Ecco il Racquet club di Adriano Panatta, per l’inaugurazione a Treviso è sfilata di vip

Presenti Alessandro Benetton, il campione del mondo Marco Tardelli, poi altri tantissimi sportivi (tra cui Demetrio Albertini), l’attrice Kasia Smutniak. Ecco da quando sarà possibile prenotare e i costi dei corsi

TREVISO. Treviso si è risvegliata capitale italiana della mondanità. Adriano Panatta ha riunito amici, sostenitori, amministratori e vip per l’inaugurazione del suo Racquet Club, il gioiello nato sulle ceneri dell’ex Circolo Zambon. Nuovo ingresso (da via Maffioli) e centro di altissimo livello completamente rinnovato, con il sindaco Mario Conte a tagliare il nastro.

Decine e decine i vip arrivati all’inaugurazione, con Adriano Panatta (padrone di casa con la moglie, l’avvocato trevigiano Anna Bonamigo, e il nipote Marco) e il socio Phillippe Donnet, Ceo di Generali.

Poi il campione del mondo Marco Tardelli, poi altri tantissimi sportivi (tra cui Demetrio Albertini), l’attrice Kasia Smutniak, Alessandro Benetton, i rappresentanti del Comune e della Regione (con l’assessore Caner), Enrico Marchi di Save, Matteo Zoppas.

Philippe donnet, durante l’inaugurazione, ha affermato:  “Non pensavo di fare una cosa così bella. E’ unna delle migliori strutture in Italia.

Non pensavo un giorno di essere qui da cittadino italiano,  partner e amico: perché non c’è un bel progetto senza dimensione umana.

Questa è una casa per famiglie e anche per bambini, un’eccellenza tutta italiana”. 

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Panatta (che durante la presentazione è stato dipinto come “addolcito” dalla vita trevigiana, visto che qualche giorno fa al battibecco in tv con il presidente della Samp, Ferraro, avrebbe risposto in maniera più “romana”) ha aggiunto: “Quando qui stava Bepi Zambon (l’ex gestore del centro tennis su cui ora sorge il racquet club, ndr) mi chiamava sempre per farmi veder questo posto, poi una sera a Versaillles a cena con Philippe decidemmo di provare”. 

“Un posto aperto a tutti”, ha detto, “un posto che ci voleva, volevo farlo io. Perché qui ho trovato l’amore, tanti affetti, grandi amici. Treviso lo meritava”.

La struttura ha ricevuto anche la benedizione di padre Sirio, frate cappuccino amico dello stesso Panatta.

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Il costo dell'intera struttura è stato di circa 5 milioni di euro, finanziati dalla A&P di Panatta e Donnet e da banca Ifis, che ha investito circa 3 milioni e mezzo di euro.

Poi c’è il capitolo costi. Panatta anticipa che sarà possibile prenotare al club dal 19 ottobre: "Non vi è una quota di iscrizione", spiegano dalla struttura, "è un ambiente aperto a tutti”. Per farsi un’idea dei prezzi, il costo di un campo invernale è di 18 euro a persona, 15 in estivo all'aperto.

L’accesso alla Spa costa 35 euro per tre ore. Il costo dell’abbonamento annuale  alla palestra è di poco più di 900 euro, che sale a 1300 comprensivo dei corsi fitness.  Il prezzo dei corsi di tennis è variabile, a titolo di esempio un trimestrale con 4 persone costa 350 euro.

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La struttura può contare su 6 campi da tennis, 4 in terra battuta, 2 in sintetico, coperti d’inverno e scoperti d’estate. Inoltre 6 campi coperti da padel, due palestre, un Wellness Spa Club House con bar, ristorante e piscina. “Un Circolo deve fare il Circolo. Niente di più. Ma da sempre è un luogo con una grande missione da svolgere. Deve dare modo di incontrarsi e mettere tutti a proprio agio”, ha detto Panatta. “Ma, certo, dovesse nascere qui un campioncino, sapremo valorizzarlo”.

Tra i tanti amici arrivati a Treviso anche il campione del mondo Marco Tardelli: «Bellissima struttura, ho avuto modo di visitarla e devo dire che è incantevole, ho fatto un bel giro. Si scherzava nella presentazione sulla parola “Racquet”, ma in realtà mi hanno colpito le parole di Adriano quando diceva che in questo Club possono accedere tutti. Ciò è molto importante. Io a Treviso? E’ una delle prime volte che ci vengo, penso sia la terza. Tornare? Mi auguro di sì, prendere l’aereo per venir fin qui e giocare a tennis non lo so, ma magari per venire a visitare la città anche sì. D’altronde conosco Adriano da tanto tempo, dovrò venire a trovarlo. Da quanto lo conosco? Quanti anni, meglio non dirlo...”. 

"Il senso è far star bene le persone – insiste Panatta – fare sport ma anche stare insieme: ce lo meritiamo dopo la pandemia. Abbiamo iniziato a costruire proprio durante il Covid, quindi una buona dose d’ottimismo è stata messa, stiamo avendo ragione e speriamo che presto si possa tornare a una vita normale. Chiaro, lo sport non si fermerà mai”.

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