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Omicidio sul Piave: Elisa è stata uccisa con più di dieci coltellate mentre prendeva il sole

Elisa Campeol, 35 anni di Pieve di Soligo ha tentato disperatamente di difendersi. All’improvviso, il suo assassino, Fabrizio Biscaro, s’è materializzato alle sue spalle, mentre lei era distesa sullo sdraio. Ha richiamato la sua attenzione con un “ehi” e poi, quando lei s’è voltata di scatto, l’ha aggredita con un coltello da cucina colpendola con molti fendenti

MORIAGO. Aveva deciso di trascorrere la mattinata prendendo il sole nell’oasi naturale dell’Isola dei Morti, sul greto del Piave a Moriago. Elisa Campeol, 35 anni, una barista di Pieve di Soligo, s’era portata lo sdraio da casa e da sola, in uno spiazzo di sassi misto a sabbia, s’era distesa, in costume, in un luogo appartato ma non isolato.

All’improvviso, il suo assassino s’è materializzato alle sue spalle, mentre lei era distesa sullo sdraio. Ha richiamato la sua attenzione con un “ehi” e poi, quando lei s’è voltata di scatto, l’ha aggredita con un coltello da cucina colpendola con molti fendenti.

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Oltre una decina: sulla schiena, sul costato e al collo. Lei si è difesa strenuamente: sul braccio aveva numerose ferite. Il suo assassino, Fabrizio Biscaro, 35 anni di Col San Martino, operaio in una ditta della zona, è poi scappato, lasciandola a terra agonizzante. Neanche mezz’ora più tardi, s’è presentato alla caserma dei carabinieri di Valdobbiadene per costituirsi. Aveva i vestiti ancora macchiati di sangue e ha consegnato l’arma del delitto, un coltellaccio da cucina.

L’uomo è stato a lungo interrogato per due ore dai carabinieri e dal sostituto procuratore Gabriella Cama per capire il movente. È assodato che assassino e vittima non si conoscevano. Biscaro, seguito in passato dal Centro di salute mentale, più di sei mesi fa aveva tentato il suicidio. Elisa Campeol ha avuto la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato e al momento sbagliato. Lo ha spiegato Biscaro stesso nel corso dell’interrogatorio: «Stamattina sentivo che dovevo fare del male a qualcuno».

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Il 35enne di Col San Martino, martedì mattina, poco dopo aver iniziato il lavoro, alle 7.30, ha preso il cartellino e l’ha timbrato per l’uscita. Da allora, di lui non s’è più saputo nulla. Ieri mattina, Biscaro non s’è presentato al lavoro ed i genitori sono andati alla caserma dei carabinieri del paese per denunciarne il mancato rientro a casa la sera precedente. Cos’abbia fatto in quel lasso di tempo è ora al vaglio degli investigatori.

Quel che è certo è che Elisa Campeol, ieri mattina, aveva salutato i suoi genitori alle 9.30 per andare a prendere il sole e a fare qualche passo sul Greto del Piave. Poco dopo le 10 aveva parcheggiato la sua Fiat 500 color menta in uno spiazzo sotto gli alberi, a 600 metri dal greto del Piave dove è stata aggredita.

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La violenza con cui è stata colpita non le ha dato scampo. A lanciare l’allarme al 118 è stato un appassionato di trekking che ha assistito in lontananza al delitto. Quando l’elisoccorso è arrivato sul posto, la barista di Pieve di Soligo era ancora viva. Purtroppo, le manovre rianimatorie non sono servite per strapparla alla morte. L’assassino, invece, è fuggito a piedi ed è salito sulla sua Golf nera. Ha percorso una dozzina di chilometri, quelli che separano il luogo del delitto dalla caserma dei carabinieri. Alle 13.05 si è presentato alla stazione dell’Arma di Valdobbiadene con un paio di jeans e una maglietta ancora sporchi di sangue. Con sè aveva anche uno zainetto dentro al quale aveva riposto l’arma del delitto: un coltello da cucina con lama di almeno 15 centimetri ancora sporco del sangue della vittima.

Biscaro è stato interrogato nel pomeriggio dal sostituto procuratore Gabriella Cama, e, assistito dal suo legale, l’avvocato Rosa Parenti, ha ammesso ogni responsabilità. Soltanto poco prima delle 21, Biscaro ha lasciato la caserma di Valdobbiadene su una gazzella con direzione il carcere di Santa Bona a Treviso.

L’accusa è di omicidio volontario. Ma le indagini, nonostante la confessione, continuano. Si scava sul passato di Biscaro e, soprattutto, sugli ultimi giorni in cui ha maturato il delitto. I carabinieri hanno provveduto a sequestrare anche le due auto di vittima e assassino.

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