Stop all’assedio dei cinghiali in Veneto: Coldiretti in piazza a Venezia

Spettacolare flashmob a Santa Lucia: il lockdown ha lasciato campo libero a intere colonie sempre più vicine alle aree urbane: “Caro Zaia, il piano della Regione ha fatto flop”

VENEZIA. Sono talmente diffusi ovunque sul territorio regionale che non ci sono neppure i numeri ufficiali: impossibile ormai contarli, sono i cinghiali in Veneto. Le stime di Coldiretti parlano di 90mila cinghiali che scorrazzano indisturbati dalla campagna fino in città. Un’emergenza che ha fatto arrivare a Venezia gli agricoltori di Coldiretti da tutte le province per denunciare un fenomeno incontrollato che è diventato un problema di ordine pubblico e sicurezza.

Per questo oggi giovedì 8 in Piazzale Santa Lucia gli agricoltori di Coldiretti Veneto hanno organizzato un flash mob “silente” per testimoniare lo stato in cui gli operatori agricoli e i cittadini sono costretti ad affrontare l’invasione dei cinghiali dalle campagne alle città. Il fenomeno che lascia tutti “senza parole” è stato spiegato attraverso l’esposizione “muta” di grandi immagini con ritratti ettari di mais devastati, foto di incidenti stradali e di cinghiali che scorrazzano indisturbati nei centri residenziali, rovistando tra i cassonetti di rifiuti a ridosso delle abitazioni.


Una situazione fuori controllo favorita dall’emergenza Covid che con il lockdown ha lasciato campo libero a intere colonie che dagli spazi rurali si sono spinti fino alle aree urbane  arrivando sempre più vicini alle famiglie, nei parchi dove giocano i bambini o alle scuole. Gli animali selvatici distruggono produzioni alimentari, sterminano raccolti, assediano campi: non più di tanto possono fare i circa 7mila selecontrollori.

Il dossier elaborato da Coldiretti evidenzia danni periziati per oltre un milione di euro di cui liquidati poco più della metà. Un importo assolutamente sotto stimato – commenta Coldiretti Veneto – perché gli agricoltori esasperati hanno addirittura smesso di presentare le istanze. La questione non è solo agricola – ha spiegato Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto insieme al vice Carlo Salvan sul palco – coinvolge tutti produttori, allevatori, residenti nei centri urbani, automobilisti, turisti, altre specie animali. A sostenere la denuncia di Coldiretti più di 50 sindaci schierati con fascia tricolore a testimonianza di un impegno quotidiano di tutela del territorio. La mobilitazione ha interessato tutta Italia, nelle principali piazze che da Nord a Sud.

Sul palco del capoluogo veneto anche Carla Peruffo assessore del comune di Ospedaletto Euganeo coinvolta in un sinistro stradale che poteva avere conseguenze estreme. Dopo di lei anche Silvia Marcazzan operatrice agrituristica della Lessinia nel veronese dove il passaggio di intere colonie distrugge l’integrità di luoghi di pregevole bellezza pronti ad accogliere visitatori e ospiti.

Zaia a Coldiretti sui cinghiali: l'ecoistema è saltato, bisogna renderli cacciabili


 Al Presidente della Giunta Luca Zaia intervenuto sul palco,  la delegazione dei dirigenti di Coldiretti guidata da Daniele Salvagno ha sottolineato: Non possiamo nasconderci dietro un dito: il vecchio Piano non ha funzionato. Con 7000 selecontrolli nel 2020 si sono abbattuti circa 7000 capi, in media un capo a soggetto. Stimiamo che in Veneto siano presenti circa 90.000 capi concentrati in alcuni territori. Con questo ritmo la nostra regione sarà invasa dai cinghiali!”.

All’assessore competente Cristiano Corazzari Coldiretti ha affidato le seguenti richieste urgenti:

  • che Stato e Regioni facciano un gioco di squadra e operino in modo risoluto per rendere le misure di contenimento e controllo effettivamente efficaci.
  • che gli agricoltori dotati delle necessarie autorizzazioni siano messi in condizione di essere effettivamente protagonisti delle azioni di contenimento, anche attraverso l’utilizzo di altri soggetti autorizzati, a partire dai cacciatori, per intervenire immediatamente sui propri fondi agricoli.
  • semplificare le procedure per l’attivazione di tutti gli interventi e messe in atto azioni per promuovere l’attività dei selecontrollori
  • che attraverso una modifica della legge nazionale, il coordinamento delle azioni sia affidata al Prefetto in quanto competente per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.
  • che la delibera proposta alla Regione sia approvata in tempi rapidi
  • che il nuovo piano di controllo dei cinghiali contenga azioni semplici sburocratizzate, efficaci, efficienti, allargando la platea dei soggetti attuatori, con le risorse necessarie.

“Siamo ad un bivio – ha concluso Daniele Salvagno  - o subiamo l’invasione dei cinghiali o reagiamo fortemente. Leggi e provvedimenti ci sono: si applichino, usando il criterio della buona politica”. 
A turno si sono alternati con dichiarazioni di appoggio il Presidente del Consiglio del Veneto Roberto Ciambetti e i capi gruppo consiliari ai quali Daniele Salvagno ha consegnato il dossier su “L’assedio dei cinghiali in Veneto”.

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