Balzo dei contagi Covid in Veneto: più 250 in 24 ore, non accadeva da maggio

Un aumento dei casi sopra quota 250 (ieri il report era +76) non si registrava dalla fine di maggio, e nelle settimane il dato quotidiano era rimasto spesso sotto quota 100. Dai dati in possesso della Regione, emerge che i casi positivi si registrano fra ragazzi tra i 15 e i 24 anni in Veneto

VENEZIA. Decisa impennata dei contagi nelle ultime 24 ore in Veneto, con 254 nuovi positivi al virus SarsCov-2, e un decessi. Lo riferisce il bollettino della Regione, che aggiorna 426.743 il totale degli infetti dall'inizio dell’epidemia, e a 11.623 quello delle vittime.

Un aumento dei casi sopra quota 250 (ieri il report era +76) non si registrava dalla fine di maggio, e nelle settimane il dato quotidiano era rimasto spesso sotto quota 100. Si muove leggermente anche la situazione clinica, con 233 ricoverati (+5) nei reparti non critici e 16(+1) nelle terapie intensive.

«Gli assembramenti danno il loro effetto». Così il presidente del Veneto, Luca

Zaia, commenta la la crescita dei positivi al Covid in regione, 254 delle ultime 24 ore . Su 25.927 tamponi effettuati, l'incidenza è dello 0,97%. Positivi, che tiene a precisare

Zaia, «sono tutti asintomatici». Ma se il numero dovesse crescere in Italia «in modo pauroso - avverte - si rischia di chiudere un paese in quarantena. Direi di osservare un pò di prudenza e solo così ne veniamo fuori».

Zaia sottolinea che, per via della variante Delta, «oggi ci si infetta con più velocità, ma si rischia di meno di essere ricoverati in ospedale». Inoltre, dai dati in possesso della Regione, emerge che i casi positivi si registrano fra ragazzi tra i 22 e 23 anni in Veneto; sono ragazzi che si sono spostati per viaggi o hanno frequentato delle feste. Nella fascia di età 15-24 il contagio è in aumento.

 Dei sei ricoveri registrati nelle ultime 24 ore in Veneto tre sono in terapia intensiva riguardano altrettanti cinquantenni non vaccinati. «Ad oggi tocchiamo con mano vaccino è qualcosa che funziona»

LE PROIEZIONI. «Abbiamo proiezioni su tassi di ospedalizzazione a oggi più bassi del passato, ma abbiamo anche la certezza che se spingessimo con vaccinazione potremmo abbassarli ancora di più visto che non abbiamo traccia d’infezioni nei vaccinati, se non minimali».

Sulla situazione a livello nazionale ed europeo è intervenuto anche il professor Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia padovana: “I contagi sono vicini al raddoppio di settimana e saliranno a questo ritmo ancora per un mese, poi tutto dipenderà da quanto terrà la barriera dei vaccinati con due dosi e dei guariti”.

Crisanti aggiunge che i festeggiamenti di domenica sera hanno dato una mano al virus «soprattutto in Inghilterra dove il contagio supera i 30 mila nuovi casi al giorno e le restrizioni stanno venendo meno - riflette -. Una situazione che rischia di facilitare nuove varianti più resistenti ai vaccini. In Italia per ora il contagio resta sotto i mille casi giornalieri ed è difficile rimanere infettati. Certo, gli assembramenti aiutano sempre il virus». Le persone «fanno quello che gli è permesso. È chi prende le decisioni e chi fa i controlli a dover essere prudente».

VARIANTE DELTA.  In Veneto in una settimana sono stati isolati 81 casi di variante Delta più altri quattro casi di una variante simile alla variante Delta e appartenente alla stessa famiglia, 52 casi di variante inglese e 12 di variante brasiliana. L’ha detto la dottoressa Francesca Russo, direttrice della Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria della Regione Veneto. 

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