Pnrr» spiega Renata Mosca, vicecoordinatrice regionale di Gilda.

A entrare nel merito della legge di bilancio è Giuseppe Morgante di Uil: «È stato proposto di prorogare i contratti per l’organico Covid soltanto per i docente, lasciando fuori il personale Ata: operatori che si sono rivelati fondamentali per far rispettare i protocolli di sicurezza. Sono loro a igienizzare le aule a ogni cambio d’ora, a pulire i servizi igienici, a controllare che tutti gli studenti abbiano la mascherina. Se le aule non sono state cornice di importanti focolai è stato fondamentalmente grazie a loro».

Aggiunge Marta Viotto di Cgil: «Se veramente vogliamo che la scuola sia il motore della ripresa, servono investimenti. Ma le promesse che ci erano state fatte, in questo senso, sono state tutte disattese. Le risorse per il rinnovo dell’organico Covid sono assolutamente insufficienti».

Uscendo dall’alveo delle richieste dei sindacati, uno dei temi più divisi riguarda l’ipotesi di obbligo vaccinale per i lavoratori della scuola. Si dice favorevole Viotto di Cgil: «Ma non soltanto per docenti e personale ata, ma per tutti i lavoratori». Mentre Morgante (Uil) ritiene che non sia necessario: «Nelle scuole, la percentuale di vaccinati è elevatissima».

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