Architetto di Montebelluna muore nello schianto con un’autocisterna in Cadore: andava a tumulare le ceneri del fratello

L’incidente di venerdì pomeriggio a Santo Stefano di Cadore. A destra la vittima, l’architetto Claudio D’Agaro, 63 anni, di Montebelluna

Claudio D’Agaro, architetto montebellunese di 63 anni, guidava un Caddy. Ferite la compagna e due figlie: una è grave

MONTEBELLUNA. Claudio D’Agaro stava andando con la sua famiglia a Frassenetto di Forni Avoltri per la tumulazione delle ceneri del fratello Dante. Ha perso la vita a 63 anni in un tragico incidente lungo la statale 52 Carnica: si è schiantato contro un’autocisterna tra la galleria Comelico e il paese di Santo Stefano di Cadore.

Era un architetto molto conosciuto a Montebelluna, così come il suo fratello Dante, ed era proprio dedicata a lui la trasferta di venerdì. Per una tragica fatalità il professionista trevigiano, è mancato proprio mentre si recava alla cerimonia di tumulazione delle ceneri del fratello.

Dante D’Agaro, postino, volontario della protezione civile, alpino, era scomparso agli inizi di marzo di malattia all’età di 64 anni. Claudio D’Agaro con la compagna Elena e le due figlie Eva ed Eloisa, era dunque diretto a Frassenetto di Forni Avoltri, per presenziare assieme al fratello più giovane Giorgio alla cerimonia di tumulazione delle ceneri, in programma alle 17. Ad aspettarli sul posto c’era anche un gruppo di alpini di Montebelluna e Biadene.

C’erano tutti, tranne lui, quando sono cominciate ad arrivare le prime notizie del terribile incidente. Il Caddy sul quale Claudio D’Agaro viaggiava con la sua famiglia ha impattato contro un’autocisterna. L’architetto montebellunese, alla guida del furgoncino, è morto sul colpo. Ferita gravemente anche la figlia ventenne, Eloisa: ancora ieri sera i medici del San Martino di Belluno stavano decidendo se trasferirla all’ospedale di Treviso. E si sono riservati la prognosi. Ferita lievemente la sorella di 22 anni, Eva, portata all’ospedale di Pieve di Cadore; la mamma Elena ha accusato invece un politrauma e sarebbe stata ricoverata a Belluno. Mamma e figlie sono originarie di Castello di Godego. Provato ma illeso il conducente dell’autocisterna di una ditta locale, Fratelli De Menego, che viaggiava vuota.

L’inferno si è scatenato attorno alle 16, all’altezza di una casa cantoniera, in un tratto di strada tortuosa, dove tra l’altro la segnaletica orizzontale arancione indica la presenza di un cantiere. Le semicurve nel luogo dello schianto, però, erano libere, la visuale non era ostruita da vegetazione o alberi (alcuni erano stati anche tagliati). I carabinieri di Santo Stefano e di Auronzo sono al lavoro nella ricostruzione della dinamica. Il Caddy viaggiava verso il confine di provincia, l’auto cisterna proveniva in senso opposto. Intervenuti sul posto i vigili del fuoco di Santo Stefano hanno dovuto sezionare il Caddy per poter estrarne gli occupanti, tagliando i sedili ed eliminando una parte di portiera per liberare i feriti. Quindi la corsa delle ambulanze, il volo degli elicotteri del soccorso: Falco ha caricato la ventenne, apparsa la più grave delle tre passeggere per il politrauma accusato. La mamma e la seconda figlia sono state trasferite con le ambulanze all’ospedale di Pieve e a quello di Belluno. L’incidente mortale ha portato alla apertura di una indagine e quindi al sequestro dei mezzi. Il traffico è stato bloccato e la circolazione è stata quindi deviata per il passo di Sant’Antonio e Danta di Cadore.

Nel frattempo una cappa di piombo si è a quel punto abbattuta sul gruppo partito da Montebelluna per il rito in onore del fratello. Gli alpini che erano a Frassenetto di Forni Avoltri si sono stretti attorno a Giorgio, che mentre assisteva alla tumulazione delle ceneri di un fratello è stato raggiunto dalla notizia che anche l’altro suo fratello era morto, poco prima.CRISTINA CONTENTO

ENZO FAVERO

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