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Diamanti: «Una Lega sempre più radicale può non fare bene al governatore Zaia»

LaPresse

Carroccio diviso, l’analisi del fondatore di Quorum e YouTrend:  «Il consenso nazionale del leader veneto potrebbe essere diverso»

PADOVA. Dalla Padania al Nord, all’Italia intera. In principio fu “Prima il Nord”, ora è “Prima gli italiani”. Storia di una metamorfosi radicale e di un successo politico basato sul rebranding, il riposizionamento. Sembrano lontani i tempi in cui Umberto Bossi tuonava contro Roma ladrona e contro i meridionali che venivano a rubare il lavoro ai giovani del Nord. Oggi per la Lega di Matteo Salvini, che nel giro di un decennio ha perso la parola “nord” e cambiato i propri colori, il nemico, inteso come strategia comunicativa incentrata sulla demonizzazione, sono i migranti.

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