Zaia: leghisti in piazza contro vaccini e Green pass? Non sia la linea del partito

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia con l'assessore Manuela Lanzarin

Il presidente del Veneto: i vaccini funzionano, vedo in giro troppi complottisti e negazionisti

VENEZIA. Va dritto al punto il presidente del Veneto Luca Zaia commentando i colleghi di partito leghisti scesi in piazza nelle manifestazioni contro il Green Pass: "Mi rifiuto di pensare che sia quella del partito".

In un'intervista al Corriere della Sera difende a spada tratta il valore scientifico dei vaccini: "C'è ancora chi dice che il virus non esiste e che è un complotto. Incuranti del fatto che i vaccini funzionino".

"Se inventassero oggi la penicillina, avremmo i social pieni di gente che dice che una muffa non se la inietta", prosegue il governatore, secondo il quale "siamo passati da una sanità pubblica che faceva le profilassi a scuola a un punto in cui è difficile fare un tampone perché veniamo accusati di infilare microchip nel naso dei bambini".

La misura è colma per Zaia. "Se invochiamo la libertà per qualsiasi cosa - afferma -, perdiamo il minimo senso del bene comune. Oggi riguarda i vaccini, domani qualunque scelta di sanità pubblica".

Eppure, prosegue, "la mia generazione la distingui perché sulla spalla ha la cicatrice della vaccinazione".

Ad ogni modo, "un discorso è discutere legittimamente sull'obbligatorietà" dei vaccini, "come fa il segretario Salvini. Altra cosa è farsi portatori di una linea in cui io assolutamente non mi identifico", dice il leghista tornando a riferirsi ai suoi colleghi scesi in piazza.

Massimiliano Fedriga

Quella di Zaia, nella Lega, è peraltro la stessa linea del collega governatore del Friuli Massimiliano Fedriga: «Personalmente non condivido la campagna No vax o No pass: dunque quella della fiaccolata non è la mia piazza», ha detto in un'intervista alla Repubblica, anche se «la libertà di manifestare e di esprimere dissenso è sacra. E non bisogna criminalizzare chi pone dei dubbi». Il presidente ha totale fiducia nei vaccini. I suoi figli, dice, «non hanno ancora dodici anni. Se li avessero, chiederei loro di vaccinarsi».

Ciò che si auspica è che la partecipazione alla profilassi sia «la più alta possibile fra tutte le persone ancora scoperte», e per farlo occorre «spiegare che la campagna vaccinale è fondamentale, confutare una quintalata di notizie false, ma non mettere sulla graticola chi ha dubbi». In questo momento occorre tenere unito il Paese, «mi preoccupa molto la lotta fra fazioni», aggiunge.

Le posizioni del suo leader non sono una strizzata d'occhio agli scettici? «Si è vaccinato anche Salvini. La posizione è chiara». Quanto al green pass, è «utile» per la spinta che ha dato alle vaccinazioni, ma presenta delle «criticità». «Trasformare i ristoratori in controllori», fa l'esempio il presidente, «è cosa difficile». 

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