L’editoriale/ Il dovere di creare

La creatività non la scegli e neppure la impari: è lei che aspetta te. «Se ti viene un’idea vaga, vai a dormire: al risveglio potresti ritrovarla migliorata. Oppure fatti una doccia: funziona quasi sempre. Magari alterna acqua molto calda e molto fredda»

«Pensate a quando è stato inventato il vetro. Io quel momento lo immagino così: di notte, nel deserto, una persona davanti a un fuoco. “Che cos’è questo?”, si chiede davanti a un frammento trasparente. Il vetro nasce così, da un errore di sabbia e fuoco. Inizia una storia che arriva fino a Murano e ad altre meraviglie. La creatività è solo nostra, degli esseri umani. Non si limita all’arte. Tolomeo, nel 100 dopo Cristo, sfrutta pali e ombre e inventa un modo di misurare le distanze che aiuterà l’umanità per secoli».

Philippe Starck, designer geniale, indossa una felpa nera e dei memorabili pantaloni multicolor mentre tiene una lezione sulla creatività a centinaia di studenti di H-Farm, a Roncade. È il 22 settembre. Per Starck la creatività non è un orpello della vita. È, anzi, un dovere. «Non sei obbligato a essere un genio; ma devi partecipare. Ti è vietata la pigrizia. Quando nasci, sigli un contratto con la comunità: devi incuriosirti, devi condividere, devi amare».

E per pensare cose nuove, devi essere in forma. «Evita alcol e droghe: io posso dirlo, ho provato di tutto. Non c’è gusto a creare perché si è bevuto: quelle idee sono dell’alcol, non tue! Meglio stare in salute, mangiare sano, essere onesti». La creatività non la scegli e neppure la impari: è lei che aspetta te. «Se ti viene un’idea vaga, vai a dormire: al risveglio potresti ritrovarla migliorata. Oppure fatti una doccia: funziona quasi sempre. Magari alterna acqua molto calda e molto fredda».

Fuori dalla sala, dietro enormi vetrate, ci sono molti prati. La sensazione, guardando i giovani in platea, è quella di vedere semi e bulbi, pronti a fiorire. «La buona idea risponde a un bisogno, deve far dire “ecco, questo mi serviva”. Non puoi avere un’idea troppo anticipata rispetto alla tua epoca; nessuno la seguirà. E ovviamente non puoi averla in ritardo. L’ideale è un’idea in anticipo... ma di poco. Appena prima che piaccia a tutti». Il tempo giusto

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