Zaia: ogni protesta pacifica è legittima ma la vaccinazione svuota gli ospedali veneti

Alla vigilia dei cortei no vax il governatore ribadisce l’impegno nella campagna. In Veneto 737 contagi (+60%) e 7 decessi

VENEZIA. Proviamo a distinguere i fatti dalle opinioni perché, assai più del cicaleccio televisivo, a certificare la quarta ondata di Covid concorre l’asettico aggiornamento del bollettino regionale.

Sono 737 i nuovi contagi registrati nelle ventiquattr’ore (giovedì) a fronte dei 31 mila tamponi eseguiti: il balzo eleva a 11.165 i soggetti in isolamento ed è scandito da 7 decessi che aggravano a 11. 641 il bilancio delle vittime; opposta, e perciò confortante, la tendenza dei flussi ospedalieri: sono appena 147 (-28) i pazienti ricoverati nei reparti non critici e 18 (-1) quelli sottoposti a terapie intensive.

IL MONITOR DELLA FONDAZIONE GIMBE

«Nel Veneto i casi sono cresciuti del 60, 3% nell’ultima settimana, ora sono 214 ogni centomila abitanti, una percentuale comunque inferiore alla media italiana attestata al +64, 8%», è l’esito del monitoraggio della Fondazione Gimbe; «I nuovi malati impattano in modo ancora molto limitato, nell’ordine del +2%, sulle ospedalizzazioni», osserva l’istituto di Bologna che poi volge lo sguardo alla campagna vaccinale rimarcando il 9,6% degli over sessanta non ha ancora ricevuto una dose («È un numero che resta alto») pur se nella classe d’età 60-69, il 75, 9% ha già completato il richiamo. Quanto ai giovanissimi, 12-19 anni, il 73,7% non si è ancora presentato in un hub ma in proposito, proprio in queste ore, le Ulss segnalano un autentico boom di prenotazioni. Nel frattempo l’onda lunga del vaccino, incluso l’obbligo in ambito scolastico e le condizioni dettate dal Green pass, alimentano la polemica politica e le proteste di piazza.

LE DIVERGENZE NEL CENTRODESTRA

Con effetti divisivi nel centrodestra, dove Fratelli d’Italia riscopre i toni barricaderi, i forzisti e l’Udc sposano la linea rigorista del governo, la Lega manifesta atteggiamenti variegati. Domani, a Padova e a Treviso, si profilano manifestazioni di segno No Vax e i responsabili dell’ordine pubblico avvertono che non sarà tollerata alcuna violazione in materia di mascherine e distanziamenti, avvertono in questura. Tra i bersagli della contestazione estremista sul web figura il governatore del Veneto, reo di riservare un impegno incessante alla campagna vaccinale: «Il dissenso è il sale della democrazia e chiunque ha il diritto di esprimere le proprie idee purché in modo pacifico e nel rispetto della libertà altrui», è la premessa di Luca Zaia. Un’allusione a minacce, pressioni e intimidazioni frequenti sul web: «Rifiutare l’offerta vaccinale è legittimo, non così cercare di impedire agli altri di accedervi. Molti veneti, la stragrande maggioranza, hanno scelto liberamente di vaccinarsi, da presidente della Regione io avverto il dovere di assicurare loro le migliori condizioni possibili. La nostra comunità ha pagato un prezzo altissimo alla pandemia, la distribuzione dei vaccini ha frenato i decessi e svuotato gli ospedali. Questi sono dati di fatto».

LA DECISIONE DEL GOVERNATORE SLITTA

Che altro? L’amministrazione di Palazzo Balbi resta contraria all’obbligo vaccinale per i maggiorenni in ambito scolastico, confidando nella moral suasion che ha già indotto oltre l’80% dei docenti ad immunizzarsi: l’ha ribadito l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin, intervenendo alla conferenza Stato-Regioni. Voci discordi, la decisione finale è slittata alla prossima settimana.

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