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Raccordo A4-Pedemontana da 70 milioni. Casello e tunnel Tav: si lavora giorno e notte

La nuova Pedemontana

Bruno Chiari, direttore A4 Brescia-Padova: «Pensiamo di consegnare i lavori con sei mesi d’ anticipo, a fine 2022»

VERONA. Nuovo casello A4 di Montecchio: avanti tutta con sei mesi d’anticipo sulla tabella di marcia. A fine 2022 il raccordo sarà completato. Il miracolo è tutto “made A4 Padova-Vicenza-Verona-Brescia”, l’autostrada fondata 69 anni fa dalle 4 Province e ora gestita dal gruppo Abertis.

In questi giorni di tripudio della Pedemontana, “l’autostrada più bella e moderna d’Europa” per dirla con l’enfasi di Luca Zaia, più che sottolineare i due anni di ritardo per l’inchiesta sul tunnel di Malo, vale forse la pena ricordare che il nuovo raccordo sulla A4 a Montecchio Maggiore segna invece il record opposto: il maxi cantiere da 70 milioni sta bruciando le tappe. I tre anni previsti diventeranno 2 e mezzo con gli operai che lavorano con i turni di notte.

UN’OPERA COMPLESSA

Il motivo? Non si tratta di costruire un rondò, come quelli spuntati a ridosso del re dei marmi Bisazza, ma di realizzare il nuovo casello di Montecchio, il raccordo tra A4 e Pedemontana e il tunnel per i treni dell’alta velocità, che procede a passo spedito da Verona verso Vicenza sotto la regia di Salini-Webuild.

L’appalto della A4 è stato assegnato al raggruppamento temporaneo d’imprese costituito da Icm, Carron e Icop e sul sito dell’azienda di San Zenone degli Ezzelini si spiegano le modalità. Basta transitare di notte sulla Serenissima tra Montebello e Montecchio per scorgere le squadre con le ruspe che bucano il terreno, con dei fari di luce potentissimi. Anche quando piove sono sempre lì.

IL VINCOLO DEI TRENI

«Si è deciso di sdoppiare i turni per completare le fondazioni speciali a ridosso della linea ferroviaria Milano-Venezia che passerà da 2 a 4 binari con l’alta velocità», spiegano alla Carron «Si tratta di posare diaframmi e pali senza interferire con il traffico ferroviario» che dopo mezzanotte è quasi inesistente, mentre di giorno si procede con le altre attività per completare i nuovi rilevati autostradali e il raccordo tra A4 e Pedemontana.

A mettere fretta a Carron e Maltauro è stato il sindaco di Montecchio Gianfranco Trapula che, dopo aver piazzato un leone di San Marco su un rondò in mezzo al paese per ribadire fedeltà alla Lega, fa la voce grossa perché teme di essere invaso dai camion quando a dicembre aprirà al traffico il tratto Montecchio- Castelgomberto. Intanto buone notizie dal fronte del traffico: i 12 mila utenti medi sono saliti a quasi 18 mila al giorno dopo l’apertura del tratto Bassano-Montebelluna. Le tariffe però non cambiano: 16 centesimi al km per le auto, 41 per i Tir: 11 euro andata e ritorno Bassano-Montebelluna, 4 volte più care rispetto alla A4 Serenissima e A13 Bologna-Padova.

VENTATA DI OTTIMISMO

Una ventata di ottimismo arriva dall’ingegner Bruno Chiari, direttore generale A4 Brescia-Padova, che mette ordine al cronoprogramma: «Siamo sulla buona strada, la fine dei lavori prevista per giugno 2023 è già anticipata a marzo ma siamo convinti di poter ridurre ulteriormente i tempi per dicembre 2022. Non è facile perché ci sono due vincoli da rispettare: tenere aperta l’autostrada e consentire ai treni di viaggiare sempre. Così si è deciso di lavorare anche di notte sulla base delle indicazioni che arrivano dalle ferrovie. Confidiamo di recuperare sei mesi».

Spiega Chiari: «Si tratta di costruire il nuovo casello della A4 che sostituirà quello attuale di Montecchio e di realizzare il raccordo con la Pedemontana per connettere le due autostrade. Poi c’è l’alta velocità con i treni che viaggeranno in galleria sotto lo svincolo: qui i tempi delle autorizzazioni sono stati decisi dalla burocrazia ministeriale, che è lenta. Per evitare una sovrapposizione con Rfi la Brescia-Padova sta realizzando la galleria. Così eviteremo demolizioni».

INTERVENTO DA 70 MILIONI

Quanto avete investito? «70 milioni di euro, 17 dei quali già spesi». Bruno Chiari evita di sottolineare che si tratta di risorse della A4, certamente frutto dei pedaggi degli automobilisti: un investimento al servizio delle imprese e delle famiglie del territorio, nel pieno rispetto della mission.

OPERA FONDAMENTALE

Che ne pensa l’ingegner Chiari della Pedemontana? «Bisogna avere un po’ di pazienza, è un’opera importantissima e come tutte le novità deve entrare nei ritmi di vita dei cittadini. Non è un terremo mio. Si tratta di un project che per definizione deve finanziare gli investimenti con tariffe più alte rispetto alle tratte storiche come la nostra. All’inizio questo è un deterrente, però piano piano la gente si abitua. La stessa cosa è successa alla Brebemi che ora ha ingranato: rispetto al primo anno ha triplicato il traffico. Ci vuole pazienza, ma è un’opera fondamentale».

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