Pedemontana, nuovi guai: Pfas 38 volte oltre i limiti negli scarichi del cantiere

Arpav: alta concentrazione di Pfba nell’area lavori della galleria di Malo. E la Provincia di Vicenza procede con una diffida al consorzio Sis

VENEZIA. Pfas negli scarichi del cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta a Castelgomberto. È quanto è stato rilevato dall’Arpav, che ha trovato concentrazioni di Pfba nelle acque che escono dall’area dei lavori della galleria che collegherà la Valle dell’Agno con Malo. L’Agenzia ha informato la Provincia di Vicenza, che ha inviato una diffida al consorzio Sis, mentre il sindaco Dorantani ha emesso un’ordinanza di chiusura di alcuni scarichi.

Tutto nasce da una delle rilevazioni periodiche dell’Arpav legate al caso Pfas. Nel corso di una verifica eseguita a monte dell’azienda Miteni, sono emerse concentrazioni anomale, nel torrente Poscola, di una sostanza perfluoroalchilica chiamata Pfba. La posizione del rilevamento faceva presupporre che l’inquinamento, in questo caso, non fosse riconducibile all’ex stabilimento chimico. I tecnici hanno così deciso di approfondire la questione e il 21 giugno scorso, nella zona di via Rigallo e via Cengelle, le concentrazioni sono risultate nell’ordine dei 2 mila nanogrammi per litro; pochi giorni dopo, in un fossato che si immette nel Poscola, è stato rilevato un valore di 6 mila ng/l. Alla fine, gli operatori dell’Arpav sono risaliti fino allo scarico del cantiere della galleria della Pedemontana, rilevando un valore di 19 mila ng/l di Pfba. Un successivo prelievo ha evidenziato un dato di 13.900 nanogrammi. Considerando che il limite per la sostanza fissato dal ministero dell’Ambiente è pari a 500 nanogrammi per litro, sono scattate le segnalazioni alla Provincia e al Comune di Castelgomberto.

E così scattata una diffida nei confronti di Sis, chiedendo di trasmettere ad Arpav e alla Provincia stessa «una relazione sulle valutazioni effettuate in merito alla causa della presenza dei Pfba nello scarico, sugli interventi messi in atto per limitare l’emissione di tali sostanze allo scarico e sugli interventi futuri per garantire valori non superiori a 500 ng/l, allegando anche un’analisi delle acque depurate scaricate». Il consorzio Sis ha presentato una relazione ea breve i tecnici della Provincia si incontreranno con Arpav per decidere come procedere.

Seguendo le indicazioni dell’Agenzia il sindaco di Castelgomberto Davide Dorantani ha emesso un’ordinanza che impone al consorzio Sis di rimuovere e avviare al recupero o allo smaltimento i sedimenti depositati sul fondo del fossato Poscoletta e “la rimozione di tutti i sistemi di scarico diretto delle acque meteoriche provenienti dal piano d’opera dell’imbocco della galleria effettuato mediante tubazioni volanti in ferro nel fossato Poscoletta”. «Ieri mattina (mercoledì, ndr) Arpav ha fatto gli ultimi prelievi - spiega il sindaco Dorantani -. Per la prossima settimana abbiamo un incontro in cui ci diranno com’è la situazione. In ogni caso, secondo il parere dell’Istituto superiore di sanità, i Pfba sono Pfas a catena corta, con una permanenza nell’organismo di 3 o 4 giorni, al contrario dei Pfas a catena lunga, per i quali la permanenza può superare gli 8 anni. Abbiamo chiesto infine rassicurazioni sull’acquedotto, che in base alle analisi di Viacqua risulta essere sicuro». La notizia ha suscitato preoccupazione anche a Malo, dove il Comune ha chiesto chiarimenti ad Arpav e Viacqua. «Tranquillizzo la cittadinanza sulla potabilità dell’acqua, visti i parametri forniti», spiega il sindaco Moreno Marsetti.

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