La Lega denuncia: ok della Ue al Prosek croato, grave colpo al made in Italy

L’eurodeputata Rosanna Conte: la Commissione ha annunciato il via libera al riconoscimento dell’indicazione geografica protetta. Zaia: quello che sta accadendo è vergognoso  

STRASBURGO. "La Commissione europea ha annunciato il via libera al riconoscimento dell'indicazione geografica protetta del vino croato Prosek. Lo ha fatto rispondendo a una interrogazione che ho firmato insieme ad altri eurodeputati italiani, e che ha fatto seguito a una lettera che la delegazione della Lega al Parlamento europeo aveva inviato a inizio luglio. Siamo di fronte a un gravissimo colpo a uno dei pilastri del nostro made in Italy nel mondo, il Prosecco". Lo dice l'eurodeputata della Lega, Rosanna Conte. "Per quanto Bruxelles si ostini a dire il contrario, è palese come il riconoscimento del Prosek croato, da un lato, costituisca una grave forma di concorrenza sleale al nostro vino, e dall'altro metta in discussione il meccanismo di tutela dei prodotti Dop e Igp. Ricordo alla Commissione che il Prosecco, in quanto Dop dell'Ue, dovrebbe essere protetto dalla stessa Ue, e non il contrario: la Denominazione del Prosecco, al contrario del prodotto croato, lega inscindibilmente il suo nome a quello di un territorio ben definito e di grande valore", spiega l'eurodeputata.

"Persino l'Unesco l'ha riconosciuto, iscrivendo le colline del Prosecco nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanita'. Bruxelles, invece, sembra dimenticare tutto questo, e ha annunciato che la richiesta della Croazia e' stata accolta e si procedera' con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Adesso, abbiamo due mesi di tempo per fare pressioni a livello europeo per bloccare questa scellerata decisione. L'Italia faccia sistema per fermarla. Non ne va solo del Prosecco, ma del nostro patrimonio alimentare, economico e culturale", conclude Conte. 

«Di fronte a questa folle decisione della Ue - si legge in una nota dell’eurodeputata della Lega Mara Bizzotto - siamo pronti alle barricate per difendere in ogni modo e in ogni sede il Prosecco Made in Italy perché deve essere chiaro a tutti che l'unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre».

«Nei prossimi 2 mesi, che rappresentano i termini temporali per presentare ricorsi e obiezioni prima della decisione finale della Commissione Ue - conclude Bizzotto - noi della Lega e tutto il nostro territorio porteremo avanti una battaglia campale per difendere la tipicità e la qualità del nostro Prosecco e il lavoro di migliaia di aziende».

«Non ho parole per commentare quanto accaduto. Di questa Europa non sappiamo cosa farcene. Un'Europa che non difende l'identità dei suoi territori, un'Europa che dovrebbe conoscere la storia del prosecco». Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia della pubblicazione, avvenuta oggi sulla Gazzetta Ufficiale UE, della richiesta della Croazia di protezione della menzione tradizionale «Prošek», fatta dal Commissario Europeo all'Agricoltura Wojciechowski dando così risposta alle interrogazioni parlamentari presentate da alcuni eurodeputati. «Dovrebbe capire che, non solo si tratta di un prodotto che ha avuto tutti i riconoscimenti formali, dalle stesse strutture amministrative della Commissione Europea, anche rispetto alla riserva del suo nome - continua Zaia - ma il prosecco ha, addirittura ottenuto il massimo riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco. Tanto è vero che il territorio in cui si produce è definito 'le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadenè. E, quindi, adesso saremmo costretti a discutere anche sul nome di un sito già proclamato ufficialmente Patrimonio dell'Umanità». Si tratta, per il Governatore del Veneto, «di una decisione che si pone, per altro, in aperta contraddizione con la sentenza diffusa appena qualche giorno fa, il 9 settembre scorso, dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che vieta l'uso di nomi o grafiche che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dalle norme UE». «Ciò che sta accadendo è vergognoso - conclude -. Così non si difende l'agricoltura e così non difendono investimenti. Ma, soprattutto, così si mortifica la storia e l'identità di un territorio. Spero che ci siano gli strumenti per ricorrere. La Regione farà la sua parte».

«È incredibile che l'Unione Europea permetta questo! Sembra proprio un attacco ad uno dei prodotti che stanno crescendo maggiormente nei mercati internazionale. L'assurdità è che permettono questo sounding nocivo ad un Paese accanto». Lo afferma Giorgio Polegato presidente della Coldiretti di Treviso sul via libera al Prosek Croato a danno del Prosecco italiano. «E non si tratta di giudicare il vino croato in questione perché è un prodotto totalmente differente - aggiunge -. Anzi, il rischio è proprio quello di ingannare i consumatori. Inoltre, tutto questo accade proprio mentre la Corte di Giustizia europea condanna i nomi illegittimi di altri prodotti». «È necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo - sostiengono gli aderenti di Coldiretti Treviso - si tratta di un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione prosecco dai falsi come in Argentina e Australia». «Dopo la pubblicazione in Gazzetta - riferisce la Coldiretti - tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi a decorrere dalla data di pubblicazione per presentare un'obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale».

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